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Sopralluogo dei tecnici nel cantiere di Malamocco: per mettere all’asciutto i corridoi allagati ci vorranno almeno tre giorni di lavori. I comitati protestano

MALAMOCCO – Cassoni e meccanismi del Mose completamente allagati e sommersi dall’acqua salata. Danni ingenti e un lavoro di prosciugamento che durerà almeno tre giorni, con l’ausilio di idrovore subacquee. Sono le conseguenze dei danni provocati dal maltempo eccezionale della settimana scorsa al cantiere del Mose di Malamocco. Onde alte due metri che hanno scavalcato il cassone di spalla, allagando l’intero corridoio di comunicazione tra i cassoni dove sono sistemati gli impianti tecnici e le cerniere.

Giornata di sopralluoghi, quella di ieri, per i vertici del Consorzio Venezia Nuova alle gallerie di Malamocco.Il mare agitato, il vento e le onde hanno provocato danni notevoli. «Stiamo valutando il da farsi», dice il direttore Herme Redi, «si è trattato di un evento eccezionale. E il cantiere è aperto: in condizioni di operatività questo non sarebbe successo».

Nessun problema, secondo l’ingegnere, si sarebbe verificato nemmeno con le paratoie alzate per le onde alte più di due metri. «Le prove in laboratorio sui modelli», ribadisce Redi, «hanno dato risultati soddisfacenti. Le dighe possono resistere anche a onde di sei metri, evento che si realizza per statistica una volta ogni mille anni».

Non ne sono convinti i comitati e le associazioni antiMose. Che hanno interrotto più volte, l’altra sera, una conferenza organizzata dall’Ateneo veneto per illustrare proprio il funzionamento del Mose. Striscioni esposti in sala e volantini distribuiti. E l’annuncio di una lettera, già inviata ai commissari nominati dall’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone (Luigi Magistro e Francesco Ossola) in cui si chiede conto di tutte le verifiche tecniche.

«Cercano di far dimenticare quello che è accaduto», dice il portavoce del Comitato Ambiente Venezia-Laguna bene comune Luciano Mazzolin. «Il 14 marzo si riunirà a Torino il Tribunale permanente dei popoli su grandi opere e diritti fondamentali. Abbiamo già inviato loro un dossier sull’opera e il sistema criminale e corruttivo nato in questi anni, chiedendo che aprano un’inchiesta».

I comitati hanno allegato alla lettera anche lo studio elaborato dalla società di ingegneria franco-canadese Principia in cui si osservava che in condizioni di mare agitato il sistema Mose è soggetto a risonanza ed è «dinamicamente instabile». Significa che le paratoie potrebbero ondeggiare e lasciar passare l’acqua, oppure avere comportamenti strani. «Chiediamo risposte», dice Mazzolin.

Alberto Vitucci

 

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