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IL PROGETTO – Ulss e Comune stanno valutando il trasferimento nell’ex tribunale

Gottardo: «Istituito un tavolo comune per predisporre uno studio di fattibilità»

Si prospetta la possibilità che il Distretto sanitario rivierasco possa essere trasferito nei locali dell’ex Tribunale di Piazzetta degli Storti o quantomeno vi possa essere uno sdoppiamento con parte dell’attuale distretto, potrebbe essere il settore materno-infanile, che rimane nella sede di Villa Lenzi a Mira e tutti gli altri settori che si trasferiscono a Dolo.

È la sindaca di Dolo Maddalena Gottardo ad anticipare questa eventualità. «In occasione dell’incontro avvenuto l’8 aprile col direttore generale dell’Ulss, Gumirato, è stato deciso di istituire un tavolo tecnico congiunto Ulss/Comune di Dolo, allo scopo di predisporre uno studio di fattibilità circa l’insediamento del distretto socio sanitario a Dolo nella sede dell’ex tribunale e per verificare nel contempo la risoluzione delle pendenze immobiliari tra Ulss 13 e Comune. I referenti per l’azienda Ulss 13 sono il dr. Angiolelli, per la parte Socio Sanitaria, e l’ing. Morrone per la parte Tecnica. – Il sindaco dolese ha proseguito – Per il Comune di Dolo partecipano al tavolo i responsabili dei settori Lavori Pubblici, Urbanistica, finanziario e Patrimonio».

Il via vai all’interno dei locali dell’ex tribunale di funzionari e tecnici del comune e dell’Ussl ed in particolare la presenza del dottor Angiolelli, direttore del distretto sanitario mirese, non era passata inosservata ed aveva fatto intuire che qualcosa stesse accadendo.

«Si – Ammette il sindaco – Il primo incontro è avvenuto il 22 aprile con la sola partecipazione dei tecnici, i quali si sono impegnati nel più breve tempo possibile a consegnare all’amministrazione diverse soluzioni progettuali. L’intento è quello di predisporre un documento tecnico che consenta a chiunque dovesse insediarsi nell’amministrazione di valutare l’opportunità dell’operazione. Della serie – ha concluso Maddalena Gottardo – noi lavoreremo fino all’ultimo giorno come se fosse il primo!»

Lino Perini

 

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