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Gazzettino – Passante, scontro Regione-Anas

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

dic

2014

In ballo il rinnovo del Cda della società mista “Cav”, ma il Veneto continua a rinviare le scelte. Dura lettera di Ciucci a Palazzo Balbi

BARRIERA – I caselli del Passante di Mestre in località Villabona

Oggi si riunirà l’assemblea dei soci di Cav, la società che gestisce il Passante di Mestre, ma sarà un’altra seduta a vuoto. Perché i due soci – Anas e Regione Veneto, entrambi al 50% – non riusciranno a nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Motivo: la Regione non ha fatto i compiti per casa. In parte per colpa di Roma, che ha cambiato le carte in tavola, in parte per ragioni interne alla maggioranza di centrodestra che deve decidere a chi spetta cosa. Tradotto: nomine e incarichi da spartire. Sta di fatto che Anas non gradirà il nuovo rinvio, tanto più che in ballo c’è un’operazione da 830 milioni di euro, l’emissione di quei Project Bond necessari per ripagare i costi del Passante già slittata a gennaio. Con il rischio che gli interessi per questo prestito obbligazionario aumentino ulteriormente, come peraltro ha fatto notare il presidente di Anas Pietro Ciucci in una durissima lettera inviata il 4 dicembre al governatore Luca Zaia. Anche se a Palazzo Ferro Fini c’è chi sostiene che l’attuale Cda di Cav, benché scaduto e in regime di prorogatio, sia comunque legittimato.

Tant’è, la vicenda sta in questi termini. Nel Cda di Cav siedono in 5, tre di nomina della Regione compreso il presidente e 2 di Anas compreso l’amministratore delegato (ma attualmente sono 4 perché la sostituzione da parte della Regione di Giampietro Marchese non è mai avvenuta).

La giunta di Zaia pubblica un solo avviso per la nomina del presidente di Cav, perché all’epoca le norme statali prevedevano che gli altri componenti dovessero essere scelti tra i dirigenti dell’ente pubblico (cioè a costo zero). Poi, però, le regole cambiano: i componenti del Cda possono essere scelti come si vuole. Solo che l’elenco di papabili cui attingere è esclusivamente quello degli aspiranti alla carica di presidente.

Domanda: si può pescare da lì anche per i “normali” consiglieri? Il dubbio lo pone ieri pomeriggio durante il consiglio regionale Piergiorgio Cortelazzo, capogruppo di Forza Italia per il Veneto, avanzando il timore di possibili ricorsi. Risultato: anziché procedere con le nomine – come prevedeva l’ordine del giorno del consiglio convocato proprio per votare, oltre all’esercizio provvisorio per i primi quattro mesi del 2015 (passato a maggioranza), anche tre dei cinque componenti del Cda di Cav – si è deciso con 34 sì, 17 no e 1 astenuto, di rinviare l’argomento in commissione.

Al che Lucio Tiozzo ha dato voce alle malignità: il rinvio – ha detto il capogruppo Pd – è espressione di una divisione interna alla maggioranza, frutto di «una vecchia cultura di suddivisione delle nomine». Tradotto: se il presidente di Cav spetta alla Lega (e la Lega è pronta a riconfermare Tiziano Bembo) e se uno degli altri due consiglieri spetta all’opposizione, a chi del centrodestra tocca il terzo consigliere? Agli azzurri-azzurri di Padrin, agli azzurri-neri di Cortelazzo o al Nuovo centrodestra di Zorzato? Tant’è che più di qualcuno dell’ex Pdl ha chiesto di affrontare l’intero pacchetto di nomine, così da avere il quadro completo.

Per la cronaca, Cortelazzo ha ribattuto a Tiozzo, facendo notare che l’insistenza a nominare il nuovo Cda è giunta da Roma, dagli attuali vertici governativi. Di certo vi è la pesante lettera che Ciucci ha inviato a Zaia. Ma nel carteggio c’è anche un altro botta e risposta: Zaia che a novembre chiedeva a Ruffato di darsi una mossa con le nomine e Ruffato che gli rispondeva a tono facendo presente il pasticciaccio dell’unico avviso. E fortuna che sono alleati.

Alda Vanzan

 

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