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Gazzettino – Mirano. Gli irriducibili di via Desman.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

gen

2015

Quando sono scesi per la prima volta in strada, giurarono che erano disposti a manifestare anche ogni giorno fino a Pasqua.
Era il 17 novembre e molti pensavano che quel tipo di protesta potesse evaporare con le prime nebbie e con il freddo invernale.

Due mesi dopo i residenti di via Desman sono ancora in strada: sono passati sessanta giorni ma il gruppo continua a riunirsi ogni mattina per chiedere maggiore sicurezza sulla provinciale 33, quella che collega Mirano e Borgoricco attraversando Zianigo, Veternigo e Sant’Angelo.

Prima si sono rivolti ai sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala, poi hanno scritto alla presidente della Provincia Zaccariotto e al governatore Zaia, nel mentre hanno manifestato pure davanti al municipio, in consiglio comunale e alla tappa elettorale di Alessandra Moretti come candidata del Pd alla presidenza della Regione.

Una quindicina di persone si dà sempre appuntamento alle sette e mezza del mattino, anche se le macchine sfrecciano e il gelo si fa sentire.

Pedalano indossando i giubbini catarifrangenti sul ciglio della strada, proprio per dimostrarne la pericolosità. «Alcuni automobilisti si infastidiscono, molti capiscono e ci sostengono», confida il portavoce Marino Dalle Fratte.

I residenti di via Desman non mollano e ieri hanno scritto anche ai consiglieri d’opposizione miranesi e salesi: «Vi chiediamo un coinvolgimento per affrontare questi problemi legati alla sicurezza. Per molti è difficoltoso anche solo uscire di casa».

La prima richiesta, quella di una pista ciclabile, è caduta nel vuoto: da preventivo il progetto costerebbe 3,2 milioni, un bando regionale ne poteva mettere a disposizione 1,8 ma né i Comuni né la Provincia avevano la possibilità di completare il finanziamento.

Ora si fa dunque pressante una seconda richiesta, più semplice e meno onerosa: ridurre a 60 chilometri orari il limite di velocità e prevedere controlli serrati con autovelox.

«Fino a quando non vedremo i cartelli installati e i limiti rispettati – garantisce Dalle Fratte – noi rimarremo in strada».

 

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