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Gazzettino – Guasto a Salzano, saltano sei treni

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

dic

2014

SALZANO – Saltano 6 treni. Monta la rabbia dei pendolari

Un guasto elettrico al passaggio a livello di Salzano manda in tilt il traffico ferroviario: è successo ieri mattina. Sei le corse soppresse, pendolari infuriati.

MIRANESE Circolazione nel caos per due ore. Nuovo appello a raddoppiare i binari tra Maerne e Noale

In tilt un passaggio a livello, mattinata di passione per i pendolari della linea Bassano-Venezia

Prima una lunga serie di incidenti, poi la doppia malattia di capo-treno e macchinista, ora ci mancava solo il guasto elettrico. Non c’è pace per i pendolari del Miranese, con l’ennesima mattinata da incubo per studenti e lavoratori che si spostano in treno sulla linea Bassano-Venezia.

Anche se in questi ultimi mesi chi utilizza le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea ci ha fatto l’abitudine, ancora una volta si alzano forti malumori di fronte ai tabelloni che riportano ritardi e soppressioni. E curiosamente ancora una volta capita di lunedì, il giorno più tartassato. Ieri mattina la circolazione dei treni è piombata nel caos pochi minuti dopo le 9.30, e il servizio è tornato regolare solamente attorno alle 11.40. Il problema? Un guasto elettrico al passaggio a livello di via Borgo Valentini a Salzano, un problema tecnico che ha mandato in tilt il sistema di sicurezza che governa sbarre e segnali.

Per evitare conseguenze pericolose Rfi ha dovuto far procedere molti treni a velocità ridotta e annullare altre corse. Il computo totale parla di dieci treni regionali con ritardi fino a 50 minuti in entrambe le direzioni, quattro parzialmente soppressi e due cancellati totalmente.

Un normale guasto che può capitare, dunque, ma a mandare i pendolari su tutte le furie è la ripetizione di queste mattinate di passione. Settembre e ottobre erano stati i mesi delle sbarre danneggiate da auto e camion: sei episodi, sempre a Noale, con i vertici delle Ferrovie che invocarono una maggior attenzione da parte di automobilisti e camionisti: «Passate solamente quando le sbarre sono alzate del tutto», era la raccomandazione. Ma nelle settimane successive si aggiunsero alcuni guasti tecnici e poi, soprattutto, due casi ravvicinati di malattie del personale: a fine ottobre infatti si ammalò il macchinista e cinque giorni dopo il capo-treno, la comunicazione venne data all’ultimo e così Rfi non fece in tempo a organizzare le sostituzioni.

A rimetterci sono sempre i pendolari, mentre i comitati locali chiedono da tempo il raddoppio del binario almeno tra Maerne e Noale, per poter rendere più fluida la circolazione anche e soprattutto in questi momenti di “ordinaria follia”.

 

TRENI / 2

Pessima statistica: da gennaio a ottobre accumulati ritardi pari a 11 giorni

SALZANO – Cinquanta treni cancellati nel mese di ottobre, 468 convogli soppressi nei primi dieci mesi dell’anno. Lo studio era stato diffuso a novembre dai comitati dei pendolari del Miranese, e i numeri parlano chiaro: in questa fascia temporale la media è stata di un treno e mezzo cancellato ogni giorno, a leggere le statistiche prese dal sito www.viaggiatreno.it, che riguardano le linee Castelfranco-Venezia e Noale-Mestre. Sempre a fine ottobre il comitato di Salzano calcolò inoltre 16.663 minuti complessivi di ritardo, pari ad oltre undici giorni.

Un’altra analisi era stata fatta ai primi di ottobre basandosi sui dati del sito www.trenitardo.org, che permette di calcolare la presenza di ogni corsa. I pendolari di Salzano hanno preso in considerazione il periodo che va dal 15 dicembre 2013 (giorno di entrata in vigore del nuovo orario cadenzato) alla fine di settembre 2014. Dalle statistiche emerse che il treno 5773 (Noale-Mestre delle 8.09) nel 17% dei casi non è arrivato in orario, e in questo 17% va considerato un 11.4% di casi in cui il treno è stato cancellato. Numeri simili anche per il 5770 (Mestre-Noale delle 7.22): non è arrivato in orario nel 26% dei casi e nel 10.4% di questi casi è stato cancellato.

(g.pip.)

 

QUARTO – Da domani addio alle corse mattutine. I comitati: «Siamo lavoratori, mica studenti»

Anche i treni in vacanza. La rabbia dei pendolari

«Non possiamo continuare a ripeterlo: siamo lavoratori e non studenti. E ospedali e aziende non si fermano per le feste natalizie». Passano gli anni e la battaglia che vede pendolari da una parte e Regione e Trenitalia dall’altra, prosegue fitta sempre sugli stessi temi. La denuncia di questi giorni, di cui si fa portavoce il Comitato pendolari di Quarto, è per la cancellazione di alcune corse durante le festività natalizie: «Dal 24 dicembre non avremo più treni al mattino per andare al lavoro, perché fino al 6 gennaio saremo considerati studenti. Saranno cancellati i treni per Mestre che passano da Quarto alle 4.52, alle 5.45 e alle 6.45 – denuncia Luciano Ferro, portavoce del comitato – Quindi per noi sarà obbligatorio usare la macchina, soprattutto nei festivi quando il primo treno sarà poco prima delle 7. Lottiamo da 14 anni per avere un servizio decente, invece la situazione continua a peggiorare. Da una parte c’è la Regione che non investe, dall’altra Trenitalia che ci mette del suo con ritardi, soppressioni e disinformazioni. Ogni giorno ne scopriamo una nuova, la situazione è vergognosa. E intanto noi paghiamo: il mio abbonamento, ad esempio, mi costa 49 euro al mese».

Nei giorni scorsi i comitati di Quarto e di Salzano avevano pubblicato sulla pagina Facebook il rapporto di Legambiente sulla spesa delle Regioni per il servizio ferroviario: «La Regione Veneto stanzia solo lo 0,13 per cento del suo bilancio per il trasporto ferroviario – scrivono i comitati – Forse sarà il caso di ricordare qual è stata la politica di questa legislatura regionale nei confronti del trasporto pubblico, quando arriverà il momento di rinnovarla». E la giornata più nera è stata quella del 18 dicembre, quando sono scoppiate numerose polemiche perché, nonostante i ritardi, i treni regionali avrebbero sostato per far passare le Frecce: «Non è ammissibile che, con ritardi anche di 60 minuti, migliaia di pendolari debbano lasciare il passo alle Frecce vuote – conclude Ferro – Perché si pensa solo alle Frecce e non si investe un euro per le migliaia di pendolari che si muovono ogni giorno nel territorio?».

 

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