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Gazzettino – “Stop ai licenziamenti di Carrefour”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

mar

2015

LAVORO – Annunciata la mobilità per 52 dei 202 dipendenti dell’ipermercato di Marcon

«I 202 dipendenti dell’ipermercato Carrofur già da quasi un anno lavorano con uno stipendio e un orario ridotto del 30% in virtù del contratto di solidarietà. Parlare adesso di mobilità per 52 persone è una forzatura che non possiamo accettare».

Alessandro Visentin di Uiltucs Uil sta affrontando con i colleghi Andrea Stevanin di Fisascat Cisl e Gianfranco Rizzetto di Filcams Cgil la questione del possibile licenziamento di 52 dipendenti del punto vendita di Marcon.

«La cosa è appena partita, e i 75 giorni che servono per la procedura della mobilità coincidono con il termine della scadenza del contratto di solidarietà avviato dal 31 maggio del 2014 – aggiunge -. L’obiettivo dell’azienda è quello di non utilizzatore un nuovo ammortizzatore sociale e siglare un accordo nel quale si va a sospendere momentaneamente l’aumento salariale dei dipendenti previsto dall’integrativo nazionale. Ma questo non lo riteniamo possibile. Non siamo intenzionati a cedere».

Tra i 202 dipendenti dell’ipermercato di Marcon vi sono molte donne, madri di famiglia, persone di mezza età che resterebbero senza un lavoro in un momento in cui sarebbe poi difficile un ricollocamento.

«La stessa situazione la sta vivendo anche l’ipermercato di Portogruaro – conclude Visentin – ma per noi quella dell’azienda è una provocazione. Ora aspettiamo le prossime mosse da parte loro».

Che il risultato operativo dell’ipermercato Carrefour non sia per niente soddisfacente e che l’andamento delle vendite nel punto vendita di Marcon stia facendo registrare una sensibile diminuzione, sarebbe sostenuto da dati inconfutabili. È quanto, infatti, sostiene la direzione dell’ipermercato nella lettera inviata ai sindacati di categoria, a Veneto Lavoro, Regione e Provincia: i clienti sono diminuiti e lo scontrino medio è in progressiva diminuzione. Lo conferma il direttore della sede di via Mattei, Valerio Gortan, evitando però di entrare nel merito delle trattative in corso tra azienda e sindacati.

«C’è un calo delle vendite – dice – e non vi è dubbio che il fenomeno è da imputare principalmente alla crisi economica in atto».

A gravare sull’attuale situazione del punto vendita di Marcon, vi è anche un’altra questione che il direttore non fa passare sotto silenzio, cioè la chiusura protrattasi per parecchi mesi della strada che dalla tangenziale di Mestre porta al centro commerciale, per consentire la realizzazione dei nuovi svincoli autostradali di Marcon. «In quel lungo periodo abbiamo perso una consistente fetta di mercato – spiega il direttore – giacché i clienti, per poterci raggiungere, dovevano compiere un largo giro. Non vi è dubbio che in quel periodo una buona parte della clientela ci ha abbandonato».

Raffaele Rosa – Mauro De Lazzari

 

PROCLAMATO UNO SCIOPERO PER LUNEDì 30 MARZO

Rione Pertini, nessuna certezza sul futuro del Billa

Tutto a posto? Niente affatto. È giallo sul futuro del supermercato Billa di via Camporese, nel rione Pertini. Se nei giorni scorsi il passaggio alla catena “Eurospesa” del gruppo triveneto “Dado” sembrava cosa fatta, i 12 dipendenti del punto vendita non hanno ancora notizie di cosa accadrà dopo il 31 marzo, quando Billa chiuderà i battenti.

«Per lunedì 30 marzo abbiamo proclamato uno sciopero con presidio davanti al punto vendita di via Camporese – afferna Fabio Marchiori della Uiltucs -. Non c’è ancora niente di scritto sul passaggio in quanto Billa è proprietaria dell’immobile che si trova però su un terreno di edilizia convenzionata per il quale paga un diritto di superficie al Comune. La catena del gruppo “Dado” vuole però anche la titolarità del suolo e si attende dal Comune la delibera che autorizza la vendita del terreno. Ad oggi non c’è nessuna certezza».

Il sindacato ha quindi chiesto la convocazione urgente di Billa e Dado all’Ufficio controversie collettive della Provincia per fare chiarezza e capire cosa accadrà dall’1 aprile. «Ai dipendenti non è arrivata nessuna comunicazione: dovranno stare a casa o andare in negozio? – chiede Marchiori -. Siamo fortemente preoccupati per questi posti di lavoro».

(f.fen.)

 

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