Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

DOLO – Domani saranno consegnate al presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato le circa 5000 firme raccolte dal gruppo di coordinamento costituito da vari comitati a difesa dell’ospedale di Dolo. Lo ha annunciato il coordinatore del movimento Emilio Zen ricordando che il consiglio regionale esaminerà anche la mozione presentata da 4 consiglieri regionali per la sospensione dell’atto aziendale. Sull’argomento Walter Mescalchin ha aggiunto: «Forzeremo perché la mozione venga discussa prima che il Crite, che doveva riunirsi lunedì ed è stato rinviato a giovedì 18, esamini il progetto presentato dal direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato, in quanto nel caso venisse approvato ciò determinerebbe la fine dell’ospedale dolese».

Emilio Zen spiega l’obiettivo: «Vogliamo che l’Atto aziendale venga bloccato e le schede ospedaliere siano riviste». L’atto aziendale, infatti, prevede che l’ospedale di Dolo diventi ad orientamento prevalentemente medico-informatico-riabilitativo e con 25 posti di chirurgia generale in regime di week-surgery diurno, mentre l’ospedale di Mirano diventerebbe ad orientamento prevalentemente chirurgico con presenza di Cardiologia generale.

«L’assurdo è – ha aggiunto Mescalchin del comitato Marcato – che si prevede un’ingiustificata costruzione a Dolo di un “monoblocchino” in prefabbricato per Chirurgia, pronto soccorso e Diagnostica per un costo di 24 milioni. Ma se dovesse passare il progetto prima si svuoterebbero i reparti che passerebbero a Mirano e, quindi, col tempo sarebbero eseguiti i lavori. Di fatto l’ospedale di Dolo non avrebbe più chance di esistere».

Lino Perini

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui