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MARGHERA – A giorni l’entrata in funzione della struttura inizialmente prevista a metà febbraio. Torce accese

Il riavvio del Cracking di Porto Marghera era previsto per metà febbraio ma Versalis (gruppo Eni) sta bruciando i tempi e probabilmente l’impianto entrerà in funzione tra pochi giorni. Dai primi di dicembre sono in corso le manutenzioni propedeutiche alla rimessa in marcia della struttura chimica, e negli ultimi dieci giorni l’attività è stata intensificata, con prove quotidiane.

Ieri, in proposito, il Comune di Venezia ha diffuso una nota citando un fax con il quale Versalis avvisa che le operazioni di riavviamento dell’impianto comportano anche «l’attivazione delle torce di Fusina per la combustione dei prodotti generati in questa fase transitoria». Torce che ieri pomeriggio hanno allarmato più di qualcuno, che vedeva i bagliori luminosi levarsi dalle ciminiere.

Sempre Versalis aggiunge che durante la fase di messa a regime, e fino al raggiungimento delle normali condizioni operative, le torce potranno essere attive «per la combustione di modeste quantità di idrocarburi, sempre nei limiti di capacità smokeless delle stesse (senza emissione di fumo ndr.)».

Far ripartire un impianto fermo da oltre un anno, del resto, richiede una lunga fase di manutenzione per verificare la tenuta di pompe, guarnizioni, condutture, valvole. La Shell, dopo la firma dell’accordo con Eni avvenuta ai primi di gennaio, attende l’invio delle prime quantità di etilene e propilene che verranno prodotte per dieci mesi a Marghera, fino a quando la multinazionale non avrà riavviato il cracking olandese fuori uso da mesi a causa di un incidente.

In questi dieci mesi di funzionamento il Cracking veneziano, che prima della fermata produceva circa 400mila tonnellate l’anno, fornirà etilene e propilene eslusivamente a Shell, mentre le forniture delle materie di base ai petrolchimici padani di Ravenna, Ferrara e Mantova continuerà a farle arrivare a Marghera, via nave, da Brindisi e poi a inviarle tramite la pipeline.

Parallelamente i vertici di Versalis stanno lavorando per realizzare l’investimento da 200 milioni di euro che porterà alla creazione di un polo di chimica verde, anche in collaborazione con l’americana Elevance Renewable Sciences, che sostituirà la vecchia chimica di base e che diventerà operativo nel 2017, sempre che le istituzioni locali e nazionali concedano le autorizzazioni necessarie in tempi rapidi.

 

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