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Gazzettino – Mestre. Alta tensione all’Auchan

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

mag

2015

COMMERCIO IN CRISI – I dipendenti si preparano allo sciopero di sabato

Cambi di orari e “liste nere” dei capi reparto, clima difficile all’ipermercato

«Saremo in tanti. Se ci faranno stare davanti alle entrate, ma sarà difficile, distribuiremo volantini a tutti i clienti che entreranno nel centro commerciale, altrimenti ci metteremo in strada e faremo rallentare le auto, andando su e giù sulle strisce pedonali. Ciò che il gruppo sta facendo in Italia è stato attuato solo in Romania: i sindacati francesi ed europei stanno seguendo la nostra battaglia».

La battaglia all’Auchan è cominciata ieri, con le assemblee dei lavoratori che hanno visto la partecipazione di oltre la metà dei 323 lavoratori dell’ipermercato. Un clima teso, tesissimo, con dipendenti che dicono di essere stati minacciati dai capireparto se sabato prossimo, 9 maggio, aderiranno allo sciopero nazionale proclamato contro i 1.426 annunciati a livello nazionale, di cui 65 nell’ipermercato di Mestre.

«Rischiano il posto 25 cassiere, 13 addetti ai reparti dello “scatolame” e altri 13 in quelli dei prodotti freschi, 3 nel settore tessile, 7 in quello dell’elettronica, 3 nel bazar e uno al ricevimento merci – precisano alla Rsa aziendale -. Le minacce? Quelle di essere inseriti nella “lista nera”, con cambi di turno, orari impossibili, trasferimenti in altri reparti fino all’inserimento nell’elenco dei futuri esuberi».

Laura Dorigo, rappresentante della Uiltucs nella Rsa, aggiunge: «Se la prendono anche con le “assunzioni obbligatorie”, personale che è già in difficoltà, oppure con madri di famiglia che vengono spostate nei turni di chiusura, costringendole a finire alle 21 o alle 22 di sera».

All’inizio, vent’anni fa, dentro Auchan iscritte ed iscritti al sindacato si contavano sulle dita di una mano. «Oggi, tra le varie sigle, siamo quasi la metà» riprendono alcune dipendenti.

Tante sono part time: donne, ma anche uomini che speravano, un giorno, di passare a tempo pieno per farsi una famiglia. Chi ha vent’anni di anzianità e un contratto di 24 ore settimali porta a casa 800 euro al mese, i più giovani con quello stesso monte ore non arrivano a 700.

«Oltre agli esuberi, ci hanno chiesto di rinunciare alla quattordicesima e di scendere di un livello – ricorda una lavoratrice -, facendoci di fatto andare al di sotto di quanto previsto dal contratto nazionale. È chiaro Auchan sta facendo da apripista anche per gli altri gruppi della grande distribuzione, e proprio per questo stiamo ricevendo la solidarietà di lavoratori di altre catene e anche dai sindacati stranieri, in particolare quelli francesi».

E ieri, alla seconda assemblea convocata nel pomeriggio, ha partecipato anche Francesca Zaccariotto, candidata a sindaco di Venezia, e l’ex assessore provinciale Paolino D’Anna, mentre Enrica Cheldi, una dipendente dell’ipermercato mestrino, è candidata nelle liste regionali del Movimento 5 Stelle e la vicenda è seguita anche da don Enrico Torta, parroco di Dese, da anni in lotta contro le aperture domenicali.

Fulvio Fenzo

 

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