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Corteo di protesta ieri mattina per sollecitare il completamento del percorso fra il Vega e i Pili

Oltre un centinaio di persone ha partecipato ieri mattina alla bici-festazione di protesta per la pista ciclabile sul ponte della Libertà. Solo Giampiero Francescon è rimasto ai piedi del cavalcavia di San Giuliano perchè diffidato dal Prefetto in quanto organizzatore del corteo di bici che avrebbe dovuto percorrere il ponte fino a piazzale Roma. A Venezia i ciclisti ci sono andati lo stesso e in manifestazione, ma senza coinvolgere Francescon che altrimenti avrebbe pagato con una denuncia la protesta di tutti coloro che utilizzano le due ruote e che devono fare i conti con un progetto assurdo di pista ciclabile.

Secondo le intenzioni del Comune, com’è noto, i ciclisti dovrebbero utilizzare il sottopasso di via Torino, raggiungendolo grazie alla pista ciclabile di viale Ancona, per poi raggiungere i Pili. Ma proprio il tratto dal Vega ai Pili non è stato realizzato e quindi la pista sul ponte è di fatto irraggiungibile e rischia di esserlo per sempre, visto che l’Arpav chiede la bonifica in profondità dei terreni che si dovrebbero utilizzare per la realizzazione del tratto Pili-Vega.

La bici-festazione è arrivata senza problemi a piazzale Roma, foto ricordo sotto il ponte di Calatrava e ritorno.

Appuntamento finale in piazza Ferretto dove Francescon ha presentato le proposte dei ciclisti. Chi utilizza le due ruote vuole prima di tutto il completamento del percorso che porta da Mestre a Venezia, ma anche la realizzazione di tanti piccoli tratti di collegamento che ancora mancano all’appello. Come viale Garibaldi-via San Girolamo o viale San Marco-via San Pio X. Non solo, i biciclettari chiedono che sia finalmente realizzata anche la pista della Valsugana da Miranese ad Asseggiano e da Passo Campalto all’aeroporto. Infine la proposta che sia istituita una consulta cittadina sulla mobilità ciclopedonale.

 

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