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Nuova Venezia – Autostrada del mare: Vernizzi indagato

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

28

gen

2015

il malaffare in veneto»le inchieste

VENEZIA – Dalle costole dell’indagine sul Mose, il pubblico ministero della Procura di Venezia Stefano Ancilotto ha sfilato una nuova inchiesta, puntando l’obiettivo sull’assegnazione dei lavori per il project financing “Via del mare: collegamento A4, Jesolo e litorali”: un progetto da 250 milioni di euro, per il quale la commissione tecnica regionale ha dichiarato vincitore l’Ati capeggiata da Adria Infrastrutture. Non proprio un’azienda qualunque, essendo la società che era amministrata da Claudia Minutillo – già segretaria-braccio destro di Giancarlo Galan quand’era governatore e che guidava a bacchetta l’ex assessore ai Lavori pubblici Renato Chisso – uno degli indagati-cardine dell’inchiesta Tangenti Mose, sul giro di false fatturazioni che ha costituito i fondi neri di Mantovani e Consorzio Venezia Nuova.

Nella nuova indagine non si parla di tangenti, ma di turbativa d’asta. Il pubblico ministero Ancilotto ha iscritto al registro degli indagati la commissione tecnica che ha assegnato ad Adria (proponente del project financing) la realizzazione del primo stralcio della Via del Mare, ora cantierabile e per la quale in questi mesi si sta discutendo in Regione l’iter del secondo stralcio.

Sei gli indagati: il commissario straordinario di tutte le grandi opere viarie della Regione Veneto, Silvano Vernizzi, e altri cinque dirigenti e funzionari regionali come Stefano Angelini (residente a Preganziol), Paola Noemi Furlanis (residente a Portogruaro), Antonio Strusi (residente a San Donà di Piave), Adriano Rasi Caldogno (Mestre, attuale direttore generale dell’Asl di Feltre), Mauro Trapani (Vicenza).

Ieri sono partiti gli avvisi a comparire, per un interrogatorio – alla presenza dei loro avvocati Marco Vassallo e Paolo Rizzo – in calendario per il 29 gennaio.

Per il pm la commissione non avrebbe preventivamente individuato il criterio matematico per valutare le offerte dei partecipanti, né calcolato il costo degli esprorpi, ammettendo Adria Infrastrutture nonostante la sua proposta contemplasse un contributo pubblico superiore all’importo massimo previsto dalla legge, permettendole anche di modificare in corso di gara in maniera sostanziale la proposta iniziale.

Una serie di favori, dunque, anche se nell’ipotesi di reato non vengono contestate né tangenti, né pressioni da parte di politici come Galan e Chisso (ai quali invece nell’inchiesta tangenti vengono proprio contestati anche interessi privati in project financing autorizzati dalla Regione).

«La Procura contesta irregolarità di natura prettamente amministrativa sulle quali il Tar Veneto si è già espresso, dichiarando la totale legittimità di quelle procedure», commenta l’avvocato Marco Vassallo, facendo riferimento al ricorso di Net Engineering, «si tratta di accuse che contraddicono le stesse dichiarazioni di Piergiorgio Baita e Claudia Minutillo, caposaldi dell’accusa, che hanno messo a verbale che il loro nemico in Regione era proprio Vernizzi, che gli aveva messo i bastoni tra le ruote».

Roberta De Rossi

 

la PARLAMENTARE DEL PD  Rubinato: «Giusta la nostra denuncia»

TREVISO «Oggi abbiamo la conferma che i nostri dubbi erano fondati, avevamo visto giusto. Fino alla sentenza rimane la presunzione di innocenza per gli indagati, ma il territorio e gli amministratori locali che si sono sempre battuti contro questo “esproprio per privata utilità”, possono adesso tirare un sospiro di sollievo».

Così Simonetta Rubinato,deputata Pd, già sindaco di Roncade, commenta l’inchiesta sull’appalto della via del Mare. È stata lei, a chiedere la «sospensione della gara per la via del Mare», anche con un’interrogazione al ministro Maurizio Lupi, e a mettere in discussione «la legalità dell’iter e anche il buon andamento dell’amministrazione, ossia la scelta più corretta sul piano economico e finanziario». A denunciare il caso su Report, e a inviare un dossier al presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone.

Rubinato ricorda « le ombre che si erano addensate su Adria Infrastrutture, società promotrice del project financing, finita nel mirino della Procura di Venezia», e come «queste non lasciassero presagire nulla di buono».

Il progetto dell’autostrada a pagamento era sempre stato avversato da sindaci e comunità locali. «Usa lo strumento del progetto di finanza per adeguare una strada già pagata dai cittadini, e sottrarla agli stessi cittadini per 40 anni, con il pedaggio», continua Rubinato, «scelta scellerata, che non risolveva nemmeno il problema del traffico, fermato all’imbuto della rotonda della Frova».

Di qui la battaglia per un progetto a stralci, con un costo sostenibile. E sulla vicenda prende posizione Luca Zaia: «Ripongo come sempre la massima fiducia nell’operato della magistratura, seguiremo con attenzione l’evoluzione dell’inchiesta che riguarda fatti del 2009. Nel frattempo, in via cautelativa, ho fatto sospendere la gara oggetto dell’inchiesta».

 

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