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Gazzettino – In bici a Venezia? Nel 2016

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

feb

2015

IL CASO – Appello al commissario: «Permetteteci di poter caricare le due ruote sul tram»

Disponibile l’area in zona Pili, ma tempi lunghi per gara d’appalto e conferenza dei servizi

MESTRE – In bicicletta fino al centro storico ma solo nel 2016

PERCORSO A OSTACOLI – “Proibita” anche la via verso Aquae. Per maggio i ciclisti non riusciranno ad arrivare a Venezia in bici, e difficilmente ce la faranno a raggiungere il fiammante padiglione dell’Expo.

BASTA BICI – Con l’entrata in funzione del tram il cavalcavia Venezia e anche l’Expo diventeranno irraggiungibili per i ciclisti

Per maggio i ciclisti se lo possono scordare di arrivare a Venezia in bici ma anche di raggiungere il fiammante padiglione dell’Expo. Luigi Brugnaro, il patron della grande Reyer, ieri ha incontrato il sub commissario Natalino Manno per presentare il progetto di valorizzazione dei suoi terreni in riva alla laguna a fianco dei Pili, valorizzazione che otterrà in cambio della cessione di una piccola fascia destinata alla pista ciclabile che collegherà il Vega con il ponte della Libertà. Una proposta precisa ancora non ce l’ha, e per accorciare i tempi il Comune punta a farsi consegnare intanto il terreno necessario alla pista attestandosi sul valore dell’area per ripagarlo, in seguito quando Brugnaro avrà le idee chiare sul cosa costruire, con moneta urbanistica, ossia con le autorizzazioni.

I soldi per realizzare la pista ci sono, un milione di euro già stanziato e messo da parte dell’Amministrazione comunale, oltre ai due milioni già impiegati per i quasi 4 chilometri lungo il ponte della Libertà. Il problema è il tempo che non c’è: è impossibile costruire la pista entro maggio, quando il tram sarà entrato in funzione e quando verrà inaugurato l’Expo universale di Milano, e nemmeno per i mesi successivi. Bisogna fare una gara d’appalto per affidare i lavori, e soprattutto serve una conferenza dei servizi perché si tratta di un’area inquinata.

E intanto? Da maggio percorrere il cavalcavia di San Giuliano per i ciclisti diventerà un rischio mortale, senza contare che rallentano il tram e fanno saltare gli orari delle corse, per cui sarà probabile il divieto di transito anche per le bici oltre che per i camion.

Le associazioni ambientaliste minacciano di bloccare il tram ma soluzioni alternative e, soprattutto, veloci non ce ne sono.

A meno che il commissario non decida di ascoltare quei cittadini che da tempo chiedono di poter montare le bici in tram dalla fermata di San Giuliano fino a Venezia. In tal modo il padiglione dell’Expo rimarrà comunque vietato alle bici ma almeno in centro storico ci si potrà arrivare. E lì i ciclisti troveranno anche uno stallo per le bici che, assieme ai lavori di completamento del tratto di pista lungo il ponte, è in fase di sistemazione e tra due mesi sarà completato. Il progetto dell’ingegnere Andrea Berro, che ha ideato anche il bicipark a fianco della stazione ferroviaria di Mestre, non potrà dunque essere ultimato in tempo utile e non per colpa sua: può piacere o meno il percorso individuato come l’affascinante passerella a sbalzo sull’ultimo tratto del ponte, ma obbedisce alle precise richieste dell’Amministrazione comunale, per la pista e pure per il bicipark.

Certo che se non si potranno caricare le bici in tram, Venezia diventerà la città più ecologica al mondo (perché non ha le strade per le automobili) vietata alle biciclette. Un bel biglietto da visita per i visitatori dell’Expo.

 

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