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«Siamo fieri del nostro ospedale e di un’eccellenza come Cardiologia, ma siamo preoccupati perché questo reparto non è lasciato lavorare in serenità». Le parole del sindaco di Mirano sono forti e dirette, Maria Rosa Pavanello le ha pronunciate ieri aprendo la «16. Giornata della Cardiologia interventistica» al teatro di Mirano.

L’obiettivo delle dichiarazioni è il direttore dell’Ulss 13 Gino Gumirato: «Ormai c’è una situazione di grande tensione, nei suoi interventi il direttore non difende i propri dipendenti e le proprie eccellenze. Amministra una struttura, ma non difende quella struttura. Gli chiediamo di condividere le scelte e ascoltare il territorio. Un’eccellenza non va distrutta».

Tutto è legato ovviamente al futuro del reparto di Cardiochirurgia diretto dal primario Alessandro Giacomin: è ritenuto un’eccellenza, ma dal 1.gennaio 2015 chiuderà e sarà trasformato in Chirurgia Vascolare.

«I numeri miranesi sono troppo bassi, la struttura non può più rimanere in piedi da sola. Noi seguiamo la linea della Regione: l’Ulss 13 collaborerà proficuamente con l’Ulss 12 veneziana» ha sempre sostenuto Gumirato.

Al centro del dibattito c’è anche la questione dei dati Agenas: l’agenzia sanitaria legata al Ministero ha diffuso dati negativi sull’attività del reparto miranese di Cardiologia, nella sua prima dichiarazione Gumirato commentò: «Questi dati ci danno ragione, bisogna creare un’unica rete cardiologica protetta e collaborare con Mestre». Una posizione che al consigliere regionale Bruno Pigozzo non piace: «Quei dati erano parziali e sbagliati, preoccupa la miopia di alcuni atteggiamenti. Serve maggior chiarezza».

Ieri Gumirato al convegno non era presente, sostituito dal direttore medico Livio Dalla Barba. Grazie ad un collegamento via satellite con l’ospedale, è stato mostrato in diretta un sofisticato intervento dell’equipe guidata dal primario Bernard Reimers. È stato possibile assistere al primo utilizzo in Veneto dei nuovi stent ad elevata copertura per l’angioplastica carotidea, che permettono di trattare le placche aterosclerotiche delle arterie carotidi anche in pazienti che hanno appena avuto un ictus.

Gabriele Pipia

 

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