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A Mirano e Dolo ci saranno unità mobili di terapia intensiva con defibrillatori

I medici riceveranno i pazienti conoscendo già la loro evoluzione clinica

MIRANO – Le ambulanze di Dolo e Mirano diventano unità mobili di terapia intensiva. Nuova frontiera del pronto soccorso in Riviera e Miranese, grazie ai primi quattro nuovi mezzi acquistati dal Suem-118 dell’Asl 13: due sono già arrivati e saranno operativi a partire dalla prossima settimana, altre due ambulanze saranno pronte nei prossimi mesi.

Sostituiscono quelle più obsolete, in un parco macchine complessivo, tra Dolo e Mirano, di tredici unità e permetteranno ai medici del Suem di praticare la rianimazione di alto livello fuori dall’ospedale, direttamente sul posto, grazie ad apparecchiature di ultima generazione. Le nuove ambulanze sono infatti equipaggiate con defibrillatori in grado di trasmettere il tracciato dal luogo dell’intervento direttamente all’unità coronarica: in questo modo l’ospedale riceve il paziente conoscendone già l’evoluzione clinica, dall’intervento all’arrivo in reparto.

In dotazione ai nuovi veicoli di soccorso ci sono anche respiratori automatici, materiali per intubare il paziente e altri equipaggiamenti d’emergenza all’avanguardia.

«Si tratta di ambulanze simili a vere e proprie “terapie intensive mobili”», spiega il responsabile del Dipartimento di emergenza dell’Asl 13, Pietro Pacelli, insieme con il direttore sanitario Livio Dalla Barba, «è come se l’ospedale si muovesse e andasse sul luogo dell’evento. In queste macchine c’è tutto quello che serve per gestire e stabilizzare un paziente critico fino all’arrivo nella struttura ospedaliera più idonea a curarlo».

Una nuova frontiera del pronto intervento dunque, che migliorerà ulteriormente la gestione dei casi critici sul territorio. Che, per diversi motivi, sono in aumento. Nel 2014 infatti, il personale del Suem dell’Asl 13 ha eseguito tra Dolo e Mirano più di 16 mila trasporti di codici rossi e gialli, cioè i più gravi, con un trend in netta crescita negli ultimi cinque anni del 24%.

«Si esce di più», continua Pacelli, «sia perché è aumentata la sensibilità dell’utenza di fronte a certi sintomi, ad esempio il classico dolore al torace, sia perché abbiamo un territorio con sempre più anziani, magari affetti da patologie croniche».

A Mirano, dove si registra una popolazione più anziana rispetto a quella della Riviera, si sono verificati circa 1.800 trasporti in più rispetto al Suem di Dolo: in Riviera infatti le uscite sono state 7.068, contro le 8.850 del pronto soccorso di Mirano. Il tutto senza incidere negativamente sul tasso dei ricoveri (circa 10 mila su 82 mila accessi), che si attesta attorno al 12%, in linea con la media regionale. Da alcuni anni, inoltre, i Pronto soccorsi di Mirano e Dolo hanno ottenuto la certificazione Iso 9001.

Filippo De Gaspari

 

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