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L’OPERAZIONE – Blitz della Finanza in 48 tomaifici gestiti da cinesi nella Riviera e nel Miranese

Irregolarità nel 70% delle ditte: otto quelle chiuse per lavoro nero e carenze igienico-sanitarie

Concorrenza sleale, connessa a evasione e contraffazione, e sfruttamento al limite dello schiavismo dei lavoratori. Sono le facce della stessa medaglia dell’economia sommersa, quasi interamente nelle mani di imprenditori cinesi, che rischia di annegare il Distretto industriale della Calzatura nella Riviera del Brenta. Un’eccellenza del made in Italy, inteso come qualità, lusso, griffe, il cui fatturato annuo si aggira sul miliardo di euro con 6mila occupati.

E i numeri della seconda offensiva della Guardia di Finanza – Compagnia di Mirano e Baschi verdi di Venezia – messa a segno in collaborazione con la Direzione territoriale del lavoro, l’Inps e l’ufficio Igiene dell’Ulss 13, confermano il grado di pericolo della temuta quanto contrastata ondata anomala.

Il blitz con un centinaio di finanzieri in 48 tomaifici, nell’ambito dell’operazione battezzata “Colpo di tacco”, ha fotografato una situazione preoccupante come più volte denunciato da sindacati e associazioni di categoria: nel 70% dei laboratori manifatturieri sono emerse irregolarità fiscali e contributive con 28 addetti “fantasma” e 104 impiegati al di fuori della normativa contrattuale. In otto casi si è arrivati persino alla chiusura dell’attività. Si tratta di ditte situate tra Mirano, Fossò e Fiesso d’Artico: quattro per la presenza di operai in nero superiore al 30% del totale di occupati; quattro per l’assenza dei requisiti minimi di salubrità e di sicurezza.

«Le condizioni di maggiore precarietà le abbiamo riscontrate – spiega il capitano Michele Soragnese – in un opifici di Fossò dive i sette dipendenti erano costretti a ritmi produttivi opprimenti su postazioni telesorvegliate e alloggio attiguo anche con figli e mogli, senza aspiratori e prese d’aria, costretti a respirare le esalazioni delle colle senza a in spregio alle più elementari norme antinfortunistiche e igienico-sanitari.

Nei confronti di tutte le aziende individuate ora scatteranno le verifiche sul fronte fiscale e dell’abusivismo edilizio.

Da segnalare la nota di plauso diffusa dalla Cgil attraverso il segretario generale della Camera del lavoro metropolitana, Enrico Piron e del segretario dell Filctem, Riccardo Colletti: «Le Fiamme gialle devono continuare nell’azione di contrasto di questa filiera produttiva parallela senza scrupoli e concorrente alla raffinata produzione calzaturiera della Riviera».

 

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