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MIRA – L’associazione Salvaguardia Idraulica del territorio Padovano e Veneziano smonta i timori del Comitato Acque del Mirese che ha messo in risalto i rischi che la nuova Idrovia possa insabbiare la laguna, inquinarla e mandare sott’acqua l’area del mirese.

«Trovo poco serio», dice il presidente dell’associazione Carlo Crotti, «sostenere che l’Idrovia possa insabbiare la laguna, Si parla di 5800 ettari scomparsi da quando c’è il Canale dei Petroli. Una via d’acqua che viene scavata di continuo, proprio perchè mantenga la sagoma dei suoi 12,30 di fondale. Trovo privo di metodo dire che l’Idrovia porti inquinamento in laguna, senza che il Comune di Mira o altri abbiano speso qualche euro per scoprire di quale inquinamento si parla. Sul rischio che la zona di Mira si allaghi, nel caso in cui il Mose alzasse le sue paratie, è davvero senza senso. È dal 2005 che il professor D’Alpaos, senza smentita, sostiene che per volumi d’acqua dai monti e livelli di marea, paragonabili a quelli del 1966,il travaso in laguna non solo eviterebbe o comunque ridurrebbe sensibilmente le esondazioni che si verificarono nell’area di Codevigo, Piove di Sacco e dintorni, ma alzerebbe di solo 10 cm il livello idrometrico della laguna rilevato a Punta della Salute».

(a.ab.)

 

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