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Le società di Baita e Minutillo, già coinvolte nell’inchiesta Mose, avevano preso parte alla gara

Si muove l’Autorità presieduta da Cantone

MEOLO – Intervento su sollecitazione della deputata sandonatese M5S Arianna Spessotto

Via del Mare, indaga Cantone

L’Autorità anticorruzione chiede alla Regione le carte sull’iter dell’autostrada a pagamento

Via del Mare: si muove l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Dopo la richiesta di intervento affinché venisse sospesa la gara d’appalto per la progettazione, costruzione e gestione della superstrada a pedaggio A4-Jesolo, avanzata lo scorso dicembre al presidente dell’Anac Raffaele Cantone dalla deputata del Movimento 5Stelle Arianna Spessotto, l’Autorità anticorruzione ha dato il via a una procedura formale, invitando il direttore della Sezione Strade autostrade e concessioni della Regione, Mariano Carraro, a fornire, entro 30 giorni, una relazione dettagliata sullo stato attuale del procedimento di gara della Via del Mare e l’intera documentazione collegata, per verificare il rispetto delle condizioni di legalità della procedura.

L’iter per l’appalto dell’opera, pur rallentato, non è mai stato bloccato dalla Regione, nonostante due delle tre società promotrici fossero state coinvolte nella scandalo Mose. Nel 2012 erano stati proprio Claudia Minutillo per Adria Infrastrutture e Piergiorgio Baita per il Consorzio Vie del Mare, assieme alla società Strada del Mare, a presentare il progetto preliminare della superstrada a pedaggio, da realizzare in project financing. Le tre società si sono poi fuse in un solo gruppo, la Strada del Mare srl, diventato unico promotore, con diritto di prelazione sugli altri partecipanti all’appalto.

A marzo 2013 però, Baita e Minutillo finiscono nelle maglie della giustizia, un anno dopo è la volta dell’assessore regionale Renato Chisso, grande sostenitore della Via del Mare. Nonostante le sollecitazioni al governatore Zaia per l’annullamento del progetto, soprattutto del Pd e di diversi sindaci dei territori interessati dalla superstrada, l’iter del bando europeo per realizzare e gestire l’opera, indetto dalla Regione e scaduto a settembre 2013, prosegue anche se con tempi lunghi. Attualmente le offerte pervenute sono all’esame della commissione che dovrà stabilire il vincitore della gara. E non ci sono segnali dell’intenzione di bloccare il progetto. A meno che ora l’Anac non decida lo stop.

 

«La “Via del mare” mostri le carte»

L’Autorità anticorruzione vuole fare luce sulle procedure avviate per la costruzione della  superstarda a pedaggio

«Via del Mare, fuori tutte le carte». L’Autorità nazionale anticorruzione guidata da Raffaele Cantone vuole vederci chiaro sulle procedure avviate per la realizzazione della superstrada a pedaggio tra l’autostrada A4 e Jesolo, ed ha invitato il direttore della Sezione Strade Autostrade e Concessioni della Regione, Mariano Carraro, a fornire entro 30 giorni una relazione dettagliata sullo stato attuale della gara, oltre all’intera documentazione collegata, per verificare il rispetto delle condizioni di legalità della procedura.

Era stata la deputata del Movimento 5Stelle Arianna Spessotto a chiedere, nel dicembre scorso, l’intervento dell’Autorità anticorruzione affinché venisse sospesa la gara d’appalto per la progettazione, costruzione e gestione della suprestrada.

L’iter per l’appalto dell’opera, pur rallentato, non è però mai stato bloccato dalla Regione, nonostante due delle tre società promotrici fossero state coinvolte nello “scandalo Mose”. Nel 2012 erano stati proprio Claudia Minutillo per “Adria Infrastrutture” e Piergiorgio Baita per il “Consorzio Vie del Mare”, assieme alla società “Strada del Mare”, a presentare il progetto preliminare della superstrada a pedaggio, da realizzare in project financing.

Le tre società si sono poi fuse in un solo gruppo, la “Strada del Mare srl”, diventato unico promotore, con diritto di prelazione sugli altri partecipanti all’appalto. Nel marzo 2013 però, Baita e Minutillo finiscono nelle maglie della giustizia, un anno dopo è la volta dell’assessore regionale Renato Chisso, grande sostenitore della Via del Mare. Nonostante le sollecitazioni al governatore veneto Luca Zaia per l’annullamento del progetto, soprattutto da parte del Pd e di tutti i sindaci dei comuni che sarebbero stati attraversati dalla superstrada (con l’unica eccezione di quello di Jesolo), l’iter del bando europeo per realizzare e gestire l’opera, indetto dalla Regione e scaduto a settembre 2013, prosegue anche se con tempi lunghi.

«Quanto emerso dalle indagini sul Mose a proposito della società Adria Infrastrutture, citata dal Gip di Venezia come esempio di “sistema corruttivo diffuso e ramificato” – aveva affermato Spessotto anche in un appello rivolto al Zaia – dovrebbero farci riflettere sull’esigenza di procedere con una verifica immediata di legalità delle condizioni di aggiudicazione della gara».

Attualmente le offerte pervenute sono all’esame della commissione che dovrà stabilire il vincitore della gara, e non ci sono segnali dell’intenzione di bloccare il progetto. A meno che ora l’Anac non decida lo stop.

 

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