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Comunicato Stampa Opzione Zero 6 novembre 2017

Morto l’ideatore di Veneto City, ma il progetto è ancora in piedi

 

Endrizzi è stato uno dei fautori della cementificazione in Veneto

Il suo progetto di Veneto City rimane in piedi

I Comuni di Dolo e Pianiga, la Città Metropolitana e la Regione Veneto possono mettere la parola fine a questa mostruosità in ogni momento.

Ora la responsabilità è tutta loro.

 

La notizia della morte di Luigi Endrizzi è giunta fulminea anche agli attivisti di Opzione Zero, uno dei comitati più attivi in questi anni nella lotta contro il progetto Veneto City, di cui Endrizzi era stato l’ideatore e il principale sponsor.

Dal comitato nessun commento sulla vicenda umana di Endrizzi, ma rimane il giudizio pesantemente negativo sul suo operato: “Luigi Endrizzi in questi anni è stato tra i maggiori artefici della rendita immobiliare speculativa nella nostra regione, il polo dell’Ikea a Padova est e il progetto di Veneto City sono i due esempi più eclatanti. Un modello di imprenditoria che ha letteralmente squassato il Veneto consumando enormi quantità di suolo, inondandolo di centri commerciali, capannoni e autostrade. Un modello che non solo ha pesantemente minato la tenuta ambientale del territorio, ma che ha finito anche per distruggere il tessuto sociale ed economico di tante città.  E se questo è potuto succedere lo si deve a figure come quella di Endrizzi, e ai tanti che li hanno assecondati: imprenditori arraffoni, banche senza scrupoli, politici e amministratori locali miopi se non corrotti“.

La morte di Endrizzi non significa comunque automaticamente la fine del progetto Veneto City, sottolinea il comitato. Infatti la variante urbanistica scaturita dall’accordo di programma approvato con Decreto del Presidente Luca Zaia il 31 dicembre 2011 è ancora attiva fino al 2022, ed è prorogabile di altri 10 anni. La Giunta del Veneto, rispondendo interrogazione consiliare suggerita da Opzione Zero al gruppo del Movimento 5 Stelle, ha dichiarato solo pochi mesi fa di essere pronta a prorogare l’accordo. I Comuni di Dolo e Pianiga e la Città Metropolitana non hanno preso alcuna iniziativa contraria e dunque di fatto sembrano tutt’ora confermare il loro interesse per l’operazione. Posizioni che il comitato giudica gravi dal punto di vista politico ed irresponsabili dal punto di vista amministrativo. “Gli Enti pubblici coinvolti nell’affare possono annullare l’accordo di programma in ogni momento – dichiarano da Opzione Zero – perché come abbiamo avuto modo di dimostrare all’Amministrazione comunale di Dolo la società proponente è inadempiente per non aver rispettato in modo esaustivo e nei termini previsti tutta la documentazione relativa ai Piani Urbanistici Attuativi. Inoltre è chiaro che non essendo stata avviata alcuna opera a oltre 5 anni di distanza dall’approvazione dell’accordo di programma, il presupposto della pubblica utilità, della indifferibilità ed urgenza che caratterizza questo genere di procedimenti è di fatto venuto a mancare. Se questi Enti continuano a non esercitare il loro diritto-dovere di far rispettare i termini dell’accordo, allora si assumono la responsabilità di far sopravvivere ad ogni costo questo progetto mostruoso, addirittura oltre la morte del suo ideatore. Per quanto ci riguarda continuiamo a monitorare da vicino l’evolversi della situazione e siamo pronti ad intervenire per bloccare qualsiasi tentativo di colpo di mano”.

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 25-10-2016

Casello di Albarea: il Sindaco di Pianiga è un recidivo

 

Il Sindaco di Pianiga Massimo Calzavara, al di là delle dichiarazioni buone per le campagne elettorali, continua nei fatti a promuovere le grandi opere. Ora ripropone il casello di Albarea come soluzione ai problemi di traffico della Riviera del Brenta. Per farlo cerca pure alleanze con le altre Amministrazioni: sembra infatti che proprio in questi giorni il primo cittadino di Pianiga abbia richiesto alla Conferenza dei Sindaci di scrivere una lettera unitaria al Presidente della Regione Veneto, il leghista Luca Zaia, e alla società CAV SpA per riattivare le procedure di approvazione del progetto di nuovo casello autostradale in località Albarea.

Questa opera faceva il paio con quello a nord di Scorzè, ed era stata voluta dal Commissario straordinario Silvano Vernizzi come opera complementare del Passante nel 2009. Nel 2011 la Commissione V.I.A. con parere n. 724, aveva dato il suo benestare ma con numerose e tali prescrizioni da indurre di fatto una profonda revisione della proposta. Successivamente, mentre il casello di Scorzè-Martellago è stato portato a compimento, quello di Albarea si è arenato. E non per caso: perché infatti come denunciato fin dal 2008 dai comitati, il nuovo casello di Albarea, apparentemente opera secondaria rispetto alle altre infrastrutture e ai progetti di cementificazione pianificate in Riviera del Brenta dalle Giunte venete guidate da Galan, Chisso e Zaia, in realtà era stato pensato come vera e propria porta di accesso a ovest di Veneto City, e come alternativa al mancato arretramento della barriera a Roncoduro per lasciare spazio all’innesto dell’autostrada Orte-Mestre a Roncoduro.

Questo disegno perverso è stato poi bloccato dalla forte opposizione dei comitati rivieraschi, dalla crisi e dalle inchieste giudiziarie, e si è rivelato per quello che effettivamente era: un’altra grande occasione di ulteriore speculazione ai danni della collettività e delle casse pubbliche, sullo sfondo di un territorio già segnato dallo scandalo “MOSE”.

Opzione Zero attacca: “Tornare a chiedere la realizzazione del casello di Albarea non è altro che un modo obliquo e maldestro di rimettere in gioco Veneto City, progetto tenuto ancora in vita proprio dalla dalle inadempienze e dalla volontà politica delle amministrazioni pubbliche coinvolte, a cominciare dai Comuni di Dolo e Pianiga. Il Sindaco Massimo Calzavara evidentemente è un nostalgico recidivo: continua a riproporre le opere architettate dalla “cricca veneta” delle “grandi opere” come se nel frattempo non fosse successo niente. Troppo difficile fare i conti con le proprie responsabilità politiche, visto e considerato che alcuni dei suoi iniziali sostenitori come l’ex assessore Renato Chisso sono poi finiti in gattabuia.

“Ma – continua il comitato – se il punto vero della discussione è quello di alleggerire il traffico dalla Riviera del Brenta, allora è bene ricordare al primo cittadino di Pianiga e a tutti i suoi colleghi, a cominciare da quello di Dolo Alberto Polo, che la vera soluzione sta nella riapertura immediata del casello di Roncoduro, così come previsto dagli accordi del Passante. Il nuovo casello ad Albarea, non solo avrebbe impatti ambientali e paesaggistici distruttivi in un’area già pesantemente compromessa, ma costerebbe almeno 30 milioni di euro ai contribuenti. Per riaprire quello di Dolo bastano interventi di minima in tempi brevissimi, visto e considerato che sono state realizzate la maggior parte delle opere accessorie oltre che ben due bretelle. Ci appelliamo alla Conferenza dei Sindaci perché si attivi finalmente e seriamente in tal senso invece che guardare a un passato da incubo”.

 

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Il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara assieme all’ex assessore regionale Renato Chisso.

 

Comunicato Stampa Opzione Zero 25 agosto 2016

Veneto City e la politica dell’interesse Zero.

Su Veneto City il processo è stato regolare e l’interesse Zero”. Così Massimo Calzavara, sindaco di Pianiga, ha risposto alla richiesta del Comitato Opzione Zero di mettere definitivamente la parola fine a una brutta pagina della politica rivierasca sulla travagliata questione del mega insediamento.

Non è sufficiente dichiarare di non avere interessi personali su questioni che hanno gravi ricadute sul territorio dal punto di vista sociale, economico e ambientale. Esiste infatti la responsabilità politica che si assume nel voler continuare a tenere in vita un progetto anacronistico e dannoso per la Riviera e il Miranese.

Ai sindaci di Dolo e Pianiga il Comitato Opzione Zero infatti non chiede di annullare un accordo di programma solamente sulla base di voci o di intercettazioni ma su dati di fatto. La società Veneto City spa, infatti, è stata inadempiente e non ha rispettato alcuni obblighi previsti nell’accordo approvato a fine 2011. E’ inoltre assodato che Piergiorgio Baita, l’attore principale della “Cricca del Mose”, nel 2011 era entrato nei soci di Veneto City. Senza poi elencare le varie irregolarità esposte nel ricorso ora pendente al TAR, e proposto da Comitati, Associazioni e Categorie. Irregolarità delle quali il sindaco di Pianiga non tenne conto, rifugiandosi nel parere di parte dell’avvocatura regionale.

Le intercettazioni uscite nei giorni scorsi hanno solamente spiegato i dettagli delle azioni compiute dall’ex AD di Mantovani che riceve da Claudia Minutillo (assistente di Giancarlo Galan) la conferma che la Giunta regionale approva Veneto City.

Se l’interesse era Zero, perché Claudia Minutillo si preoccupava di avvisare Baita?

Inoltre il processo dell’approvazione di Veneto City non è stato per nulla regolare. Solo per citarne due: mancata esecuzione della VAS (valutazione ambientale strategica) e consiglio comunale di Dolo blindato con agenti in assetto antisommossa.

La pratica Veneto City sta inoltre bloccando la viabilità commerciale della Riviera del Brenta. Infatti l’ex casello di Dolo è ancora chiuso a causa di due progetti nati nell’era dell’ex assessore regionale Renato Chisso (anche per lui patteggiamento nel processo Mose): la Orte-Mestre che prevedeva il suo innesto proprio a Roncoduro e Veneto City che per la sua nascita necessita di un nuovo casello in località Albarea.

Dopo che la Orte-Mestre sembra ormai naufragata, sarebbe sufficiente una chiara scelta politica per chiudere la pratica Veneto City, poter riaprire finalmente l’ex casello di Dolo e investire sullo sviluppo socio-economico dei centri storici della Riviera e del Miranese.

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 22 agosto 2016

“Veneto City: i Comuni abbiano il coraggio di annullare l’accordo di programma”

Dalle intercettazioni dell’inchiesta MOSE ancora conferme sul malaffare intorno al fantomatico polo del terziario avanzato.

Mentre i Comuni di Dolo e Pianiga si azzuffano sugli incassi dell’IMU, la società Veneto City spa continua a non rispettare gli impegni presi.

L’accordo di programma potrebbe essere annullato, basta volerlo.

 

Il processo MOSE è come un pozzo senza fondo dal quale escono continuamente nuove e incredibili nefandezze sul cosiddetto “sistema veneto delle grandi opere”. Di pochi giorni fa le notizie di stampa circa il forte interesse della “cricca”, e in particolare dell’ex AD della Mantovani Piergiorgio Baita, per l’affare Veneto City.

Niente di nuovo per Opzione Zero e per tutti i comitati che in questi anni hanno condotto una battaglia senza quartiere contro uno dei progetti più rovinosi per la Riviera del Brenta e per l’intero territorio regionale, e che fin da subito avevano denunciato con carte alla mano gli interessi speculativi e gli intrecci malavitosi che stavano e stanno tutt’ora alla base dell’operazione Veneto City.

Ma per Opzione Zero il fatto più inaccettabile su questa vicenda è l’inerzia o peggio la recidività delle amministrazioni pubbliche, in particolare dei Comuni coinvolti:

E’ vero che la crisi economica, le inchieste giudiziarie e i vari ricorsi pendenti al TAR hanno impedito fino ad ora al progetto di decollare, ma in teoria nulla vieta che da un momento all’altro tutto riparta visto che la variante urbanistica è ancora valida.

“Veneto City è come una pesante spada di Damocle sospesa sulla Riviera del Brenta – commentano da Opzione Zero – eppure le Amministrazioni di Dolo e Pianiga potrebbero in ogni momento mettere la parola fine a tutta la vicenda. La società Veneto City spa non ha infatti rispettato alcuni obblighi previsti nell’Accordo di Programma approvato a fine 2011 dai rispettivi Consigli Comunali e dal Presidente della Regione Luca Zaia. Se anche solo una delle parti è inadempiente, l’accordo può essere annullato basta volerlo.”

L’Accordo di Programma, all’Art. 5, prevedeva infatti che i Piani Urbanisti Attuativi relativi al primo e secondo stralcio della prima fase dovessero essere presentati dai proponenti entro e non oltre 18 mesi dalla pubblicazione nel BUR del decreto di esecutività. Questa documentazione fu effettivamente presentata nel luglio 2013 tra le proteste dei comitati, ma ciò che ci si dimentica di dire è che la documentazione depositata agli atti è tutt’ora largamente carente rispetto a quanto richiesto dalle norme urbanistiche.

“E’ incredibile – aggiunge il comitato – come di fronte a un quadro che svela in modo ormai inequivocabile i veri interessi che stanno alla base di Veneto City, i Sindaci di Dolo e Pianiga non trovino di meglio da fare che azzuffarsi sugli incassi dell’IMU e degli oneri di urbanizzazione. Peggio ancora, il Sindaco di Dolo Alberto Polo di recente è tornato a proporre la necessità del casello autostradale di Albarea, un’opera pensata esclusivamente in funzione di Veneto City. Perché mai le due amministrazioni non hanno invece pensato di fare qualcosa per inchiodare i proponenti alle loro responsabilità e per far saltare tutta l’operazione? Dobbiamo dedurre che nonostante tutto quello che è accaduto qualcuno intende perseverare sulla stessa strada facendo finta di niente? Forse è bene rammentare ai due Sindaci che il progetto è stato approvato senza la necessaria procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il che significa che gli impatti sul territori e sulla salute dei loro cittadini sono ancora ignoti”.

Opzione Zero chiede ai consiglieri comunali che in campagna elettorale si sono schierati contro il progetto di fare la loro parte e di portare la questione all’ordine del giorno nei rispettivi Consigli Comunali; e intanto sono allo studio altri atti formali per ottenere l’annullamento del famigerato accordo di programma.

 

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Comunicato Stampa Opzione Zero 14-07-2016

Orte-Mestre: progetto insostenibile anche dal punto di vista tecnico. I Sindaci rispettino il mandato.

Sembra assurdo dover tornare a parlare di autostrada Orte-Mestre, soprattutto dopo il grave disastro ferroviario di due giorni fa in Puglia. Un disastro che dimostra per l’ennesima volta come la politica delle “grandi opere”, spesso inutili e insensate, abbia disastrato il Paese assorbendo miliardi e miliardi di euro che invece dovevano essere spesi per interventi di manutenzione, riqualificazione e messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti. Se sulle ferrovie regionali si muore perché non si fanno investimenti sui dispositivi di sicurezza mentre si buttano 20 miliardi di euro per il tunnel di base della TAV in Val di Susa; qui da noi si continua a morire perché da decenni non si è voluti intervenire su una delle strade più pericolose d’Italia per giustificare la necessità dell’ennesima autostrada a debito.

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici domani dovrà esprimere un parere decisivo per l’iter della Orte-Mestre: da quanto si apprende emerge in modo chiaro come anche i tecnici del Ministero si siano resi conto dell’insostenibilità di questo progetto. E non si tratta solo di insostenibilità ambientale ma anche tecnica ed economica; numerose infatti le osservazioni critiche presenti nel documento in discussione: dalla scarsità dei rilievi geologici e idrogeologici, alla mancanza di un’adeguata progettazione preliminare per tratti importanti come il tunnel sotto il Brenta, alla mancanza di uno studio di fattibilità, alle analisi dei flussi di traffico e di trasporto delle merci datati e inadeguati; anche la stima dei prezzi e la sostenibilità economica vengono messi in discussione.

Tutte questioni già sollevate in tante sedi da vari comitati e associazioni che come Opzione Zero aderiscono alla rete Nazionale Stop Orte-Mestre, ma rimaste troppo a lungo inascoltate.

Il fatto che questi rilievi ora emergano da documenti ufficiali del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici fa ben sperare, peccato però che non sia ancora stata scritta in modo chiaro quella che è la conclusione più logica, e cioè che questo progetto deve essere ritirato definitivamente.

In questo senso, il ruolo dei Sindaci alla riunione di domani è importantissimo, visto e considerato che oltre tutto il nuovo Codice degli Appalti, abolendo la Legge Obiettivo, torna a dare alle amministraioni locali un ruolo non secondario.

Ed è proprio ai Sindaci della Riviera del Brenta che si rivolge il Comitato Opzione Zero, rammentando loro come i Consigli Comunali di Mira, Dolo, Mirano, Camponogara e anche Pianiga abbiano approvato a stragrande maggioranza nel 2014 degli ordini del giorno con i quali si richiede al Governo la cancellazione della nuova autostrada e la messa in sicurezza immediata della Romea.

Un mandato espresso in modo forte e inequivocabile che non lascia spazio ad ambiguità e tentennamenti che in questo momento sarebbero deleteri e ingiustificabili; Opzione Zero è vigile e pronto a inchiodare alle proprie responsabilità i voltagabbana di turno.

 

L’asta e’ aperta

(Dopo la mancata partenza annunciata per il 6 gennaio a causa di motivi tecnico-burocratici di cui ci scusiamo, al via l’asta)

Fino a domenica 24 gennaio in vendita all’asta il meraviglioso tandem di Paolini & Co. (Balasso, Bertelli)

http://www.ebay.it/rpp/beneficenza/aste/opzione-zero/

Come per i fondi raccolti dallo spettacolo anche il ricavato del tandem andrà alle famiglie colpite dal tornado in Riviera del Brenta l’8 luglio 2015.

Marco Paolini racconta così quel tandem speciale. “Siamo partiti con due biciclette diretti a Mira per lo
spettacolo. Balasso è partito da Rovigo, io da Belluno e siamo arrivati insieme. Io avevo più km, ma Balasso sostiene che da Rovigo è tutta salita e guardando l’atlante si capisce che ha ragione, perché Rovigo è sotto. A Mira siamo arrivati insieme e abbiam fatto la volata, lui con la bici da corsa bianca, io con la mia nera, e c’è stata una caduta. Noi non ci siamo fatti tanto male, ma le bici sì. Le abbiamo portate dal meccanico Roberto Abbiati, che come attore è bravo, come scenografo pure, ma non è un vero meccanico di biciclette. Di due bici rotte ne ha fatto un tandem, di ruote buone ne erano rimaste solo due. Lo abbiamo dipinto insieme io e lui, e lo abbiamo anche firmato. Balasso che non dipinge, ha firmato coi denti il copertone davanti dove adesso c’è un buco… Il tandem era posteggiato sotto al palco/carro il pomeriggio dello spettacolo, avremmo dovuto usarlo durante il duetto improvvisato, ma poi il duetto ha preso una piega storta e ci abbiamo rinunciato. Avremmo dovuto metterlo all’asta a fine spettacolo, ma stava diventando buio e non volevamo rallentare il pubblico che tornava a casa. Allora il tandem lo offriamo adesso, al miglior offerente, in ricordo di quel giorno e di quell’umanità che ci ha fatto sentire tutti insieme, cittadini”.

Per vedere o rivedere lo spettacolo: www.youtube.com/user/adomandarispondeit

Per donazioni o rendicontazione del ricavato: www.opzionezero.org/rdb8715

 

La visione del video è gratuita, ma è suggerita un’offerta:

Iban     IT64L0359901899050188525842 – causale “Donazione per i colpiti dal tornado”.

 

Pubblichiamo il servizio realizzato da Alessia Zampieri il giorno dello spettacolo con intervista agli artisti.

Lettera aperta di Eleonora

Posted by Opzione Zero in Comunicati Stampa, Rassegna stampa | 0 Comments

5

ott

2015

Pubblichiamo con piacere la lettera aperta di Eleonora.

Sabato 26 settembre scorso, come tante, tante altre persone sono andata a vedere lo spettacolo di Bertelli, Balasso e Paolini organizzato dai tre artisti, in collaborazione con il Comitato Opzione Zero e Jole Film, per raccogliere fondi da destinare alle vittime del tornado dello scorso 8 luglio.

Lo spettacolo è stato organizzato in via Seriola a Dolo, definita dallo stesso Paolini “La strada più stretta della Pianura Padana”: una location insolita ma significativa perchè la via passa in mezzo ai campi dietro la fornace dove il fortunale ha fatto innumerevoli danni.
Ed io, i miei amici e la mia sedia a rotelle color ciclamino eravamo lì, assieme a tutti gli altri: ragazzi, ragazze, uomini, donne, bambini, bambine, cani, cimici (mamma mia, quanti cimici!). Alle 17.15 eravamo tutti lì, come formiche. E perchè anch’io, così come altri che non avevano la sedia a rotelle elettrica siamo riusciti ad andare? Per l’ORGANIZZAZIONE. Il Comitato Opzione Zero e la Jole Film si erano organizzati per permettere anche a disabili, donne incinta ed anziani di accedere il più comodamente possibile alle zone rurali in cui a breve si sarebbe tenuto lo spettacolo. Almeno due volontari pronti ad aiutarti ad ogni difficoltà, indipendentemente dal fatto che tu fossi accompagnato. Addirittura c’era una zona ristoro. Addirittura avevano recintato fossati secchi e messo tavole per poterli attraversare, con tanto di paratie laterali per non cadere.

Immagino che questa organizzazione abbia comportato dedizione, ampie vedute, cura per i dettagli, sensibilità e buona volontà. Ma l’organizzazione ce l’ha fatta.
Credo che le persone che si sono adoperate per la buona riuscita dell’evento abbiano avuto soddisfazione. Io me lo auguro vivamente, soprattutto per contraccambiare la serenità che, una volta ogni tanto, ho provato nel partecipare ad un evento pubblico senza diventare matta per conciliare la mia voglia di vivere e partecipare alla vita sociale con i limiti imposti dalle barriere architettoniche ma più spesso da dimenticanza, faciloneria e menefreghismo.

Per una persona come me, in carrozzina, andare a La Biennale di Venezia, soprattutto nella zona dei Giardini è quasi un viaggio della speranza.
La mia patologia m’impone una carrozzina semplice, non a telaio rigido come quella di Zanardi oppure l’uso di un deambulatore.
Ma quanto matta divento con la ghiaia tra i vari padiglioni? Se in tre o quattro amici non si coordinano per trascinarmi dove le ruote della carrozzina affondano nei punti di ghiaia più profonda (zona fronte padiglione USA, Giappone, Gran Bretagna, ad esempio) io La Mostra INTERNAZIONALE d’Architettura non la vedo. Così come non vedo i padiglioni dell’Egitto o dell’Olanda (sempre ad esempio) l’anno successivo quando fanno La Mostra INTERNAZIONALE d’Arte.
Spesso, richiedendo la pedana per entrare nel padiglione della Spagna (sempre più ad esempio), ti sbolognano dicendo che devi aspettare perchè è momentaneamente in uso in un altro punto de La Mostra INTERNAZIONALE d’Arte.

Io non credo di avere qualcosa da insegnare alle persone, ma i fatti dimostrano che il Comitato Opzione Zero e la Jole Film hanno qualcosa da insegnare in merito ad accessibilità, sensibilità ed organizzazione a Baratta, all’organizzazione de La Biennale e forse qualcosina anche a Brugnaro, dal momento che si è recentemente unito al club delle teste pensanti della venezianità. La disponibilità economica di cui dispone La Biennale sono sicura gli permetterà di fare grandi cose.

Un sasso lo aveva già tirato Bertolucci qualche anno fa, qualcuno lo raccoglie?

E. S. Nalesso

 

Comunicato stampa Opzione Zero 28 settembre 2015

52.155,22 euro la somma totale delle donazioni raccolte in favore delle vittime del tornado durante l’evento con gli artisti Marco Paolini, Natalino Balasso e Gualtiero Bertelli sabato scorso nei campi di via Seriola. Massiccia la partecipazione, che nonostante il tempo incerto, ha visto l’affluenza di almeno 5000 persone, tantissime in bicicletta o a piedi, provenienti dalla Riviera del Brenta, oltre che da altre province e regioni.

Grande soddisfazione esprime il comitato Opzione Zero, che insieme ai gruppi La Fornace e Mira On Air Festival, ha supportato l’organizzazione dello spettacolo: “Questo risultato è stato possibile prima di tutto grazie all’intuizione e alla straordinaria disponibilità degli artisti Marco Paolini, Natalino Balasso e Gualtiero Bertelli. Un ringraziamento speciale va poi a tutte le volontarie e i volontari che hanno lavorato duramente prima, durante e dopo lo spettacolo; e infine anche alle tante ditte, agli enti e alle associazioni che hanno voluto in forme diverse sponsorizzare l’iniziativa”.

Come indicato dal palco da Marco Paolini, i soldi sono stati raccolti al termine della manifestazione in modo differenziato, lasciando cioè a ciascuno la responsabilità di scegliere a quale via o zona far pervenire la propria donazione. Nel dettaglio il risultato è stato il seguente:

– per il Comune di Dolo: 5.026 euro per via Ettore Tito, 4317,47 euro per via Carrezioi, 4163,5 euro per via Seriola, 4147,92 per via Melloni, 2392,78 euro per la località Cesare Musatti, 2567,72 euro per via Martiri della Libertà, 1929,12 euro per via Galvani, 1770,5 euro per altre zone in Comune di Dolo, 2580,40 euro per via Fratelli Bandiera

– per il Comune di Mira: 2480,46 euro per via Brenta Bassa, 919,1 euro per via Agnesi, 1656,87 euro per altre zone di Mira;

– per il comune di Pianiga: 3511,97 euro per la zona di Cazzago

Infine, molte persone hanno scelto di delegare Paolini, Balasso e Bertelli su come meglio destinare le sottoscrizioni, rispettivamente: 7299,89 , 5318,26 e 2073,23 euro.

Nel rispetto della modalità di raccolta delle offerte, e come già annunciato, tutte le donazioni saranno distribuite nel più breve tempo possibile, con piena trasparenza e in modo diretto alle famiglie più disagiate, senza cioè ulteriori passaggi attraverso associazioni o enti pubblici.

Unica nota stonata le dichiarazioni rilasciate dalle amministrazioni di Dolo e Mira sulla gestione dei soldi raccolti dalle associazioni e sulla necessità di versare tutti i fondi nei conti correnti dedicati dai tre Comuni di Dolo. Sul punto interviene Mattia Donadel, presidente di Opzione Zero:

“Come comitato troviamo quanto meno inopportune queste dichiarazioni rilasciate a ridosso di un evento di questa portata, evento tra l’altro patrocinato dai medesimi Comuni. Noi siamo stati fin da subito chiari con i Sindaci sul fatto di non accettare altre mediazioni per la distribuzione dei fondi raccolti dalla nostra organizzazione, al contempo ci siamo impegnati a rendicontare il tutto in modo trasparente. Del resto questo è quello che ci è stato chiesto dagli autori dello spettacolo, oltre che da tante persone. Il problema non sta nella mancanza di fiducia verso le amministrazioni comunali, quanto piuttosto nel fatto che ci sono difficoltà evidenti e oggettive nella erogazione delle somme raccolte nei conti correnti pubblici. Di fatto i pochi aiuti economici o materiali ricevuti dalle vittime del tornado, fino ad ora sono arrivati proprio da associazioni e gruppi spontanei, non certo dal Governo, né dalla Regione e nemmeno dai Comuni. Quindi prima di aprire inutili polemiche forse sarebbe il caso che ciascuno riflettesse sulle proprie responsabilità”.

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