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Una luce nuova sul Ponte. Ecco i led ad altezza auto

IL PROGETTO – Illuminate strada e pista ciclabile

VIABILITÀ Inaugurato l’impianto che garantirà anche un consistente risparmio energetico

Da ieri il Ponte della Libertà ha una nuova illuminazione. Abbattuti ancora due anni fa i vecchi «fiammiferoni» gialli e blu per far posto alla realizzazione del tram, adesso c’è un sistema moderno composto di due impianti: il primo con 750 punti luce installati lungo i guard rail e il new jersey al centro della carreggiata, tipo pista di atterraggio in aeroporto; il secondo con una striscia a led che corre sulla mura di cinta nello spazio ciclopedonale che dai Pili arriva in centro storico, sul lato di Porto Marghera. Fa eccezione l’ultimo mezzo chilometro prima del semaforo del Tronchetto dove l’assenza di marciapiede ha reso necessario il ricorso a 42 lampioni più tradizionali, che seppur collocati soltanto su un lato servono a illuminare entrambe le corsie.

L’operazione è costata 1 milione di euro e consentirà un risparmio energetico e sui costi di gestione pari all’80 per cento sul vecchio sistema. Si passerà, infatti, da un consumo di 475 mila chilowattora annui a 87 mila, mentre le spese per la corrente scenderanno da 85 mila a 15 mila euro.

Ad accendere ufficialmente i nuovi impianti, ieri attorno alle 17 sono stati il vice commissario Natalino Manno e il direttore generale del Comune Marco Agostini, assieme ai rappresentanti dell’Ati con capofila la Gemmo che ha commissionato l’opera e alla progettista milanese Margherita Suss.

«Oltre ai vantaggi in termini di risparmio, il nuovo impianto è interessante dal punto di vista tecnologico ed è significativo che sia stato realizzato da ditte e con materiali tutti italiani. Inoltre, rispetto al passato ha il pregio di essere poco invasivo e impattante, perché sarà quasi invisibile durante il giorno: un bel segnale di rispetto dell’unicità e della particolarità di Venezia», ha detto Manno.

La nuova illuminazione arriva dopo due anni in cui il Ponte è rimasto sostanzialmente al buio, fatta eccezione per la sola predisposizione di cantiere legato alla costruzione del tram. Dal canto loro, i 103 vecchi «fiammiferoni» alti una decina di metri, installati da Anas più di 20 anni fa in occasione dei Mondiali di calcio Italia 90 e che contavano in totale 592 lampade a coppa, saranno mandati al macero da parte di Pmv che dopo averli rimossi e custoditi in un magazzino, ha già provveduto a tagliarli.

Alvise Sperandio

 

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