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MEOLO «Il Pd di Meolo ritiene che la magistratura debba sì fare luce sul rispetto delle procedure, ma deve soprattutto chiarire le motivazioni di alcune decisioni politico-amministrative a livello regionale e nazionale e individuare chi e perché le ha determinate».

Il circolo democratico meolese rivolge una sorta di appello alla magistratura e ribadisce la richiesta di annullamento del bando per la via del Mare e l’avvio di una «pianificazione concertata della mobilità verso i litorali».

Già nell’assemblea di novembre il Pd meolese aveva auspicato l’intervento della magistratura e dell’Autorità anticorruzione. La richiesta è di verificare, tra gli altri punti, con quali motivazioni la Regione abbia potuto nel 2009 dichiarare di pubblico interesse l’opera, se sia «costituzionalmente corretto l’esproprio di fatto di un’infrastruttura pubblica esistente per affidarla a privati», chi e con quali motivazioni abbia chiesto l’inserimento del project-financing della via del Mare nelle opere da realizzare con le procedure della Legge Obbiettivo, destinata alle opere d’importanza nazionale.

«Il Pd di Meolo si è sempre battuto contro un progetto inutile e dannoso, ma mai contro la necessità di realizzare un moderno sistema della mobilità verso i litorali», commenta Gianfranco Gobbo, «per questo cogliamo con favore le proposte che arrivano da più parti sulla necessità di trovare forme diverse di finanziamento e di revisione del progetto. Zaia non solo deve sospendere il bando in attesa dei risultati delle indagini, ma lo deve annullare. Bisogna chiudere con le decisioni calate dall’alto: si deve avviare una nuova fase di pianificazione concertata sulla mobilità verso i litorali che riguardi l’intero Veneto Orientale, coinvolgendo tutti i portatori d’interesse».

Giovanni Monforte

 

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