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L’INTERVENTO

Se non altro cronologicamente il Gds-Cc (Gruppo di studio-Canale Cortorta formato da iscritti ed elettori del Pd) ha richiesto per primo al ministero dell’Ambiente di attivare lo svolgimento della cosiddetta Inchiesta pubblica sul Canale Contorta: all’iniziativa del Gds si sono unite le associazioni ambientaliste e culturali, e alcuni circoli del Pd consentendo di raggiungere una massa critica di richiesta che non poteva essere ignorata.

Va detto che, in Italia, l’Inchiesta pubblica è una pratica poco nota e poco praticata: si tratta di riconoscere, ai sensi di legge, la possibilità ai presentatori di osservazioni di poter esporre in pubblico, ai membri della commissione “Via”, i contenuti delle osservazioni presentate.

L’Inchiesta pubblica consente di dare vasta udienza – “coram populi” – alle ragioni portate dai cittadini che ravvisano lesioni agli interessi ambientali generali e di settore derivanti dalla realizzazione di un progetto. La partecipazione del pubblico, in altri Stati europei, è del tutto normale e il dibattito pubblico è parte obbligatoria e irrinunciabile del procedimento valutativo: la partecipazione sostanziale, e non formale, è considerata lo strumento utile per controllare le procedure, per evitare i soprusi e per diminuire i conflitti.

Non così in Italia dove è esclusiva prerogativa del ministero dell’Ambiente “concedere” lo svolgimento del pubblico dibattimento e dove si contano sulle dita di una mano le Inchieste pubbliche organizzate dal ministero dell’Ambiente a seguito della richiesta dei cittadini.

In questo quadro è ovvio che avere chiesto e ottenuto lo svolgimento dell’Inchiesta pubblica sulle osservazioni al Canale Contorta è un grande risultato a favore della trasparenza. Dimostra la forza della partecipazione e consente di rendere pubbliche alla Città le ragioni di esperti, di associazioni, di centinaia di cittadini: una tale richiesta non poteva essere privata del diritto di ascolto. Tanto più in una Venezia senza governo e teatro di una limitata sovranità cittadina e dove negli ultimi due anni, alcuni ex ministri, ministri e almeno un ex presidente del Consiglio si sono pronunciati a favore della realizzazione del Contorta prima del pronunciamento tecnico di valutazione previsto per legge.

È quindi doppiamente importante che il ministero dell’Ambiente abbia riconosciuto e accettato di attivare l’Inchiesta pubblica sul Canale Contorta. È un passo essenziale per rappresentare pubblicamente alla commissione “Via” gli interessi ambientali collettivi che risultano lesi dal Progetto.

Lo scavo del Canale Contorta, peraltro è stato presentato dall’Autorità portuale, a parere di molti in modo esorbitante l’ambito territoriale di sua propria competenza ed è stato iscritto, sempre ad avviso di molti in modo erroneo in Legge obiettivo. Serve chiarezza del procedimento, trasparenza degli Atti e un giudizio tecnico-scientifico indipendente.

Andreina Zitelli – Gruppo di studio Canale Contorta

 

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