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Pesanti riserve per la sicurezza e l’uso del Canale dei petroli dalla Commissione

L’architetto D’Agostino: «Critiche superabili e anche il Porto usa quel canale»

VENEZIA – Primo stop dalla Commissione di verifica dell’impatto ambientale (via) del Ministero dell’Ambiente al progetto alternativo per spostare il passaggio delle grandi navi dal Bacino di San Marco e portarlo in una nuovo Porto Passeggeri da realizzare a Marghera, in zona industriale, utilizzando come via d’accesso il Canale dei Petroli.

Era l’idea della giunta uscente e dell’ex sindaco Giorgio Orsoni, peraltro mai concretizzata e che era stata trasformata in un vero progetto dall’ex assessore all’Urbanistica Roberto D’Agostino insieme alla società Ecuba di Bologna.

Il progetto prevede di realizzare una nuova stazione passeggeri nei terreni dismessi e bonificati della zona industriale, vicino al Vega. Le navi potrebbero ormeggiare sulle banchine, in parte già esistenti, lungo il canale Industriale Nord (quattro) e il canale Brentella (una).

Ma la Commissione Via, che ha concluso pochi giorni fa l’esame del progetto preliminare del terminal crocieristico di Marghera, non lo valuta positivamente. Lo giudica infatti nella forma attuale, «incompleto, profondamente carente di un inquadramento generale ambientale e non relazionato alle attività in essere (attuale traffico commerciale/industriale».

Per la Commissione Via, «nello specifico, l’ipotesi nel Progetto di utilizzazione del Canale Industriale Nord e del canale Brentella per la realizzazione della nuova Stazione Marittima a Porto Marghera non sembra sostenibile dal punto di vista della sicurezza della navigazione in quanto, pur allargando tali canali, gli spazi di manovra delle navi risulterebbero notevolmente ridotti, con notevoli rischi in caso di manovre di emergenza».

Per la Commissione, inoltre ci sarebbero rischi di carattere ambientale nel progetto data la vicinanza con il Petrolchimico e sarebbero troppi i 6 anni e 5 mesi previsti per la sua realizzazione, «considerando l’esigenza di risolvere e superare in tempi brevi il problema del transito delle grandi navi da crociera».

«Quella della Commissione Via» replica l’architetto D’Agostino «non è una bocciatura ma una richiesta di integrazioni che forniremo. Il canale dei Petroli è utilizzato anche nel tragitto del progetto del Porto fino al Contorta–Sant’Angelo, per questo non abbiamo fornito uno studio d’impatto su di esso dell’intervento. Del resto o si decide che il Canale dei Petroli danneggia la laguna e lo si chiude, oppure lo si utilizza anche per il passaggio delle Grandi Navi. Per quanto riguarda la sicurezza, sia di navigazione, sia ambientale, il nostro progetto la rispetta ed è nelle norme. I nostri tempi sono realistici e in ogni caso già dopo meno di un anno con le banchine provvisorie il passaggio delle navi si ridurrebbe del 40 per cento».

Enrico Tantucci

 

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