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Nuova Venezia – Mose “Mazzacurati non ricorda nulla”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

mar

2015

L’ex presidente del Cvn manda un certificato medico, non sarà presente all’udienza contro Orsoni, Sartori e gli altri imputati

Nel dibattimento in assenza di contraddittorio finiranno i testi degli interrogatori Ma i difensori degli accusati cercheranno di dimostrare una precedente incapacità

VENEZIA – Giovanni Mazzacurati non si presenterà lunedì prossimo per l’interrogatorio al quale doveva essere sottoposto dagli avvocati degli indagati che lui ha pesantemente accusato. Resterà in California, dove è stato autorizzato a risiedere: lo ha comunicato il suo difensore, l’avvocato Giovanni Battista Muscari Tomaioli al giudice veneziano Alberto Scaramuzza che aveva fissato l’incidente probatorio per il 9 marzo.

Il legale veneziano avrebbe informato anche che a rendere impossibile l’interrogatorio non sono soltanto i problemi cardiaci che renderebbero improponibile il viaggio aereo per l’ultraottantenne ingegnere. Esiste, infatti, una consulenza medico legale, controfirmata anche da uno psichiatra, nella quale si afferma che oramai l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova non ricorda più fatti e circostanze di cui ha parlato per almeno sette lunghi interrogatori immediatamente dopo essere stato arrestato il 12 luglio di due anni fa.

Già nell’interrogatorio reso davanti al giudice statunitense, nello scorso autunno, e richiesto dal Tribunale dei ministri su istanza dei difensori dell’ex ministro di Forza Italia Altero Mattioli, Mazzacurati aveva dimostrato poca lucidità, si era limitato a confermare pronunciano solo brevi frasi e ricordando solo alcune circostanze. Stando alla consulenza medico legale, le sue condizioni mentali sarebbero peggiorate notevolmente soprattutto dopo la morte del figlio, il regista Carlo Mazzacurati. Naturalmente, anche l’età avrebbe avuto la sua parte.

Mazzacurati, assieme a Piergiorgio Baita allora presidente di Mantovani, è uno dei due maggiori accusatori di tutti coloro che hanno patteggiato (sono 31) e anche dei dieci indagati per i quali i pubblici ministeri Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini hanno depositato gli atti in vista della richiesta del rinvio a giudizio. Hanno raccontato di aver pagato e corrotto l’ex ministro Giancarlo Galan, l’assessore Renato Chisso, il generale della Guardia di finanza Emilio Spaziante, Marco Milanese, il braccio destro del ministro Tremonti, e di averlo deciso in combutta con i maggiori imprenditori italiani del Consorzio Venezia Nuova.

Hanno raccontato di aver sovvenzionato le campagne elettorali di tutti i partiti, in particolare Forza Italia e Pd, e di aver passato centinaia di migliaia di euro all’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e all’ex parlamentare europeo Lia Sartori.

Il codice di procedura penale prevede che se un testimone viene a mancare prima del processo, cioè prima che si formino le prove in aula attraverso il contraddittorio, possono finire nel fascicolo del Tribunale i verbali resi durante le indagini preliminari alla presenza del difensore. Anche nel caso di una grave malattia che impedisca la testimonianza in aula, il Tribunale può decidere di farsi consegnare dalla Procura i verbali degli interrogatori resi in indagini preliminari.

Ma i difensori degli imputati, avranno maggiori possibilità di dimostrare che anche le dichiarazioni rese dall’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova siano state condizionate dalla sua già discutibile salute mentale.

Tutto, dunque, si sposta al giorno dell’udienza preliminare, quando presumibilmente i difensori dell’ex sindaco lagunare e non è escluso di altri imputati chiederanno il rito abbreviato.

Così, il magistrato incaricato, il veneziano Andrea Comez, dovrà valutare la loro responsabilità o meno allo stato degli atti, cioè limitandosi a leggere i documenti inseriti nel fascicolo processuale.

Giorgio Cecchetti

 

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