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Gazzettino – Mira. Zero cemento nel nuovo Pat

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

apr

2015

MIRA – Lo strumento urbanistico punta alla tutela di territorio e paesaggio

Maniero: «Avanza pure cubatura del precedente piano»

«In nuovo Pat di Mira punta sulla tutela paesaggistica ed è a “consumo zero” di territorio». A sottolinearlo sono il sindaco Alvise Maniero e l’assessore ai Lavori Pubblici Luciano Claut. L’Iter per l’approvazione del nuovo Pat di Mira, il Pianto di Assetto del territorio che, di fatto, sostituisce il vecchio Prg, è stato avviato nei giorni scorsi.

Il Pat è stato presentato in commissione urbanistica e secondo l’amministrazione comunale, l’iter per l’approvazione potrebbe concludersi entro ottobre.

«Abbiamo impostato il nuovo Pat con un taglio drastico alle nuove cementificazioni – ha sottolineato il sindaco – reso possibile e anzi doveroso, dalla considerazione che la crisi che ha colpito l’edilizia abitativa come pure le attività produttive e commerciali, fa sì che dal precedente PRG rimangano ancora edificabili 340mila metri cubi residenziali e 320mila metri quadri di attività produttive D4. Che senso aveva prevedere nuove espansioni se non era nemmeno stata completata quella a suo tempo prevista e sulla quale siamo pure intervenuti per ridurla?. Abbiamo fatto scelte importanti per la qualità di vita dei miresi – conclude Maniero – che chiedono che si faccia buona manutenzione e si migliori quello che c’è, prima di intaccare ancora nuovo territorio».

Ad illustrare come il nuovo Pat di Mira preveda un risparmio di suolo agricolo pari a 46 ettari è l’assessore Luciano Claut.

«Il volume di nuova previsione in aree di espansione, cioè in suolo attualmente agricolo, passa da 240mila metri cubi a zero. Ed anche per quanto riguarda il volume di nuova previsione in aree già urbanizzate c’è una netta riduzione, passando da 150mila metri cubi a 100mila».

Anche per quanto riguarda le aree per le attività commerciali, produttive e residenziali non è prevista alcuna espansione.

«Anzi – sottolinea Claut – è stato tolto anche il cosiddetto “Distretto della sostenibilità”, che avrebbe trasformato la Romea in una parata di centri commerciali».

Luisa Giantin

 

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