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SABATO LO SCIOPERO

Auchan presenta i conti per giustificare gli esuberi, in Italia e nell’ipermercato di Mestre. E sono numeri terribili quelli snocciolati ieri pomeriggio dal direttore Risorse umane Stronati in commissione Lavoro del Senato, con un calo di un miliardo di euro di fatturato in soli cinque anni, tale da giustificare quei licenziamenti che – nel linguaggio dei manager – sono “soluzioni strutturali”.

«Nel 2010 il fatturato del nostro gruppo era di 3,2 miliardi di euro, sceso a 2,5 miliardi nel 2014, anno nel quale abbiamo chiuso il bilancio con 112 milioni di passivo – ha detto Stronati -. Quest’anno ci sarà un’ulteriore contrazione del 15 per cento e prevediamo un fatturato di 2,2 miliardi».

Per questo il gruppo francese avrebbe deciso di tagliare 1.426 posti, di cui 65 anche nell’ipermercato di Mestre che dopodomani, sabato, aderirà allo sciopero nazionale con un presidio all’entrata del centro commerciale di via Don Tosatto. Il manager ha confermato che Auchan abbandonerà la strategia delle “offerte speciali” prediligendo il “low price” (prezzi bassi) generalizzato. «Gli ipermercati hanno ormai perso competitività perché sono localizzati fuori dai centri urbani» ha ammesso Stronati.

«È in gioco la nostra dignità – interviene intanto Enrica Cheldi, 42 anni, dipendente proprio di Auchan Mestre e candidata del Movimento 5 Stelle in Regione -. Mi auguro che in tanti aderiscano allo sciopero, perché dobbiamo insegnare ai nostri figli cosa sarà per loro il lavoro. Non me la sento proprio di “abbassare la testa”».

(f.fen.)

 

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