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Gazzettino – Pedemontana. Espropriato due volte.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

gen

2015

BASSANO – La denuncia di un proprietario terriero: «Opera pubblica su suolo privato»

Da 30 anni aspetta ancora il risarcimento per la Nuova Gasparona. Ora è alle prese con la Spv

LA DENUNCIA – La provinciale “Nuova Gasparona” e la futura Superstrada Pedemontana Veneta, che da Thiene a Bassano, segue pressapoco lo stesso tracciato, sarebbero illegali: opere pubbliche, insisterebbero su terreni alla prova dei fatti ancora privati. A denunciare la clamorosa situazione è Giovanni Dal Monte, residente all’estremo lembo meridionale di Bassano appunto dove si sta allargando la prima per realizzare la seconda.

NUOVO ESPROPRIO –       Nel 1979, quando si aprì il cantiere della “Nuova Gasparona” – secondo il 64enne – la Prefettura effettuò un’acquisizione provvisoria di un lotto di famiglia mai resa definitiva. Ed ora un nuovo esproprio per la Spv. «Dagli atti risulta che il terreno è ancora nostro, tuttavia non abbiamo mai visto un soldo. Ben venga la nuova Pedemontana, ma prima di procedere si regolarizzi la ’Gasparona’».

 

IL CASO – Un abitante di q.re Prè denuncia una clamorosa situazione: «Espropriato due volte, mai visto un indennizzo»

«Nuova Gasparona e Spv sono fuori legge»

L’acquisizione provvisoria del 1979 non sarebbe mai stata perfezionata, anni di ricerche negli archivi senza risposta

Mentre la provinciale “Nuova Gasparona” sta per lasciare posto alla futura Superstrada Pedemontana Veneta, che da Thiene a Bassano segue pressapoco lo stesso tracciato, qualcuno è ancora in attesa che vengano regolarizzate le pratiche di esproprio: non però quelle della nuova infrastruttura in fase di realizzazione, bensì della vecchia strada oggi in funzione. La Sp 111, secondo alcuni cittadini, risulterebbe infatti illecita, poiché starebbe attraversando da oltre trent’anni dei terreni che risultano ancora di proprietà privata.

A mettere in luce questa incredibile situazione è Giovanni Dal Monte, 64enne residente in via Poan, in quartiere Pré, estremoe lembo meridionale della città. Tutto inizia nel 1979, quando si apre il cantiere della “Nuova Gasparona”, a sud di Bassano, e a Carlo Dal Monte, padre di Giovanni, viene annunciato un esproprio in via provvisoria da parte della Prefettura di Vicenza. Si tratta di un atto che garantisce ad Anas, gestore della rete stradale, la possibilità di usufruire subito del terreno privato per realizzare l’arteria pubblica. Ma tale passaggio deve essere regolarizzato entro cinque anni con un decreto definitivo. Di questo atto dovuto però non si viene a sapere nulla, e ancora oggi non vi è traccia.

Nel frattempo Carlo Dal Monte non c’è più, e il figlio si trova a far fronte all’esproprio di un nuovo terreno per la Spv con il precedente caso ancora in alto mare. «Mi sono rivolto alla Conservatoria dei registri immobiliari di Bassano – racconta Giovanni – dove risulta che il terreno su cui transita la ’Nuova Gasparona’ è ancora di nostra proprietà. Questo significa che quella strada è illegittima perché passa su terreni privati».

A dimostrazione di questo, Dal Monte cita l’articolo 42 bis del Testo unico sugli espropri, secondo il quale senza il decreto definitivo il proprietario del terreno “sottratto” ha il diritto a un risarcimento o alla restituzione del bene. Per questo l’interessato ha chiesto spiegazioni anche al Comune di Bassano, dove non è riuscito a trovare risposte, e soprattutto ai diretti interessati dell’Anas Veneto: «Ancora un paio d’anni fa mi hanno detto che malgrado le approfondite ricerche non sono riusciti a trovare le pratiche di esproprio, confermando pertanto che l’iter amministrativo allora avviato non sarebbe stato concluso. Avrebbero pertanto provveduto alla richiesta dei fondi necessari per sanare la pratica in questione, ma siamo ancora in attesa».

Giovanni Dal Monte lancia una stoccata anche alla Spv: «Ben venga la nuova Superstrada pedemontana se è un bene per il Veneto – sostiene – ma gli espropriati devono avere i giusti indennizzi. Invece ci hanno garantito meno della metà rispetto a quanto abbiamo richiesto. Sis deve sapere inoltre che per costruire la Spv sta usufruendo di una strada che di fatto transita su terreni che sono ancora di nostra proprietà». Infine il 64enne del Prè lancia un appello: «Prima di procedere con la Pedemontana qualcuno pensi a regolarizzare la ’Nuova Gasparona’».

 

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