Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Contorta o terminal in bocca di porto? La guerra tra le soluzioni finora presentate al Ministero dell’Ambiente in tema di grandi navi non si è affatto conclusa. Semplicemente il fruscio delle carte ha preso il posto delle roboanti dichiarazioni e delle conferenze stampa con le diapositive ad effetto. Presentando alla Commissione nazionale per la valutazione d’impatto ambientale un dossier composto da un metro cubo di documentazione, l’ex viceministro Cesare De Piccoli e la Duferco hanno chiesto ufficialmente ieri l’avvio della procedura. Venis Cruise, il progetto che prevede un terminal “appoggiato” sul fondo della bocca di porto del Lido, comprende ormeggi per cinque navi e l’appoggio logistico della stazione marittima attuale. La struttura è lunga 940 metri e larga 34, il tempo di costruzione è stato calcolato in 26 mesi con un costo di 143 milioni di euro.

L’Autorità portuale, dal canto suo, nel presentare un corposo dossier integrativo con circa 300 documenti alla commissione, ha lanciato una nuova sfida: canale Contorta in disuso dopo otto anni ed entrata in funzione di un nuovo scalo passeggeri da realizzarsi – udite udite – all’esterno della diga foranea di San Nicolò, sullo stesso spazio su cui un tempo Est Capital aveva intenzione di realizzare un mega porticciolo con 1.500 posti barca. Qui, secondo l’idea progettuale, ci sarebbe spazio per 8 navi (6 homeport e 2 in transito) e i collegamenti sarebbero realizzati tramite una riedizione della metropolitana sublagunare con un tracciato nuovo: Lido. Sant’Elena, San Marco, Giudecca, San Basilio, Marittima, Stazione, Cannaregio, Murano e aeroporto. Collegati in circa 35 minuti di percorrenza.

Su questo punto, però, Andreina Zitelli, docente di valutazione d’impatto ambientale e oppositrice del progetto Contorta parte all’attacco, sostenendo che, dopo aver dichiarato il proposito di abbandonare il Contorta, si debbano riaprire i termini e vada ripubblicato lo studio di impatto ambientale.

«Come può – dice Zitelli – l’Autorità portuale insistere a chiedere il via libera allo scavo del Contorta, che si trova in zona protetta, quando la stessa Autorità ne prevede l’abbandono a breve termine, ma solo dopo aver sconvolto la morfologia della Laguna centrale a causa dello scavo? È assolutamente illogico, soprattutto perché Venis Cruise prevede una soluzione definitiva allo stesso costo e senza danni alla laguna».

Si profila quindi un nuovo confronto muscolare sul tema.

Oggi, intanto, alle 17.30 sarà presentato a San Leonardo il Libro bianco “Venezia, la laguna, il porto e il gigantismo navale” di Giuseppe Tattara e Gianni Fabbri.

(m.f.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui