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Il comitato “Anima critica” denuncia i rischi lungo la Noalese

SANTA MARIA DI SALA «Sarà che piove di più, ma i fossati chi li pulisce?». A chiederselo è Massimo Camporese, portavoce del comitato ambientalista “Anima Critica”, che pubblica le foto dello stato in cui versano i fossi lungo la Noalese, in località Tabina. «È diventata ormai una triste e spiacevole prassi quella di lasciare i fossati di raccolta e smaltimento dell’acqua piovana, ai margini di strade statali, in questo stato», denuncia Camporese, «è fin troppo chiaro, guardando la situazione, che le vie di fuga dell’acqua rappresentate dai vecchi fossi di laminazione ai bordi della strada sono ormai praticamente occlusi dalle erbacce infestanti e dalla sterpaglia che non permettono il regolare deposito e lo smaltimento delle acque».

Nei giorni scorsi il Comune, nella riunione di giunta che ha dato il via libera ad alcune opere idrauliche per risolvere la questione degli allagamenti a Caltana, ha anche deliberato la pulizia straordinaria di 14 fossi e canali di scolo del Salese, ostruiti e occlusi dal terreno di riporto.

Sulla regionale Noalese però la situazione non sembra diversa. «Assurdo lasciare ricoperte di terra e detriti vari anche le tubazioni di collegamento all’interno dei fossati», continua Camporese, «con il rischio concreto di allagamenti in caso di forti piogge. È necessario attuare tutte quelle politiche di prevenzione e manutenzione per evitare nuove criticità legate a una pessima gestione del rischio idrogeologico, rimuovendo quindi detriti, terra ed erbacce che occludono i fossati. Ricordiamo tra l’altro che la strada è molto trafficata, con molte abitazioni e attività commerciali e dovrebbe perciò essere dotata di tutti gli accorgimenti per smaltire le acque che non possono rimanere imbrigliate dall’incuria del tempo e dall’inadeguatezza delle manutenzioni».

Filippo De Gaspari

 

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