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CAMPOLONGO – Un minuto di silenzio e poi di fronte ad oltre 500 studenti si è svolta l’attesa inaugurazione del museo della legalità intitolato a Cristina Pavesi, a 24 anni esatti dalla sua morte per mano della mafia del Brenta. Una morte causata dall’assalto al treno portavalori compiuta nel 1990 dalla banda di Felice Maniero.

«A Campolongo», ha spiegato l’ideatrice del museo, Oriana Boldrin, «siamo riusciti a rendere concreto questo museo grazie al grande lavoro delle associazioni Auser e Mondo di Carta che in primis, insieme allo scultore Lucio Zatti, lo hanno ideato e progettato. Grazie all’aiuto delle ditte private siamo riusciti a legare il museo al concorso letterario Cristina Pavesi. L’idea futura è quella di avere a Campolongo un museo di arte contemporanea legato alla legalità, e fatto interamente da ragazzi che si mettono alla prova partecipando con le loro opere».

All’inaugurazione di ieri mattina ha partecipato il prefetto Domenico Cuttaia , mentre il magistrato Graziana Campanato ha ricordato la difficoltà delle indagini all’epoca delle azioni compiute dalla banda di Felice Maniero.

«E’ davvero un bel giorno», ha detto poi il sindaco Alessandro Campalto, «che valorizza il grande lavoro del comune di Campolongo nella lotta all’illegalità».

E’ stata poi scoperta una targa all’entrata del museo che porta il nome di Cristina Pavesi. Il museo ha sede temporanea nella galleria del centro civico di Bojon, e sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito ogni prima domenica del mese dalle 9 alle 12, con la speranza che tanti giovani lo vadano a visitare.

(a.ab.)

 

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