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«È inutile»: centinaia di ragazzi al sit-in nel giardino di Stefanini e Gritti, poi corteo nel quartiere Pertini

La preside vieta il rientro in classe: «Sono le regole, dopo la seconda ora serve la giustificazione»

Prima il sit-in nel cortile della scuola, poi la manifestazione lungo le strade del quartiere Pertini: mobilitazione ieri mattina degli studenti dell’istituto Gritti e del liceo Stefanini per protestare contro la costruzione della cosiddetta Vallenari bis, la strada che passerà a poche decine di metri dalla loro scuola, e che rappresenta la premessa di un’importante lottizzazione che vedrà costruire una seria di palazzine.

Un intervento da 17 milioni di euro funzionale all’espansione delle zone residenziali Bissuola Nord e Bissuola Sud per 4000 nuovi abitanti potenziali: questi almeno erano i piani dell’amministrazione, prima dello scoppio della crisi immobiliare.

Intanto i lavori per la strada sono partiti. Gli studenti però la ritengono un’opera costosa e inutile e hanno deciso di far sentire la loro voce. Così, oltre ad aver raccolto oltre 1.500 firme, ieri hanno deciso di manifestare, spingendosi a togliere i picchetti che un paio di mesi fa erano stati piantati nel cortile della scuola proprio per delimitare l’area del cantiere e il sedime della strada.

La nuova strada collegherà via Vallenari a viale Vespucci, sarà lunga 1.900 metri e costituito da una corsia per ogni senso di marcia, con 7 rotonde. Il progetto prevede inoltre un ponte sul canale Osellino, che consentirà alla nuova strada di innestarsi sull’incrocio esistente di via Sansovino e viale Vespucci.

«È un’opera inutile, la grande opera di Mestre», spiega Enrico Medulli, per il collettivo degli studenti del Gritti, «e noi studenti non vogliamo venga realizzata. È una strada pensata molti anni fa, e che ora è inutile. Non si possono buttare via così 17 milioni, mentre vengono tagliati i fondi per la cultura e i servizi sociali».

Alla manifestazione di ieri hanno partecipato alcune centinaia di studenti. Molti di loro saranno anche in centro storico a Venezia sabato 9 maggio per la manifestazione organizzata contro le grandi opere e contro il passaggio delle grandi navi in laguna.

«La Vallenari bis non passerà», ribadiscono i ragazzi, «e noi siamo pronti a metterci in mezzo per bloccarla».

A essere bloccati ieri però sono stati alcuni di loro, in particolare gli studenti del Gritti che si sono visti negare l’accesso in classe. «Non ne capiamo il motivo, ci è stato impedito il diritto all’istruzione».

La preside Emanuela Cechettin è stata irremovibile, e lo ha spiegato agli studenti. «Non contesto il fatto che abbiamo deciso di manifestare, ne prendo atto. Ma il regolamento della scuola prevede che dopo la seconda ora si possa entrare in classe solo con la giustificazione dei genitori. Purtroppo è stata veicolata l’idea che questa giustificazione non fosse necessaria, e invece non era così. Quindi gli studenti che ne erano sprovvisti (la maggior parte, ndr), sono stati invitati a tornare a casa e a presentarsi il giorno successivo con la giustificazione. Le regole vanno rispettate: vale per chi ha mal di denti e anche per chi protesta e manifesta».

Francesco Furlan

 

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