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VENEZIA – Oggi all’esame dell’Europa i programmi di sviluppo di un’area strategica del Nordest

Nel progetto, vie navigabili interne fino a Chioggia e Porto Levante, l’espansione dell’aeroporto di Tessera, la terza corsia Venezia-Trieste

Bruxelles discute il “pacchetto Venezia”. L’Unione Europea decide sui progetti di sviluppo di un’area centrale come quella del Triveneto. E si tratterà di una nuova sfida per il Nordest per un territorio che punta sulle infrastrutture per uscire dalla crisi e trovare nuove strategie di sviluppo. Oggi, nella capitale belga sui tavolo dei ministri finanziari (Ecofin) dei ventotto Stati membri, si prenderà atto dell’elenco dei progetti presentati dal Governo italiano per la messa a punto del piano Juncker che punta a sostenere il rilancio della crescita e dell’occupazione in Europa. Si tratta senz’altro di un “riconoscimento” importante per le istanze dell’area veneta.

E al centro dell’attenzione vi sarà come “asse centrale” della proposta italiana, la costruzione del porto offshore di Venezia e anche altri progetti fondamentali come il collegamento tramite vie navigabili interne dal porto di Venezia fino a Chioggia, Porto Levante e lo scalo interno di Mantova, ma anche i progetti di espansione dell’aeroporto “Marco Polo” di Tessera che parecchie polemiche avevano causato nel recente passato e il riassetto e ammondernamento dell’autostrada Venezia-Trieste con la realizzazione della terza corsia tra San Donà di Piave e Alvisopoli.

Così, all’indomani delle polemiche sul porto d’altura tra Trieste e Venezia, culminate anche con una “battaglia” in Parlamento, ora tocca all’Europa esprimere un proprio giudizio. Nelle scorse settimane lo “scontro” tra Venezia e Trieste si era misurato sull’offensiva del senatore giuliano del Pd, Francesco Russo che, insieme ad un collega toscano, Marco Filippi, aveva presentato un emendamento, sottoscritto da una cinquantina di parlamentari di maggioranza e di opposizione, per dire no al Porto offshore di Venezia e per riuso dei finanziamenti a favore dei porti di Venezia, Trieste e Ravenna.

Immediate erano divampate le polemiche con una durissima presa di posizione del presidente dell’Autorità portuale veneziana, l’ex ministro Paolo Costa. Un botta e risposta che, in passato, aveva coinvolto anche la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani. Oltre alle questioni legate al porto d’altura, nella “tenzone” tra Venezia e Trieste, altre polemiche si erano scatenate sulla questione delle “grandi navi” con Trieste pronta a fare l’occhiolino ai grandi armatori a danno di Venezia.

Oggi, con ogni probabilità, l’Unione Europea dirà una parola decisiva sui progetti nell’area veneta. La bozza della Task Force Commission dei 28 Stati membri dell’Unione permetterà ai ministri finanziari di valutare attentamente i progetti caldeggiati da Palazzo Chigi a livello sovranazionale. Oltre a quello dell’Autorità portuale per lo scalo offshore (948 milioni), particolare importanza avrà la decisione sul progetto da un miliardo e mezzo che include il collegamento tramite le vie navigabili interne dal porto di Venezia (piattaforma offshore) fino a Chioggia, Porto Levante e il porto interno di Mantova.

Paolo Navarro Dina

 

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