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La Cgil dà vita al controllo “di base” che denuncerà parti e lavorazioni sospette

Poi il sindacato si rivolgerà alla Procura. «Difendiamo le imprese oneste»

FIESSO – Agirà nell’ombra ma colpirà duro: un gruppo anonimo di lavoratori denuncerà fenomeni di lavoro nero e contraffazione in Riviera del Brenta. Nasce infatti il coordinamento interaziendale per denunciare situazioni di illegalità nel comparto. Questo quello che è emerso ieri da una affollata assemblea che si è tenuta nella sala parrocchiale a Fiesso organizzata dalla Filcem Cgil.

«L’assemblea», doveva discutere dello sciopero del 13 dicembre», spiega per la Filctem Cgil Michele Pettenò, «ma soprattutto la questione della presenza del lavoro nero all’interno del distretto del calzaturiero. Dalla discussione purtroppo, sono emerse situazioni tragiche. Abbiamo illustrato i problemi presenti, nonostante ci sia il tentativo da parte di Acrib di sminuire il fenomeno dei laboratori cinesi. La scoperta fatta ultimamente dalla guardia di finanza ed il sequestro di 17 laboratori clandestini, con forme di schiavismo, ci fa comprendere invece che non possiamo permetterci il lusso di abbassare la guardia e far scendere il livello di attenzione. Abbiamo spiegato ai lavoratori, che il fenomeno del lavoro nero è un qualche cosa che riguarda tutti noi, la crisi non può permettere che una filiera importante di questo comparto venga distrutta solo per aumentare il guadagno di qualche azienda a discapito dell’occupazione».

La Filctem però va oltre. Dopo aver istituito un numero verde in cui i lavoratori potranno denunciare situazioni anomale di intere o parti di produzioni fatte da laboratori clandestini, creerà un gruppo di coordinamento dei lavoratori formato da una quarantina di persone, anche non iscritte, che lavorerà a stretto contatto con il sindacato, che alla fine girerà le denunce alla Procura. Ovviamente gli aderenti a questo gruppo per evitare contraccolpi a livello lavorativo resteranno segreti. Quello del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta è un patrimonio fatto di 800 imprese regolari, 11.000 posti di lavoro e una produzione industriale annua che nella sola Riviera è pari a circa 1,9 miliardi di euro. Sulla questione della contraffazione del prodotto “Made in Riviera”, nei giorni scorsi è intervenuto anche il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. Si attende la nomina di un ente certificatore esterno che certifichi tutta la filiera, ma da parte delle imprese non arrivano segnali.

Alessandro Abbadir

 

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