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IL COMMISSARIO VERNIZZI, REGIONE E SIS: IL TERMINE PER LE RISPOSTE SCADEVA IERI

VENEZIA – Silvano Vernizzi dice di aver risposto senza imbarazzi alle questioni poste dalla Corte dei Conti sulla Pedemontana Veneta. Nemmeno una delle 70 domande l’ha trovato impreparato. Al massimo in totale disaccordo, ma con fior di motivazioni, come ha spiegato in anticipo la settimana scorsa, con l’avvocato Paola Noemi Furlanis al fianco, in una conferenza stampa. Bisognerà vedere se saranno condivise dalla magistratura contabile, che ha messo sotto indagine l’opera. Il termine per le risposte scadeva ieri.

Il commissario all’emergenza non era l’unico chiamato a dare spiegazioni. Nell’elenco dei destinatari di chiarimenti ci sono i 36 Comuni interessati all’attraversamento dell’arteria, lunga oltre 90 chilometri; la Regione Veneto; la società concessionaria Sis che si è aggiudicata il project; i ministeri delle Infrastrutture e dell’Ambiente; il dipartimento della Protezione Civile; le associazioni ambientaliste Wwf, Legambiente e Italia Nostra.

Nelle risposte di queste ultime confluiscono le osservazioni del Covepa, il comitato veneto per la Pedemontana alternativa, nel quale rientrano gruppi di oppositori più o meno coordinati del Vicentino e del Trevigiano. Alla Corte dei Conti il Covepa chiede di fare luce almeno su tre punti: 1) per quale motivo nell’aumento dei costi della Pedemontana il commissario Vernizzi abbia inserito 195 milioni costituiti almeno per metà da opere già previste dal Cipe nel 2006, che dovevano far parte del costo iniziale del project e rientrare nel contratto firmato nel 2010, non essere aggiunte successivamente; 2) a che titolo la Regione sborsi di tasca propria altri 110 milioni di euro per opere complementari di raccordo; 3) perché il costo degli espropri sia stato fatto lievitare in modo abnorme, creando una sperequazione evidente tra agricoltori e non agricoltori ma soprattutto danneggiando l’erario.

Va detto che la Corte dei Conti è l’unico controllore di cui il commissario straordinario si debba preoccupare. Sopra di lui c’è solo il consiglio dei ministri che l’ha nominato e il ministero che ne rappresenta il braccio operativo. Entrambi sono lontani dal teatro delle operazioni. Sul posto Vernizzi ha potere assoluto.

A cascata, l’unico controllo sui cantieri di cui si deve preoccupare il concessionario Sis, è quello fatto dall’Arpav, che si è impegnata a monitorare lavori e cantieri per 8 anni al modico prezzo di 4,6 milioni di euro, 600.000 euro all’anno. Sapete chi paga questo controllore? Sis, cioè il controllato.

Renzo Mazzaro

 

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