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Gazzettino – I “forconi” a casa di Chisso

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

dic

2014

MESTRE – Blitz dei “forconi” a Favaro davanti alla casa di Renato Chisso

C’È POSTA PER TE – Anche Galan e Orsoni nel mirino

Buste piene di escrementi sarebbero state recapitate anche all’ex sindaco Giorgio Orsoni e all’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan

BANCONOTE – Gateano Ferrieri impugna la canna da pesca con le banconote finte per sollecitare la restituzione dei soldi che l’ex assessore avrebbe incamerato

I “forconi” a casa di Chisso

Una busta piena di escrementi e rotoli di banconote finte nella cassetta della posta

Una busta sigillata con dentro escrementi umani e mazzette di banconote da 50 euro stampate e appese ad una canna da pesca simbolo dei soldi rubati con le mazzette legate alla costruzione del Mose. Si è presentata attrezzata così ieri pomeriggio poco prima delle 16, la delegazione del movimento di protesta Forconi Veneti 9 Dicembre in via Col San Martino a Favaro Veneto davanti all’abitazione dell’ex assessore regionale Renato Chisso. Lui all’interno con la famiglia, costretto ai domiciliari, nel giardino due auto parcheggiate e poco distante il latrato dei cani dei vicini che abbaiavano agli insoliti visitatori di una domenica pomeriggio. Un blitz pacifico, durato pochi minuti.

I militanti del movimento dei Forconi arrivano con due auto. Indossano tutti una pettorina di colore giallo e arancio che riporta la scritta «Presidio di Padernello (Tv)». A guidarli c’è Gaetano Ferrieri, 53 anni, il «forcone» già protagonista di clamorose proteste come il presidio in tenda e lo sciopero della fame davanti a Montecitorio e il tentativo di darsi fuoco davanti alla Basilica di San Pietro per chiedere un incontro con Papa Francesco. Ferrieri tiene in mano una canna da pesca. Al posto dell’esca ci sono delle banconote finte arrotolate. «Siamo qui davanti a casa di un ladro politico per chiedergli di restituire quello che ha rubato. Quando uno patteggia vuol dire che è sicuro di venire condannato – ha detto Ferrieri mimando il gesto di pescare dal giardino dell’abitazione di Chisso dei soldi – Stiamo facendo visita a tutti i politici corrotti che hanno rubato nelle tasche degli italiani e in questo caso dei veneziani. Gli regaliamo queste mazzette di soldi finti, le lasciamo nella cassetta della posta magari servono per pagare i loro avvocati. E poi lasciamo anche un altro ricordino».

Ferrieri tiene in mano una busta gialla con su scritto il nome e cognome dell’ex assessore e il suo indirizzo. La apre per far vedere il contenuto. «Ecco, alla Biennale c’è la merda d’artista, questa, invece, è cacca vera, materiale organico, che riconsegniamo a chi nella cacca ha fatto finire questo paese con il sistema corruttivo degli ultimi anni. Una busta come quella che abbiamo consegnato a casa di Chisso l’abbiamo recapitata anche all’ex presidente della Regione Galan e all’ex sindaco Orsoni. Ma non solo, ieri mattina dalle Poste centrali di Mestre abbiamo spedito due buste uguali contenenti «prodotto organico riservato» anche al Premier Matteo Renzi e al ministro del Lavoro Guido Poletti». Cosa chiedete con questa protesta? «È solo un primo passo – aggiunge Ferrieri – Domani mattina manifesteremo davanti alla sede del tribunale di Venezia a piazzale Roma perché vogliamo un incontro con il procuratore capo Luigi Delpino. I reati di questi politici corrotti non devono andare in prescrizione. Se non otterremo risultati bloccheremo il ponte della Libertà».

Raffaele Rosa

 

PADOVA – La frattura frontale non desta preoccupazioni ma ha richiesto alcuni punti di sutura

Galan migliora, medici ottimisti

L’ex governatore ricoverato al Policlinico universitario. Colpito da un albero mentre stava potando in giardino

Rimane ricoverato in una stanza di degenza al terzo piano del Policlinico universitario di Padova. Piantonato da carabinieri e agenti di polizia penitenziaria. Ma le sue condizioni sono in miglioramento, i medici si dicono ottimisti. Confermata la diagnosi della prima ora per Giancarlo Galan, l’ex ministro ed ex presidente della Regione Veneto, rimasto ferito sabato mentre potava un albero nel suo giardino a Villa Rodella, sui Colli Euganei. Una frattura frontale, che ha richiesto alcuni punti di sutura al capo per sanare la ferita lacero-contusa, e una contusione epatica, fortunatamente nessun danno agli organi interni.

Il quadro clinico, dagli approfondimenti effettuati ieri, non evidenzia ulteriori elementi di preoccupazione. Curiosità e stupore tra gli altri ricoverati in una domenica ospedaliera trascorsa lenta anche per quell’ospite illustre, che sta scontando ai domiciliari due anni e dieci mesi patteggiati per lo scandalo Mose. Non nuovo a incidenti domestici (era l’estate scorsa quando cadde, mentre tagliava un roseto, procurandosi una frattura a una gamba per la quale venne ingessato all’ospedale Sant’Antonio di Padova), per Galan l’infortunio dell’altroieri ha quasi ricalcato il copione: sempre Villa Rodella a Cinto Euganeo, sempre una scala, sempre una potatura finita in rovinosa caduta. Stavolta la colpa sarebbe, non dei fiori, ma di un grosso ramo: nel tagliarlo, l’ex governatore cinquantottenne avrebbe il crollo di un albero a fianco che, abbattendosi al suolo, lo avrebbe colpito alla testa. E sarebbe così finito dentro a un attiguo fossato.

È stata la figlia di sette anni a dare per prima l’allarme dopo aver assistito alla caduta del padre, con il quale si trovava in giardino. La bambina ha avvisato la madre Sandra Persegato che ha quindi chiamato dapprima il 118, poi i carabinieri della stazione più vicina a Cinto Euganeo, accorsi a loro volta sul posto. Trasportato velocemente in Azienda ospedaliera a Padova in elisoccorso, Galan è stato dapprima accolto in pronto soccorso centrale, quindi spostato tre piani più su, nel reparto chirurgico per essere tenuto in stretta osservazione.

 

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