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La svolta dopo gli scandali e il cambio al ministero. Martella (Pd): «Opera esclusa dal Def». Costa 10 miliardi

VENEZIA – Cala la notte sulla «nuova autostrada del Sole». A 150 giorni dal via libera del Cipe al project financing presentato dal gruppo di Vito Bonsignore (Ncd), il governo si appresta a fermare la Orte-Mestre, stralciando il piano da 10,4 miliardi di euro dalla lista delle opere prioritarie.

Alla vigilia della discussione della mozione presentata dal Movimento 5 Stelle alla Camera, approda oggi sul tavolo del consiglio dei ministri l’allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza, un dossier che rispetto ai 419 interventi elencati quand’era ancora ministro Maurizio Lupi ne conserva solo 49 da affidare al suo successore Graziano Delrio, fra cui non è però al momento compreso il nastro d’asfalto che avrebbe dovuto collegare Lazio e Veneto.

Per l’accantonamento definitivo della Nuova Romea Commerciale è attesa appunto la firma del ministro Delrio, che peraltro ancora da sottosegretario alla presidenza aveva espresso dubbi sull’opportunità di un simi le progetto.

«L’orientamento – anticipa Andrea Martella, vicecapogruppo del Partito Democratico a Montecitorio – è ormai di escludere la Orte-Mestre dalla lista delle opere strategiche. Il principio è che sia meglio concentrarsi sulle infrastrutture maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico, opere più piccole e più facilmente realizzabili, capaci di conciliare le esigenze della viabilità con i bisogni dell’economia in maniera ragionevole».

Va detto che il costo sarebbe stato interamente sostenuto dai proponenti, ancorché a fronte di agevolazioni fiscali in materia di Irap, Ires e Iva pari a 1,87 miliardi. «Non so cosa voglia fare Delrio – afferma il vicegovernatore Marino Zorzato (Ncd) – mi auguro però che, come faceva Lupi, anche lui voglia utilizzare i soldi per dare rapidamente soluzione ai problemi dei territori».

Ma la capacità di attrazione dei capitali privati è solo uno dei requisiti previsti dall’interpretazione rigorosa del codice degli appalti perseguita dal nuovo corso ministeriale. Non verrebbe ad esempio rispettato quello dello stato di avanzamento del pro progetto, ancora fermo al preliminare. Secondo quanto filtra da ambienti romani, tanto potrebbe bastare per far saltare l’opera, finita al centro dell’inchiesta di Firenze.

«Visto che c’è un’indagine in corso e al di là delle posizioni ideologiche sì/ no in cui non mi riconosco – afferma la deputata pd Simonetta Rubinato – credo sia da porsi un interrogativo: questa autostrada può essere considerata una risposta vera alla domanda di mobilità dei cittadini e delle imprese? Credo che possiamo capirlo solo all’interno di un disegno strategico che necessita di un supplemento di riflessione e personalmente auspico che nell’agenda dettata da Delrio si passi finalmente da elenchi faraonici ad una lista di priorità, anche per evitare di ripetere l’errore compiuto in Lombardia con una BreBeMi pesantemente in rosso. In tutto questo non dobbiamo però dimenticare i problemi di sicurezza della Romea e la richiesta di visibilità che arriva da quei territori».

Non a caso a Rovigo il Pd ai più vari livelli istituzionali si era espresso a favore della Orte- Mestre. Per questo Arianna Spessotto, parlamentare del M5S, non si aspetta un esito scontato dal voto che la prossima settimana farà seguito alla discussione sulla sua mozione fissata per domattina: «Non mi faccio illusioni, ma spero lo stesso di essere sostenuta nella mia e nostra battaglia contro un sistema che favorisce il dilagare della corruzione».

Nel dubbio prosegue il mail-bombing dei comitati sui deputati per chiedere il ritiro definitivo del progetto. «L’approvazione della mozione e lo stralcio dal Def – spiega Mattia Donadel di Opzione Zero – sono tappe di avvicinamento all’obiettivo della cancellazione totale».

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