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L’incidente conferma la pericolosità della via molto stretta

Tre mesi di protesta “festeggiati” con un furgone nel fosso

ZIANIGO – Un incidente, l’ennesimo, tiene a battesimo il terzo mese di protesta in via Desman. Puntuale come un orologio, a tre mesi esatti dal 17 novembre, quando per la prima volta sono scesi in strada i residenti per chiedere più sicurezza, ieri, 17 febbraio, un furgone che viaggiava in direzione di Veternigo è uscito di strada nel tratto di provinciale tra Zianigo e la località Fontana, ribaltandosi nel fosso. Nessun ferito nella rovinosa e per certi versi spettacolare uscita di strada, ma polemiche a non finire per un incidente-tipo, come troppi continuano a succederne in via Desman.

Veicoli di un certo ingombro che, incrociandosi tra loro, stringono troppo sulla destra, finendo giù per la scarpata senza alcuna protezione.

Il comitato ieri aveva appena concluso il corteo mattutino, come ogni giorno dal 17 novembre a questa parte, con tanto di festicciola a base di frittelle e caffè offerti da un residente per il terzo mese di “passeggiata”.

Lo schianto è capitato poco dopo, proprio di fronte alle case dove la protesta è più calda, vicino all’incrocio con via Balzana e, quasi fosse una beffa, tra gli striscioni di protesta e i cartelli con cui il comitato chiede la ciclabile.

L’autista è uscito indenne dal ribaltamento del mezzo, poi ha chiamato il soccorso stradale per il recupero del furgone.

Molti manifestanti erano ancora sul posto dopo il corteo mattutino. Altri, vivendo in zona, sono usciti per vedere cosa fosse accaduto, indossando gli immancabili gilet fluorescenti diventati il simbolo della mobilitazione per la sicurezza della provinciale.

«Per fortuna non eravamo presenti nel luogo dove è avvenuto l’incidente», afferma il portavoce del comitato Marino Dalle Fratte, «Lascio immaginare cosa potrebbe accadere se un mezzo investisse e trascinasse un pedone o un ciclista che transitano sul ciglio della strada. Questa vita da brivido, sul filo del rasoio, non ce la meritiamo».

Il frequente ribaltamento di mezzi nel fosso è uno dei punti critici della provinciale, un lungo rettilineo largo 5,30 metri dove transitano anche camion e bus che per non toccarsi devono stringere sulla destra. Decine i mezzi finiti in canale negli ultimi anni. E non ci sono soldi nemmeno per installare un guardrail.

Filippo De Gaspari

 

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