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Nuova Venezia – Piano cave: ultimatum del Consiglio di Stato

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

12

feb

2015

La Regione deve approvarlo ma in commissione manca il numero legale per l’assenza di Pdl-FI

VENEZIA – Nervi sempre tesi in Consiglio regionale: la terza commissione è stata costretta a rinviare nuovamente il voto sul nuovo Piano cave per l’assenza dei rappresentanti di Pdl-FI Veneto: «È la seconda volta che siamo costretti a sciogliere la seduta al momento della votazione perché manca il numero legale», protesta Luca Baggio, il presidente di commissione molto vicino all’assessore all’Ambiente Maurizio Conte, l’artefice del Piano «chiedo al gruppo di Pdl-FI di nominare un suo rappresentante in commissione, è intollerabile che la maggioranza non garantisca il numero legale, tanto più nel giorno in cui il Consiglio di Stato, con sentenza appena notificataci, ci impone di dare approvazione entro 12 mesi al Piano Cave regionale».

Così il capogruppo della Lega, Federico Caner, ha richiesto ufficialmente al presidente dell’assemblea, Clodovaldo Ruffato, di sollecitare la nomina per consentire ai commissari «di operare ai provvedimenti intrapresi».

Nei corridoi, poi, si sono sprecate le allusioni alla lobby dei cavatori che tra i forzisti di rito An troverebbe ascolto e sostegno.

Non è andata meglio in commissione Urbanistica e infrastrutture; ancora un rinvio per il nuovo statuto di Veneto Strade, la società partecipata da Regione, Province e società autostradali che dal 2001 gestisce duemila chilometri di rete viaria veneta.

La commissione Urbanistica e Infrastrutture ne ha contestato la modifica che riduce da 14 a 6 i componenti del Consiglio di amministrazione, giudicandola «irricevibile».

«La Giunta», riepiloga il presidente Andrea Bassi (Lega) «ci ha chiesto di ratificare la proposta di statuto presentata da Veneto Strade, derogando alla legge regionale. Veneto Strade ritiene di non essere soggetta a tale norma, peraltro prevista dal legislatore nazionale per il contenimento della spesa pubblica. Chiediamo che la Giunta ci spieghi perché Veneto Strade non si ritiene una società partecipata né una controllata».

 

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