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Nuova Venezia – Minutillo mette all’asta 20 borse Hermes

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

apr

2015

E poi scarpe e tailleur: l’ex segretaria di Galan (attesa da due processi per corruzione ed evasione) deve pagare gli avvocati

VENEZIA. Per sopravvivere e per pagare le parcelle dei suoi difensori (deve ancora affrontare il processo per corruzione a Venezia e quello per evasione fiscale a San Marino, dopo aver patteggiato in laguna per frode fiscale) sta svendendo il suo tesoro. Un tesoro fatto soprattutto di borse, scarpe e vestiti.

Chi ha frequentato la sua villa, in una delle zone più esclusive della terraferma veneziana a due passi dal Terraglio, racconta di aver visto nella sua cabina-armadio decine di borse Hermès, Gucci, Prada, Chanel, poi file infinite di scarpe e tanti, tanti completi e tailleur.

Qualche commessa chiacchierona delle boutique alla moda di piazza Ferretto ha riferito alle amiche che Claudia Minutillo, l’ex segretaria dell’allora presidente della giunta regionale Giancarlo Galan poi trasformatasi in manager grazie all’aiutino di Piergiorgio Baita, quando rimaneva stregata da un vestito, ne acquistava due o tre, di colore diverso.

E in questi giorni alle amiche, attraverso il suo Iphone, ha inviato le fotografie delle borse che vuole vendere, insomma quasi un asta che, c’è da scommetterci, non andrà di certo deserta. Ha inviato le istantanee di almeno una ventina di borse Hermès, modello «Birkin», ispirate alla maison francese dall’omonima attrice diventata famosa per la più erotica canzone degli anni Settanta. Una borsa che è necessario prenotare e attendere per mesi prima di avere: stando, al messaggio da lei inviato alle amiche, ne avrebbe una ventina di svariati colori da piazzare.

Per ora, i prezzi dell’asta non si conoscono, ma quello medio per una «Birkin» Hermès è noto: novemila euro, c’è poi quella più cara perché di pelle esotiche, 44 mila euro. Tra le sue borse c’è anche un modello più a buon mercato, il «Kelly», ispirato dalla grande Grace, perché l’appoggiava sulla pancia per nascondere ai giornalisti che era incinta del marito Ranieri, principe di Monaco. Per la «Kelly» bastano 3800 euro.

Per mantenere il livello di vita precedente, che era davvero alto visto quello che si poteva permettere di acquistare, Claudia Minutillo si trova dunque costretta a svendere il suo lussuoso guardaroba. A differenza di altri personaggi il suo futuro professionale si è dissolto, difficilmente potrà trovarsi altre sistemazioni con prebende simili a quelle precedenti.

Imprenditori e manager arrestati e scarcerati, dopo il patteggiamento o comunque la condanna, possiedono professionalità che qualcuno può utilizzare ancora e quello che sta accadendo a Baita, che è tornato ad operare, anche se non direttamente, per i lavori del Mose è un esempio.

Minutillo, invece, è arrivata ai vertici grazie alle conoscenze, alle capacità di mettere in relazione manager e politici, ora la sua scelta processuale, quella di collaborare (è stata la prima a raccontare ai pubblici ministeri chi e come pagava l’ex ministro Galan, l’ex assessore regionale Renato Chisso, l’ex magistrato alle acque Cuccioletta) difficilmente le permetterà di rientrare in quel mondo.

Giorgio Cecchetti

 

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