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DOLO – Silvano Checchin in Quinta commissione. Sul tavolo la mozione approvata dal Consiglio

Oggi la Conferenza dei sindaci spiegherà alla Regione il suo “no” alla riorganizzazione

Oggi in Regione si parla dei problemi dell’Asl 13. La V commissione regionale Sanità incontrerà questo pomeriggio il nuovo presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13 Silvano Checchin, primo cittadino di Spinea, e si parlerà del nuovo piano aziendale.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi oggi sarà l’occasione per fare chiarezza sulla situazione dell’azienda sanitaria di Dolo e Mirano ma anche, e soprattutto, sul suo futuro, compresa l’applicazione dell’atto aziendale proposto dal direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato e approvato a fine anno dalla Giunta regionale.

Una scelta, quest’ultima, che ha fatto molto discutere perché un paio di settimane prima, su proposta dei consiglieri regionali della Riviera e del Miranese Bruno Pigozzo, Francesco Piccolo e Pietrangelo Pettenò, il Consiglio regionale all’unanimità aveva approvato una mozione che prevedeva il blocco delle schede ospedaliere che riguardano l’Asl 13 e conseguentemente dell’atto aziendale. Una mozione sollecitata dalla stessa Conferenza dei sindaci e dai comitati che a novembre avevano organizzato una manifestazione a sostegno dell’ospedale di Dolo.

L’atto aziendale in sostanza prevede, in prospettiva, la destinazione dell’ospedale di Dolo a nosocomio prevalentemente di indirizzo medico e per Mirano a indirizzo chirurgico, riorganizzando i vari reparti presenti in entrambi i plessi. Una scelta che, secondo sindaci e comitati, sarebbe destinata a penalizzare entrambi gli ospedali.

«Chiederemo di fare chiarezza – ha annunciato il presidente della Conferenza Checchin – sull’approvazione dell’atto aziendale da parte della giunta regionale che sembra andare in contrasto con le indicazioni del Consiglio regionale. Va soprattutto chiarita l’idea di ospedali in rete e della specializzazione in polo medico per Dolo e chirurgico per Mirano».

(l.gia.)

 

Il comitato “Marcato” promette: «Faremo guerra al progetto»

«Il 2015 sarà l’anno buio e della regressione per l’Asl 13 e in particolare per l’Ospedale di Dolo, una volta ospedale provinciale e punto di riferimento per tutto il territorio oltre che punto d’incontro e di confronto con l’Università di Padova». A dichiararlo è il medico mirese Francesco Sacco, componente del “Comitato Bruno Marcato” e consigliere Pd.

«Con il voto della Giunta regionale, in contrapposizione con le mozioni presentate dai consiglieri e approvate all’unanimità in consiglio regionale, si vuole dare il via all’Atto aziendale bloccato da oltre un anno e portare in questo modo avanti la sperimentazione di un polo medico-geriatrico a Dolo e di un polo medico chirurgico a Mirano, unico esempio nella Regione Veneto – sottolinea Sacco – Tutto ciò esprime la volontà di declassare Dolo ponendo le basi perchè anche Mirano diventi subalterno a Mestre e tutto questo ancora prima delle definizioni delle Asl. L’intero progetto approvato dalla Giunta Regionale sacrifica gli operatori, gli utenti, la classe medica e l’intero territorio».

«Il Comitato Bruno Marcato – conclude il medico di Mira – disapprova tutto ciò. Daremo battaglia per bloccare un progetto che non garantisce la giusta assistenza ai cittadini della Riviera del Brenta. I finanziamenti necessari a questo progetto in parte derivano dal mancato investimento in tecnologie e personale e in parte dall’avanzo di gestione frutto di sacrifici, in un territorio che ha già la più bassa quota capitaria. A farsi carico di tutto ciò si sollecita quindi la Conferenza dei sindaci e gli stessi sindaci che domani (oggi per chi legge, ndr) parteciperanno all’audizione in commissione Sanità».

(l.per.)

 

D’Agostino rilancia: «All’Asl 13 serve un solo grande ospedale»

«Lasciano esterrefatti le dichiarazioni del consigliere regionale Bruno Pigozzo, in merito all’approvazione da parte della Giunta regionale dell’atto aziendale dell’Asl 13».

La presa di posizione arriva dall’ex amministratore dell’ospedale e dell’Ulss dolese Vincenzo D’Agostino: «Pigozzo si lamenta, insieme ad altri portavoce del centrosinistra e dei comitati locali, che la giunta abbia approvato l’atto aziendale della Asl 13 che prevede la specializzazione dei due ospedali in polo chirurgico (Mirano) e poco medico (Dolo). Ma va ricordato che il piano è stato partorito dalla commissione Sanità, di cui fanno parte esponenti di tutte le forze politiche. Dov’erano il consigliere Pigozzo e gli altri esponenti durante le lunghe e travagliate discussioni della programmazione regionale? Hanno accettato senza batter ciglio questa illogica divisione, anche in termini di costi, invece di puntare a un ospedale unico da collocare in una posizione baricentrica tra Dolo e Mirano, sostenuto peraltro dall’allora assessore regionale Sandri e da tutti i direttori dipartimentali dell’Ulss 13».

Per D’Agostino vi è una logica evidente: «Oggi sarebbero più credibili se ci dicessero che questa contestazione mira solo a ottenere l’impossibile, e cioè salvare la cardiochirurgia di Mirano. Ma che altro può fare il Direttore generale, da me più volte criticato, se non attenersi a quanto i politici hanno deciso? I cittadini vogliono servizi, non possono fare affidamento sulle proteste trite e ritrite dei soliti noti. Tanto, è mia opinione, questa specializzazione dei due presidi, illogica e non fattibile sul piano logistico e sanitario, non troverà mai attuazione. Perché non si propone alla Regione di finanziare l’ospedale unico in questa Asl?».

(l.per.)

 

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