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Jesolo. Ambientalisti contro Zaia: «Ennesimo sconvolgimento della costa veneta»

Preoccupano gli effetti della lunga passerella sulle correnti e quindi sull’erosione

JESOLO «Per favore, quando lottizzate il mare, almeno non parlateci di intervento per il miglioramento dell’ambiente». È un durissimo affondo quello che Legambiente Veneto Orientale lancia contro il progetto del pontile Merville, la struttura di circa 200 metri che dovrebbe sorgere a Jesolo, protesa sul mare e collegata alla spiaggia, con attracchi per le barche e altre strutture ricettive.

Nei giorni scorsi la Regione ha approvato la delibera che istituisce il collegio di vigilanza che coordinerà gli enti nella realizzazione dell’intervento previsto nella zona della Pineta.

Se il Comune plaude, Legambiente Veneto Orientale è pronta a fare le barricate. «L’approvazione da parte della Regione dell’ennesimo mega progetto sul litorale purtroppo non ci stupisce. Lo stesso presidente Zaia, che da anni dice basta al consumo di suolo, si dimentica di applicare quello che dice», attacca Maurizio Billotto, uno dei referenti di Legambiente Veneto Orientale, «Avevamo già criticato il progetto del pontile Merville, auspicando che la Regione ci mettesse un freno. È stata una speranza vana. Anzi, ci si è inventati un comitato di controllo fatto dagli stessi che hanno autorizzato, ovvero Comune, Provincia e Regione. Aspettarci che la Regione ponesse dei limiti a questo progetto era cosa vana. D’altra parte, che l’ambiente e la tutela del paesaggio non siano nei programmi reali di questa Regione lo riscontriamo continuamente. E che gli organi di controllo quali la commissione di Valutazione d’impatto ambientale regionale siano inadeguati, lo abbiamo già denunciato».

Gli ambientalisti chiedono che almeno si eviti di presentare «l’ennesimo sconvolgimento della costa veneta come un intervento di elevato valore ambientale».

Tra le maggiori preoccupazioni di Legambiente c’è l’impatto che il pontile rischia di avere sul problema, peraltro attualissimo in queste settimane caratterizzate dal maltempo, dell’erosone delle spiagge. «È solo della settimana scorsa il segnale d’allarme lanciato nel convegno da noi organizzato a Eraclea sull’erosione del litorale: qualsiasi intervento sulla costa modifica il flusso dei sedimenti e le correnti, aumentando o diminuendo gli effetti erosivi», conclude Maurizio Billotto, «Quali sono state le valutazioni fatte su questo molo di 200 metri che si protenderà sul mare? A chi toccherà piangere il mancato apporto di sabbia e l’aumento dell’erosione? Chi pagherà i nuovi oneri di ripascimento?». Insomma, Legambiente Veneto Orientale urla il proprio dissenso contro il mega progetto.

Giovanni Monforte

 

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