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Dolo. È il primo nel Veneto ed è stato lanciato nel reparto di Urologia: riguarda un nuovo sistema di comunicazione

Una guida al reparto e alle terapie tradotta stilizzate per comunicare con i disabili mentali.

All’Urologia di Dolo parte un progetto sperimentale ed innovativo, uno strumento di assisteannza sanitaria dedicato ai disabili con gravi problemi di comunicazione.

Si chiama Pecs e si tratta di una sorta di «lingua alternativa» con la quale medici e infermieri potranno comunicare, attraverso tavolette con immagini stilizzate, con pazienti con problemi comunicativi, dai bambini autistici, o con persone con ritardi mentali o colpite da ictus.

In Italia cinque persone su cento sono disabili, e una su cento è in condizioni di grave o gravissima disabilità, proprio per venire incontro alle loro necessità il reparto di Urologia dell’Asl 13, in collaborazione con l’Associazione Famiglie e Abilità di Campagna Lupia (ispirati al Progetto DAMA, presente in Lombardia), ha creato per prima in Veneto un progetto («perché anche noi disabili con ritardo cognitivo ci ammaliamo come voi») che utilizza le «Pesc».

«La disabilità non è solo fisica – ha spiegato il primario di Urologia Giorgio Artuso – ma anche mentale. Per la prima forma di disabilità, eravamo già attrezzati da tempo: stanze preparate appositamente per accogliere, ad esempio, persone, spesso giovani, in carrozzina.

Da circa un mese abbiamo fatto un passo in più nell’ottica dell’accoglienza, per i pazienti con ritardo mentale e questo è un passo avanti favvero importante e significativo».

Tutte le stanze di Urologia sono «segnate» con le Pecs, le immagini stilizzate e dl personale sanitario ha imparato questo tipo di linguaggio alternativo e, nel momento in cui, un disabile con ritardo mentale si rivolge al reparto, ha con sè queste tessere con cui può spiegargli facilmente l’iter terapeutico che dovrà affrontare.

Luisa Giantin

 

 

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