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Ci sarà una verifica tecnica sulla possibilità di utilizzare il cavalcavia di San Giuliano in promiscuo col tram. Altre ipotesi allo studio In ritardo i lavori per la pista sul ponte

IN AGITAZIONE – I ciclisti vogliono avere una possibilità reale di andare in bici a Venezia

Zappalorto apre alle associazioni dei ciclisti. Si potrà andare in bici fino a Venezia passando per il cavalcavia di San Giuliano. Le ipotesi allo studio sono due: far correre in promiscuo bici e tram sul cavalcavia di San Giuliano, con il semaforo chiesto dalle associazioni, e utilizzare lo spazio sterrato tra la ferrovia e via della Libertà per unire il ponte con i piedi del cavalcavia di San Giuliano per chi viene da Venezia. Sono comunque in ritardo i lavori per la pista ciclabile sul ponte.

IL PROGETTO – Un semaforo per consentire la coabitazione ciclisti/tram

RITARDI – Il pezzo della pista a sbalzo pronto solo dopo l’estate

ALTRA RICHIESTA «Fateci usare lo spazio sterrato tra la ferrovia e via della Libertà»

Le associazioni hanno incontrato il commissario: c’è un’apertura sulla possibilità di utilizzare in promiscuo il cavalcavia di S. Giuliano

In bici fino a Venezia Ora c’è una soluzione

Si potrà andare in bici fino a Venezia passando per il cavalcavia di San Giuliano. È molto probabile, ed è la prima vittoria delle associazioni di ciclisti.

D’altro canto far partire il tram per Venezia e vedere che sulle prime pagine dei giornali si scrive che Venezia è vietata alle bici, e per giunta per colpa proprio del tram, è una brutta figura mondiale che il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto ha cominciato a prendere in considerazione. Per questo il sub commissario Natalino Manno, assieme ai tecnici dei Lavori Pubblici e della Mobilità, ha convocato con urgenza i comitati dei ciclisti.

«Ci siamo visti l’altro ieri a Ca’ Farsetti. Per la verità era già più di un mese che avevamo sollevato la questione ma è meglio tardi che mai, anche perché il momento dell’avvio della nuova linea del tram si avvicina sempre più» raccontano i portavoce dei comitati.

Le ipotesi allo studio sono già due: far correre in promiscuo biciclette e tram sul cavalcavia di San Giuliano, con il famoso semaforo chiesto dalle associazioni, e utilizzare lo spazio sterrato tra la ferrovia e via della Libertà per poter unire il ponte con i piedi del cavalcavia di San Giuliano per chi viene da Venezia. Questa seconda ipotesi prevede che i ciclisti possano continuare a utilizzare il lato nord del ponte per andare a Mestre e quello sud per andare a Venezia.

«In ogni caso dovranno continuare a farlo perché, ci hanno detto all’incontro, la nuova pista ciclabile è in forte ritardo – spiegano Gianfranco Albertini, Biagio D’Urso e Giampietro Francescon per il Coordinamento delle associazioni -: addirittura il pezzo della pista a sbalzo sul ponte, che avrebbe dovuto essere aperto per l’entrata in funzione del tram, non lo sarà per l’estate. E poi il pezzo dai Pili a via Torino è in alto mare perché, anche se il Comune ha la disponibilità dell’area di Brugnaro e ha pure i soldi necessari, ci sono problemi legati alla morfologia del terreno».

Verrebbe da chiedersi come mai se ne siano accorti solo ora che mancano, si spera, solo due mesi all’avvio del tram. «La parte a sbalzo, dicono, è in ritardo per colpa dell’Ilva che non ha mandato per tempo i supporti di acciaio, da fissare sul ponte, che sosterranno le assi di legno. Per il resto non sappiamo».

Anche volendo, dunque, sarebbe impossibile raggiungere Venezia in bici passando per via Torino,. il sottopasso della stazione di Marghera, il Vega e via della Libertà fino ai Pili. Perché, appunto, la pista chissà quando sarà pronta.

La settimana prossima si terrà un sopralluogo congiunto tra associazioni, sub commissario e tecnici del Comune per decidere cosa sia meglio fare. E a quel punto, oltre alle due ipotesi già avanzate, i ciclisti torneranno all’attacco chiedendo di far salire le bici in tram sul tratto San Giuliano-Venezia: «L’Atm di Milano già lo fa nelle prime ore del mattino e durante i fine settimana. È una cosa fattibilissima ed è utile alle famiglie con bambini che non si fidano di percorrere il cavalcavia sapendo che ci sono tempi stretti tra un tram e l’altro, e anche per i più anziani».

Elisio Trevisan

 

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