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L’INTERVENTO

Tempo di bilanci per la Regione. Sarebbe interessante conoscere quello relativo ai lavori per il Piano Paesaggistico regionale di cui da tempo non si hanno più notizie.

Si tratta del “piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici” previsto dal Codice dei Beni Culturali del 2004, ma in realtà già reso obbligatorio dalla legge Galasso del 1985. Le sue disposizioni, a riprova della sua importanza, dovrebbero prevalere su qualsiasi altro piano urbanistico.

Raccontare quel che è successo dal 2004 ad oggi richiederebbe almeno mezza pagina di giornale: incarichi a gogò, convegni a ripetizione (almeno una decina), pubblicazioni patinate e CD a valanghe, convenzioni con Università di Padova e di Venezia e con l’Istituto ville Venete, corsi di formazione e mostre fotografiche. E sempre le trionfalistiche assicurazioni del competente assessore Marino Zorzato. Con quale risultato? Vediamolo, premettendo una sintetica cronistoria solo dal 2009.

Il 12 febbraio 2009 la Giunta regionale adotta il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento che contiene anche un “Atlante ricognitivo del Paesaggio” finalizzato alla predisposizione del piano paesaggistico regionale. A seguito della pubblicazione vengono presentate ben 15.000 osservazioni che la Giunta controdeduce il 4 agosto 2009. Dopodichè il Piano scompare.

Intanto il 15.7 Regione e Ministero dei Beni Culturali siglano un protocollo d’intesa: si impegnano alla redazione congiunta “per attribuire al PTRC la qualità di piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici” previsti dal Codice di cui sopra. Redazione per la quale viene istituito un Comitato Tecnico paritetico a composizione ministeriale-regionale e che ci si impegna a completare entro il 31dicembre 2010. Invece il 26 dicembre 2011 si dà avvio ad una Variante parziale al PTRC del 2009 “per l’attribuzione allo stesso della valenza paesaggistica”. La variante viene presentata in pompa magna al Bo’ il 26 novembre 2012 e adottata il 10 aprile 2013, quindi viene pubblicata dal 5.5 per 120 giorni. Dopodichè anche questa scompare!

Ma nel frattempo il 14 dicembre 2010 la Giunta decide di “testare su alcune limitate aree regionali una metodologia di lavoro da “trasportare” poi su tutto il resto del territorio regionale: tra gli altri prende così il via il Piano Paesaggistico Regionale d’Ambito Colli Euganei e Monti Berici. Iniziativa che in realtà ci inquieta non poco. L’area dei Colli ha già un Piano Ambientale, basato proprio su una attenta analisi del paesaggio. Se si punta a sovrapporsi a questo Piano temiamo dei pericolosi passi indietro. Se fosse invece per estendere la tutela del paesaggio alle aree esterne al Parco, quelle meno tutelate e più minacciate, potrebbe essere bene accolto. Impossibile al momento sciogliere questi dubbi: anche questo Piano d’Ambito disperso in laguna. Le ultime notizie che abbiamo sono la raffica di incarichi del 2013 e del 2014 per circa 50.000€. Nessuno sa cosa abbiano prodotto.

Conclusione: Ptrc, Variante parziale allo stesso e Ppra tutti dispersi nel caigo veneziano.

 

Gianni Sandon – consigliere Ente Parco Colli Euganei

 

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