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Nuova Venezia – Ogm vietati. “Ha vinto il Veneto”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

feb

2015

No del Consiglio di Stato al ricorso di un coltivatore. E il governatore esulta

PORDENONE – Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato da Giorgio Fidenato, imprenditore agricolo friulano, relativo alla possibilità di seminare mais ogm.

Fidenato aveva impugnato davanti ai giudici amministrativi il decreto ministeriale con il quale nel 2013 era stata vietata tale coltivazione. Palazzo Spada ha confermato la decisione del Tar del Lazio. Resta pertanto in vigore il divieto di coltivazioni Ogm in Italia.

Secondo il Consiglio di Stato è da respingere il ricorso dell’agricoltore di Pordenone Giorgio Fidenato, dando così ragione ai ministeri competenti che hanno ritenuto «correttamente» che, «non prevedendo l’autorizzazione 98/294/CE alcuna misura di gestione, e non avendo la Commissione ritenuto di intervenire per imporne l’attuazione, ai sensi dell’art. 53 del regolamento n. 178/2002, il mantenimento della coltura del mais MON 810 senza adeguate misure di gestione non tutelasse a sufficienza l’ambiente e la biodiversità. Così da imporre l’adozione della misura di emergenza contestata dall’appellante».

«Non nutrivo grandi speranze nel Consiglio di Stato, come del resto in ogni situazione in cui ad esprimersi è un Tribunale italiano, visto che siamo il Paese della disapplicazione dei trattati europei». Lo ha affermato l’agricoltore Giorgio Fidenato, commentando il rigetto del proprio ricorso nella discussa vertenza sull’utilizzo di sementi Ogm. «Come sempre ho fatto in passato – ha aggiunto il leader di Agricoltori Federati -, mi rivolgerò alla Corte di Giustizia Europea, l’unica che ha riconosciuto la bontà delle nostre istanze e del nostro operato».

«Una sentenza importante per l’agricoltura di qualità, quindi per il Veneto e per i suoi agricoltori» commenta Luca Zaia. «Una grande notizia. È un’altra battaglia vinta dall’agricoltura italiana e veneta di qualità, della biodiversità e della capacità degli imprenditori di affrontare le difficoltà con il coraggio di chi sa fare impresa senza cedere alle lusinghe di quanti vorrebbero dominare il settore» aggiunge l’assessore veneto Franco Manzato.

«La sentenza ci incoraggia a promuovere un modello di agricoltura fondato sulla tutela della biodiversità e delle produzioni identitarie» è il commento di Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia.

 

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