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GAZZETTINO – ROSA’ Il presidente Cuman interviene per chiarire i lavori in atto nel medesimo luogo dove la superstrada passerà tra poco

RASSICURAZIONI  «Ci coordiniamo con i tecnici Spv»

Ma i residenti non capiscono le opere

Sulle tubature irrigue che inquesti giorni gli addetti del Consorzio di Bonifica Pedemontana Brenta stanno posando con degli escavatori in zona Borgo Tocchi, dove dovrebbe passare la Pedemontana, interviene con una precisazione il presidente dello stesso Consorzio Danilo Cuman.
Il caso era stato sollevato da alcune famiglie del posto, che avevano osservato come questa operazione fosse inutilmente dispendiosa per il denaro pubblico, dal momento che quando passerà tra pochi mesi la superstrada, le stesse tubature dovranno essere rimosse.
«È da premettere che il Consorzio di bonifica Brenta deve garantire il servizio irriguo agli utenti interessati – precisa con una nota il presidente Cuman – e che per questo pagano il relativo tributo, e la stagione irrigua è ormai prossima. Pertanto gli attraversamenti irrigui devono essere realizzati, non potendo attendere i tempi di esecuzione della nuova infrastruttura viaria. Peraltro lo stesso Consorzio da parecchio tempo ha inviato alla Spv il progetto irriguo, in modo che la stessa Spv ne tenga conto. Si vuole d’altro canto specificare che con gli addetti della Spv vige una proficua e continua collaborazione, in modo da organizzare le lavorazioni che possono interferire tra le due realtà – irrigua e viaria – nel modo migliore possibile, tanto che c’è stata piena sintonia con i tecnici della superstrada per attivare immediatamente gli adeguamenti necessari alla rete tubata al fine di evitare, ove possibile, spostamenti successivi. In alcuni casi, tuttavia, tali spostamenti non sono realizzabili se non nel momento in cui i lavori stradali verranno effettivamente iniziati, e la loro calendarizzazione non può certo essere imposta da parte del Consorzio; ma questo non vuol dire che le tubazioni che vengono posate non possano utilmente essere riutilizzate al momento opportuno. Per quanto ci riguarda, quindi, non si ritiene che si possa parlare di “spreco di denaro pubblico” o di “mancato dialogo tra società che lavorano per il pubblico”, avendo in particolare il nostro Consorzio precise responsabilità nei confronti del mondo agricolo per garantire le produzioni colturali».ù
Parere opposto a quello di alcuni residenti locali, come si vede. Chi ha ragione? Il tempo lo dirà. Tra alcuni mesi si controllerà la situazione. Se il presidente del consorzio Danilo Cuman ha ragione, lo ricorderemo anche fra un anno. In caso contrario risolleveremo il problema.

Silvano Bordignon

 

Gazzettino – Pedemontana, il Tar sblocca i lavori

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17

gen

2014

VENETO – Il Tar boccia i ricorsi contro gli espropri di terreno

Via libera alla Pedemontana sarà inaugurata entro il 2017

PEDEMONTANA – I lavori continueranno: «Risultato importante» per l’assessore Renato Chisso

VENETO – Dal Lazio il via libera ai cantieri: bocciata la richiesta di sospensiva contro gli espropri

La Superstrada sarà pronta per la fine del 2017. Zaia: «Si acceleri». Residenti esentati dal pedaggio

Per la Pedemontana arriva il via libera del Tar del Lazio: i cantieri possono proseguire. Si tratta dell’autostrada che dovrà collegare Montecchio Maggiore (Vicenza) a Spresiano (Treviso) e che, stando al cronoprogramma, dovrebbe essere operativa per la fine del 2017. Solo che erano arrivate un po’ di carte bollate: due ricorsi, uno dell’Associazione Parco Rurale delle Rogge onlus, relativo a terreni tra Bassano e Rosà, e l’altro di una quarantina di privati che contestavano gli espropri. A fine dicembre il Tribunale amministrativo regionale del Lazio aveva accolto, in via cautelativa e “inaudita altera parte”, la richiesta di sospensiva. Mercoledì c’è stata la Camera di consiglio e ieri è stata resa nota l’ordinanza: la richiesta di sospensiva è stata bocciata.
Soddisfatto il commissario per la Pedemontana, Silvano Vernizzi: «I lavori proseguono senza intoppi». Così come il governatore Luca Zaia: «Avanti tutta, con la consapevolezza che la Pedemontana serve al Veneto, ai cittadini, all’economia e alla sicurezza della mobilità in un’area dove le infrastrutture sono carenti». «L’auspicio che mi sento di fare – ha aggiunto il presidente della Regione – è che il cronoprogramma dei lavori, che riguardano un’opera tra le più ambientalmente inserite nel territorio d’Europa, non venga solo rispettato, ma se possibile superato dalla capacità delle nostre imprese. Ricordo che per la realizzazione di questa arteria, chiesta da decenni dalla gente e dalle amministrazioni locali, sono impegnate in subappalto solo imprese venete, che creano reddito per alcune centinaia di lavoratori». Insomma: l’invito è di fare presto, di accelerare e completare l’opera prima del 2017.
Soddisfatto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso: «Una buona notizia che non può che farci piacere. La Pedemontana veneta è un’opera necessaria per il territorio e chi si oppone con assurde motivazioni non fa altro che intasare di pratiche inutili i Tribunali di questo Paese che di tutto hanno bisogno tranne che perdere tempo. Andiamo avanti convinti di fare il bene del territorio e dei cittadini». E Costantino Toniolo, presidente della commissione Bilancio di palazzo Ferro Fini: «La Pedemontana è un’opportunità per le aziende di costruzione locali – grazie ai subappalti, con centinaia di addetti occupati – in questi anni di lavori, ma soprattutto un mezzo sicuro e veloce per far circolare persone e merci in un’area poco servita da decenni».
Va ricordato che l’opera sarà realizzata con il sistema del project financing. Per realizzare i 94,5 chilometri di superstrada c’è stato un finanziamento pubblico di 170 milioni di euro, cui si sono aggiunti altri 370 milioni con il decreto Fare. L’opera in tutto costerà 2 miliardi e 258 milioni: la differenza sarà a carico dei privati – l’associazione temporanea di imprese S.I.S. che si è aggiudicata la gara – che poi introiteranno i pedaggi per tutto il periodo della concessione, pari a 39 anni.
I comuni interessati dal tracciato sono 36, ma quelli i cui abitanti sono esentati dal pedaggio sono 70 (47 nel vicentino e 23 in provincia di Treviso): l’esenzione dal pedaggio per i residenti dei 70 Comuni, a partire dal casello più vicino al comune di residenza, è per 21 chilometri in entrambe le direzioni. I cittadini dei comuni interessati all’esenzione dal pagamento – aveva spiegato al Regione al momento della presentazione dell’accordo – dovranno presentare il certificato di residenza e copia del contratto Telepass. L’esenzione sarà al 100 per cento per i primi dodici anni dall’entrata in esercizio della Pedemontana; al 50 per cento a partire dal tredicesimo anno e al 25 per cento dal diciassettesimo anno. Si inizierà a pagare interamente il pedaggio solo dal ventunesimo anno.

 

PEDAGGI AUTOSTRADE NO, PEDEMONTANA SÌ?

Condivisibile la tostissima presa di posizione del presidente della Regione Veneto Luca Zaia contro i pedaggi autostradali che salassano i veneti e, per esempio, non i friulani, anche sulla stessa autostrada. Ma mi chiedo: il Luca Zaia e la giunta regionale veneta tutta che inneggiano alla Pedemontana, che sarà a pedaggio pur non essendo nemmeno un’autostrada ma solo una superstrada, sono gli stessi o sono semplici omonimi?

Stefra Stropijc – Trieste

 

GRANDI INFRASTRUTTURE. Breganze-Marostica e casello Riese

E la legge sul femminicidio spiana la strada agli atti di Vernizzi: non più controlli della Corte dei Conti 25/10/2013

VENEZIA – Cosa c’entra la Pedemontana con il femminicidio? C’entra perché degli 11 articoli diventati legge nei giorni scorsi solo 5 come noto si riferiscono alla violenza sulle donne, i rimanenti 6 toccano altri temi. Tra cui l’aggiunta di nuove norme riguardanti la sfera di protezione civile, i cui interventi potranno essere più immediati. Per esempio gli atti dell’ingegner Silvano Vernizzi, super dirigente della Regione Veneto, che nel 2009 fu nominato dall’allora premier Silvio Berlusconi commissario delegato per l’emergenza nell’area interessata dalla realizzazione della Pedemontana Veneta a fronte di «disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilità nel territorio delle province di Treviso e Vicenza». Gli atti del commissario, in base alla nuova legge, non saranno più soggetti al controllo della Corte dei Conti. Tra di essi i progetti esecutivi del tracciato: per chiuderli la Regione sta facendo una corsa contro il tempo e la nuova norma arriva a spianare la strada. E non è l’unica novità che riguarda la Pedemontana: è di ieri il parere positivo della Conferenza dei servizi sulla variante alla tratta Breganze-Marostica con il nuovo svincolo e del casello di Riese Pio X, entrambi nei giorni scorsi avevano avuto il via libera dalla commissione nazionale Valutazione d’impatto ambientale.

STRADA SPIANATA. La norma contenuta nella legge sul femminicidio spiana quindi il cammino della superstrada di 94 km da Montecchio Maggiore a Spresiano che sta vivendo dal punto di vista delle “carte” passaggi cruciali per vedersi assicurata l’erogazione dei fondi pubblici.

CORSA CONTRO IL TEMPO. Il decreto sblocca-cantieri di fine agosto aveva assegnato 370 milioni alla Pedemontana da erogare in tre tranche, necessari a colmare la differenza tra i costi del progetto preliminare pari a 1,8 miliardi e quelli del progetto definitivo lievitati a 2,130 e imputati secondo la Regione alle richieste arrivate dai sindaci per alleviare l’impatto dell’arteria sul territorio. Un extra-costo di 330 milioni sul quale il Governo era corso in aiuto, aggiungendo in più la somma di 40 milioni, necessari per equilibrare le condizioni finanziarie dell’opera che nel tempo sono cambiate. L’erogazione però avverrà ad una condizione: l’approvazione dei progetti esecutivi entro la fine del 2013, pena la perdita dei 370 milioni. Le tratte finora approvate sono due: la Villaverla-Breganze di 5,7 km e la Marostica-Rosa di 8,5 km, entrambe appartenenti al secondo lotto (i lotti sono tre). Mancano da approvare 12 tratte. Ieri l’ing. Vernizzi ha assicurato che i progetti esecutivi «saranno ultimati entro la fine di novembre».

PEF IN DIRITTURA. Anche il piano economico finanziario a quanto pare è in dirittura d’arrivo a metà novembre in Giunta regionale: sarà variato il contratto principale con il concessionario, con l’atto aggiuntivo dei 370 milioni in arrivo dallo Stato. In buona sostanza la nuova norma che ritiene gli atti del commissario non più soggetti alla Corte dei Conti permette nel caso dei progetti esecutivi di non dover ricorrere all’approvazione in Giunta per la loro sostenibilità economica per poi indirizzarli alla magistratura contabile, ma di avere una certa sicurezza di chiudere la partita senza particolari affanni.

ULTIMI VIA. Ieri infine è arrivato il parere della Conferenza dei servizi su due nodi mancanti: il casello di Riese e la variante del tratto Breganze-Marostica con il nuovo casello di Villaraspa di Mason. Nel progetto definitivo del 2010 erano previsti i due caselli di Breganze est e Marostica-Pianezze sui quali però non c’era l’intesa dei sindaci dell’area. Insieme alla Provincia avevano firmato un protocollo e con la Regione avevano trovato la soluzione di un nuovo casello: al Ministero – era l’8 agosto 2012 – era stata presentata la variante e riaperto l’iter di Via. Ieri, dopo 14 mesi, si è chiuso.

Roberta Bassan

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L’INIZIATIVA – Per promuovere il progetto domenica tutti in bici fino a San Marco 

CASTELFRANCO – Percorso ciclabile da Bassano a Venezia, Castelfranco capofila del progetto. La città murata coordina la stesura del piano per la pista ciclabile che andrà ad attraversare 3 province arrivano fino alla laguna.

Per promuovere il progetto questa settimana è stato organizzata la Transalpina Bike. Lunedì scorso una quindicina di ciclisti (quasi tutti bassanesi) sono partiti da Monaco di Baviera percorrendo tutta la ciclabile. Arriveranno sabato mattina a Bassano. Domenica ci sarà l’ultima tappa con partenza alle 8 da Castelfranco e arrivo in tarda mattinata a Venezia, lungo quello che sarà il percorso della ciclabile. Si farà tappa alla sorgenti del Sile, a parco San Giuliano a Mestre, in piazzale Roma a Venezia. Un gruppo raggiungerà poi piazza San Marco.

Nel progetto sono coinvolti una ventina di comuni veneti, coordinati proprio da Castelfranco. Il percorso ciclabile dovrebbe partire dal ponte vecchio di Bassano e passare attraverso Rosà, Cassola, Loria, Castello di Godego, Castelfranco. Da qui scendere per Piombino Dese, Morgano.

A questo punto si pensa a 2 diverse diramazioni. La prima verso Mogliano con conclusione a Mestre. L’altra attraverso Treviso, Casale sul Sile, Quarto d’Altino, arrivando a Jesolo con conclusione al Cavallino.

Il progetto era stato lanciato qualche mese fa per la prima volta. Dopo una serie di riunioni si è arrivati ora ad un coordinamento tra gli uffici tecnici dei Comuni coinvolti. «Contiamo di arrivare al progetto definitivo entro la fine dell’anno» spiega il sindaco Luciano Dussin «puntiamo successivamente a presentarlo alla Comunità Europea, in modo da ottenere dei finanziamenti per realizzarlo». L’idea è di individuare un percorso su strade già esistenti, le meno trafficate, seguendo le direttrici del Muson dei Sassi e del Sile.

Daniele Quarello

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