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Treviso, il Minuetto ko per il peso eccessivo. Scoppia la rivolta: cori dei pendolari contro la Regione

TREVISO – Alla faccia dell’annuncio fatto appena due giorni fa di nuovi treni, nuovi orari, nuovi servizi sulle linee ferroviarie venete, ieri mattina in stazione a Treviso si è consumata l’ennesima passione dei pendolari. Mancavano pochi minuti alle otto quando alla banchina numero 6 è arrivato il treno da Sacile per Venezia.

Tutti aspettavano i vagoni a doppio piano, gli unici necessari a caricare la grande quantità di pendolari che a quell’ora viaggiano sulla tratta, invece al loro posto sono arrivati quattro “blocchi” di uno dei nuovi convogli monopiano ideati per il “metrò di superficie”, che offriva però meno della metà dei posti dei treni a due livelli. Risultato? Stupore generale, sfottò, e corsa ad accaparrarsi un posto. Il treno a seguire infatti viaggiava con circa 20 minuti di ritardo lasciando tutti senza alternative.

I pendolari si sono stivati dentro i vagoni come solo loro hanno purtroppo imparato a fare lasciando però sul marciapiede decine di viaggiatori che materialmente non riuscivano più a salire.

«Una situazione bestiale» racconta Romeo, uno dei pendolari rimasti a terra, «degna di un paese del terzo mondo, altro che magico Veneto». Ma i guai non erano ancora finiti. Già, perchè stavolta a voler confermare quanto possa essere vergognosa la vita dei pendolari ci si è messa la tecnologia del nuovo treno caricato oltre misura ed andato letteralmente in tilt a causa del sovrappeso. Quando tutti si aspettavano la chiusura delle porte e la partenza del treno (che sarebbe arrivato a Mogliano incapace di far salire chiunque) non si è mossa foglia per la bellezza di venti minuti; venti minuti di rabbia che saliva sempre più, caldo, nervi tesissimi. Quando erano quasi le 8.20 è arrivato il capotreno a spiegare: «Il treno non parte, troppo carico, il sistema elettronico ha bloccato tutto».

Ed è stata bagarre. I pendolari a bordo sono dovuti scendere per scaricare il convoglio e riunirsi a quanti erano rimasti in banchina e lì la rabbia è esplosa in una serie di cori e proteste contro la Regione, l’ex assessore Chisso (finito in manette per lo scandalo Mose), Trenitalia. Urla e grida fra cui «vergogna» è l’unica riportabile.

Ci sono voluti alcuni minuti – e pure il passaggio della Polfer – per riportare la calma sui binari dove nel frattempo (con ritardo) era arrivato l’altro treno per Venezia dove si sono precipitati in tanti consci che non vi fossero altre possibilità.

(f. de w.)

 

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