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Nuova Venezia – Fosso’. Via alla modifica dei lampioni.

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10

mag

2015

Centocinquanta mila euro per arrivare al contenimento luminoso

FOSSÒ – Il piano dell’illuminazione per il contenimento luminoso (Picil) promosso dalla giunta di Fossò ha ottenuto un finanziamento di 100 mila euro dalla Regione su un valore totale di 150 mila. Il progetto prevede di eliminare 100 lampade ai vapori di mercurio, 7 lampade agli alogenuri metallici e 13 al sodio alta pressione. Le 120 lampade, che diventano 94 in quanto vengono sostituiti 26 corpi illuminanti a doppia sfera, sono quelle di via Pisani, parco di via Don Giovanni Bosco, un tratto di via XXV Aprile, via Fiume, via Pola, via Papa Luciani, via Cartile, via Udine, via Trieste, via Pordenone, via Treviso e via Bolzano.

I nuovi lampioni sono a tecnologia Led ed idonei ad essere gestiti a distanza. Saranno inoltre sostituiti otto pali di sostegno e altri 23 saranno riverniciati. La potenza delle attuali lampade è pari a 13 mila watt, mentre con le nuove si scenderà a 3.525 watt con una riduzione del 71,2 per cento dell’energia consumata stimata su base annua in 40 mila kilowatt corrispondente a 13,30 tonnellate di minori emissioni di anidride carbonica.

«Questo progetto», spiega il vicesindaco Maurizio Lunardi, «corrisponde a un primo stralcio degli interventi previsti dal Picil sull’illuminazione stradale. È importante perché contribuisce a migliorare l’ambiente, i cittadini avranno unaottima illuminazione stradale e l’amministrazione avrà un risparmio».

Inoltre dei cinque quadri elettrici interessati, saranno mantenuti i tre a Fossò, già dotati di interruttore crepuscolare e di interruttore orario digitale, mentre i due di Sandon saranno sostituiti».

(g.pir.)

 

Fossò. Stanziamento dalla regione

FOSSÒ – Il progetto di riqualificazione energetica del polo scolastico del Comune di Fossò, ottiene un contributo di 1,2 milioni di euro dalla Regione. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di cogenerazione di energia termica ed elettrica.

Sul tetto dell’edificio che ospiterà l’impianto è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici, e inoltre sono previste 10 sonde geotermiche e una vasca per recuperare il calore dei reflui degli spogliatoi del Palazzetto dello Sport.

L’impianto è tarato per coprire il fabbisogno termico, elettrico e di acqua sanitaria del polo scolastico che comprende la scuola media ed elementare con le palestre, il palazzetto dello sport e, in prospettiva, anche l’asilo nido.

Il surplus di energia elettrica coprirà il fabbisogno degli altri edifici pubblici comunali e di parte dell’illuminazione pubblica.

Ai fini del risparmio energetico il progetto prevede anche la coibentazione delle due palestre delle scuole e del palazzetto dello sport.

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Fosso’. Energia nuova per le scuole

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3

mag

2015

FOSSÒ – Grazie ad un finanziamento di un milione e 200mila euro della Regione

Soddisfatta la sindaca: «Abbiamo sfruttato la filosofia del risparmio»

Dalla Regione del Veneto un contributo di 1.200.000 mila euro per il progetto di riqualificazione energetica del polo scolastico di Fossò. Un risultato sul quale la sindaca Federica Boscaro prova un’immensa soddisfazione. L’anticipazione è arrivata alla prima cittadina direttamente dall’assessore Regionale Massimo Giorgetti.

La graduatoria delle domande ammesse a finanziamento del bando della Regione Veneto per il «Programma attuativo regionale del fondo per lo sviluppo e la riduzione dei consumi energetici degli edifici pubblici» ha ampiamente premiato Fossò, che su un valore complessivo di 1.500.000 euro ne ha portati a casa ben 1.200.000. La decisione sarà formalizzata nei prossimi giorni dalla Regione del Veneto.

Il Paes (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile) era stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Fossò il 30 settembre 2014. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di cogenerazione di energia termica ed elettrica, con l’utilizzo del calore di scarto generato dalle caldaie a gas durante la produzione di energia termica.

Saranno inoltre installati pannelli fotovoltaici, 10 sonde geotermiche e una vasca a doppia intercapedine che recupererà il calore dei reflui dagli spogliatoi del Palazzetto dello Sport.

L’impianto coprirà il fabbisogno termico, elettrico e di acqua sanitaria di tutto il Polo Scolastico (scuola media, elementare, due palestre e palazzetto dello sport e in prospettiva anche per il futuro asilo nido).

Il surplus di energia elettrica coprirà il fabbisogno degli altri edifici comunali e di parte dell’illuminazione pubblica.

Sono state quantificate in circa 112,80 tonnellate annue le mancate emissioni nell’aria di CO2.

«Lavoriamo su questo progetto da due anni – ha dichiarato la sindaca Federica Boscaro – Alla necessità improrogabile di sostituire gli impianti di riscaldamento obsoleti degli edifici scolastici, abbiamo abbinato la filosofia del Paes sul risparmio energetico per un ambiente più sano».

 

L’OPERAZIONE – Blitz della Finanza in 48 tomaifici gestiti da cinesi nella Riviera e nel Miranese

Irregolarità nel 70% delle ditte: otto quelle chiuse per lavoro nero e carenze igienico-sanitarie

Concorrenza sleale, connessa a evasione e contraffazione, e sfruttamento al limite dello schiavismo dei lavoratori. Sono le facce della stessa medaglia dell’economia sommersa, quasi interamente nelle mani di imprenditori cinesi, che rischia di annegare il Distretto industriale della Calzatura nella Riviera del Brenta. Un’eccellenza del made in Italy, inteso come qualità, lusso, griffe, il cui fatturato annuo si aggira sul miliardo di euro con 6mila occupati.

E i numeri della seconda offensiva della Guardia di Finanza – Compagnia di Mirano e Baschi verdi di Venezia – messa a segno in collaborazione con la Direzione territoriale del lavoro, l’Inps e l’ufficio Igiene dell’Ulss 13, confermano il grado di pericolo della temuta quanto contrastata ondata anomala.

Il blitz con un centinaio di finanzieri in 48 tomaifici, nell’ambito dell’operazione battezzata “Colpo di tacco”, ha fotografato una situazione preoccupante come più volte denunciato da sindacati e associazioni di categoria: nel 70% dei laboratori manifatturieri sono emerse irregolarità fiscali e contributive con 28 addetti “fantasma” e 104 impiegati al di fuori della normativa contrattuale. In otto casi si è arrivati persino alla chiusura dell’attività. Si tratta di ditte situate tra Mirano, Fossò e Fiesso d’Artico: quattro per la presenza di operai in nero superiore al 30% del totale di occupati; quattro per l’assenza dei requisiti minimi di salubrità e di sicurezza.

«Le condizioni di maggiore precarietà le abbiamo riscontrate – spiega il capitano Michele Soragnese – in un opifici di Fossò dive i sette dipendenti erano costretti a ritmi produttivi opprimenti su postazioni telesorvegliate e alloggio attiguo anche con figli e mogli, senza aspiratori e prese d’aria, costretti a respirare le esalazioni delle colle senza a in spregio alle più elementari norme antinfortunistiche e igienico-sanitari.

Nei confronti di tutte le aziende individuate ora scatteranno le verifiche sul fronte fiscale e dell’abusivismo edilizio.

Da segnalare la nota di plauso diffusa dalla Cgil attraverso il segretario generale della Camera del lavoro metropolitana, Enrico Piron e del segretario dell Filctem, Riccardo Colletti: «Le Fiamme gialle devono continuare nell’azione di contrasto di questa filiera produttiva parallela senza scrupoli e concorrente alla raffinata produzione calzaturiera della Riviera».

 

FOSSÒ – L’Idrovia Padova – Venezia deve servire anche per la sicurezza idraulica. Lo sostiene la giunta del Comune di Fossò in una memoriaalla Regione. A febbraio la Regione aveva spedito una lettera presentando il progetto preliminare per il completamento dell’Idrovia come canale navigabile di classe 5 e con funzione di scolmatore del fiume Brenta con una portata di 350 metri cubi al secondo.

«Per la navigabilità dell’Idrovia», scrive la giunta di Fossò, «è indispensabile progettare una tipologia di battelli idonea alla navigazione fluvio-marittima in sinergia con la progettazione dei sistemi di movimentazione delle merci del porto previsto al largo di Venezia».

Il tema è però la portata del canale. «Per quanto riguarda la funzione di canale scolmatore», prosegue la giunta di Fossò, «si ritiene insufficiente l’ipotesi di una portata di 350 metri cubi al secondo. Siamo infatti in presenza di un elevato rischio idraulico connesso al sistema rappresentato dai fiumi Brenta e Bacchiglione, rischio aggravato dai cambiamenti climatici in atto. Per migliorare la sicurezza idraulica dei territori compresi fra Padova e il mare, si richiede che la portata dell’Idrovia sia progettata per scolmare 400/450 metri cubi al secondo».

(g.pir.)

 

FOSSÒ – «Serve una maggiore portata d’acqua». Il Comune di Fossò invia una memoria scritta alla Regione Veneto sul completamento dell’idrovia Padova-Venezia. La memoria è una risposta alla missiva ricevuta lo scorso mese di febbraio dalla Regione, sulla “progettazione preliminare per il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia” come canale navigabile e con funzione di scolmatore del fiume Brenta.

«Viene apprezzata l’indicazione data dalla Regione nel bando di gara per l’affidamento del servizio di progettazione preliminare del completamento dell’idrovia Padova-Venezia – recita la delibera della Giunta comunale di Fossò adottata il 19 marzo scorso. – Circa la funzione di navigabilità dell’idrovia è indispensabile progettare una tipologia di battelli idonea alla navigazione fluvio marittima. Per quanto riguarda la funzione di canale scolmatore si ritiene insufficiente l’ipotesi di una portata di 350 metri cubi d’acqua al secondo. Siamo infatti in presenza di un elevato rischio idraulico connesso al sistema rappresentato dai fiumi Brenta e Bacchiglione, rischio aggravato dai cambiamenti climatici in atto».

L’amministrazione comunale ritiene che «per migliorare la sicurezza idraulica dei territori compresi fra Padova e il mare e quindi proteggere le persone, i beni e le attività presenti, si richiede che la portata dell’idrovia sia progettata per scolmare almeno 400/450 metri cubi di acqua al secondo. Si chiede inoltre che la progettazione sia realizzata prevedendo che l’idrovia possa essere utilizzata, con idonei impianti di sollevamento, nei casi di emergenza allagamenti indotti da intense piogge locali».

 

CAMPOLONGO – Quattro serate ad hoc per far andare avanti con forza il progetto dell’idrovia Padova-Venezia. Questa l’iniziativa del comitato “Brenta Sicuro” che in questi giorni ha raggiunto i 25 incontri con gli amministratori del territorio.

«Un enorme grazie a loro», spiega per il comitato Marino Zamboni, «alla loro disponibilità e ferma determinazione. 25 è anche un numero simbolico: sono le amministrazioni, del Padovano e del Veneziano, che nel 2014 hanno chiesto alla Regione il completamento dell’idrovia Padova-mare. Negli anni precedenti altri cinque erano stati i Comuni che avevano chiesto il completamento. Ora aspettiamo la conferenza servizi che la Regione con l’assessore Maurizio Conte ha promesso di indire prima delle elezioni».

Intanto il comitato insieme ad altre associazioni e a Legambiente organizza quattro incontri sempre alle 2: il 10 aprile a Caselle di Selvazzano Dentro, al centro civico di Caselle in piazza Carlo Leoni 11. Il 17 aprile a Stra alla biblioteca di via Fossolovara 1. Parteciperà il professor Luigi D’Alpaos. Il 7 a Piove di Sacco, all’auditorium Papa Giovanni Paolo II, in via Ortazzi 9; infine il 15 maggio a Ponte San Nicolò, al centro civico Rigoni Stern.

(a.ab.)

 

FOSSÒ – Il comitato “Brenta sicuro” vuole inviare i filmati a Zaia e al Ministero

FOSSÒ – Quello avvenuto sabato scorso in municipio, a Fossò, con padrona di casa la sindaca Federica Boscaro, è stato il 25. incontro organizzato dal comitato “Brenta sicuro” con le amministrazioni interessate dal tormentato nodo idraulico costituito dai fiumi Brenta e Bacchiglione. Un territorio che coinvolge 30 comuni padovani e veneziani: “Brenta sicuro” vuole coinvolgerli tutti per completare una serie di videoclip da inviare al presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore all’Ambiente Maurizio Conte, all’assessore allo sviluppo economico Maria Luisa Coppola, al responsabile dell’Unità contro il dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi, Erasmo d’Angelis, e a tutti i parlamentari veneti presenti a Roma.

«Le amministrazioni comunali del Veneziano e del Padovano chiedono con forza il completamento dell’idrovia Padova-Venezia – marca il responsabile di “Brenta sicuro”, Marino Zamboni. L’obiettivo è noto: la realizzazione del canale come via d’acqua e come scolmatore delle piene di Brenta e Bacchiglione. Il rischio idraulico riguarda tutto il territorio compreso tra i due fiumi, abitato da oltre 500mila persone». I volontari del comitato hanno già intervistato 25 dei 30 sindaci: tutti hanno invocato il completamento dell’idrovia.

La gara per il progetto preliminare dell’opera è già stata indetta e l’assessore Conte ha dichiarato che a maggio illustrerà il progetto nel corso di una specifica conferenza. «È un grosso passo in avanti – ha aggiunto Zamboni – L’11 aprile scadranno anche i termini per eventuali ricorsi sull’aggiudicazione del progetto. Noi non rappresentiamo gruppi politici e non appoggiamo candidature alle prossime elezioni regionali. Quel che ci interessa è solo il perfezionamento della struttura».

Il prossimo incontro dell’associazione “Brenta sicuro” con le amministrazioni comunali veneziane avrà luogo il 17 aprile, alle 21, alla biblioteca di via Fossolovara, a Stra. Sarà presente l’ingegnere idraulico Luigi D’Apaos.

Vittorino Compagno

 

Gazzettino – Tutta la Riviera sul telefonino

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5

apr

2015

EXPO – Molte opportunità originali nei 17 progetti presentati da enti e associazioni

Dalle app per smartphone e tablet al pass unico per i trasporti di terra e di acqua

Sul telefonino tutte le bellezze e le opportunità della Riviera.

«I risultati raggiunti dall’Unione dei Comuni città della Riviera del Brenta in occasione di Expo2015 sono eccezionali. Tutti i tasselli rappresentati dai 17 progetti presentati da imprese, associazioni, enti pubblici e sodalizi del territorio, secondo il tema ’Riviera del Brenta: l’acqua che unisce e lega i territori, le attività e le tradizioni tra il Brenta, il Cornio e la Laguna Sud’, fanno parte di un complesso puzzle, frutto di una unione che ci unisce al di sopra dei colori politici. Il nostro non è matrimonio d’interesse, ma un matrimonio d’amore».

Tra l’emozione per il risultato conseguito, i consensi e gli applausi ricevuti nel salone nobile del municipio di Campagna Lupia da parte degli intervenuti, i quattro sindaci di Fiesso d’Artico, Dolo, Campagna Lupia e Fossò hanno avuto parole di gratitudine per quanti hanno collaborato alla realizzazione del piano, in special modo per l’Università Cà Foscari di Venezia, per il Centro studi Riviera del Brenta, per l’Apt Venezia, le associazioni del territorio e per tutto il personale della segreteria dell’Unione, capitanato dal consigliere delegato al Turismo Renato Trincanato.

Un progetto ambizioso e articolato, iniziato esattamente il 10 febbraio 2014 e che in Riviera non trova riscontri nel passato. Il tutto è contenuto in una app mobile per smartphone e tablet a tecnologia Android, tradotta in inglese, francese, tedesco, russo e cinese. Il Comitato dell’Unione dei Comuni città della Riviera del Brenta sarà l’unico ente istituzionale invitato da Expo2015 per l’inaugurazione del padiglione di “VenicetoExpo2015″.

Tra i 17 progetti presentati prevalgono i temi legati alle bellezze del territorio costituito dalle ville venete, le valorizzazioni delle produzioni enogastronomiche locali, l’esaltazione del contesto lagunare, le vie d’acqua interne e la loro importanza storica, le iniziative didattiche e le manifestazioni culturali riguardanti gli usi e i costumi locali e l’arte della calzatura di lusso realizzata in Riviera del Brenta. Su tutto la creazione di speciali card con sconti sulla ricettività alberghiera e sugli acquisti negli esercizi commerciali.

Non va infine dimenticato l’accordo “Riviera del Brenta pass”, sviluppato dall’Unione dei Comuni assieme ad Actv e Vela, primo del genere in Riviera del Brenta. Si tratta di un biglietto unico integrato per autobus di terra e linea acquea veneziana del costo di 28 euro e della durata di 24 ore.

Vittorino Compagno

 

FOSSÒ – Cinquantottomila litri d’acqua erogati in poco più di sei mesi. Questo è il primato ottenuto dal distributore d’acqua potabile comunale di Fossò. La “Casetta dell’acqua”, attiva da agosto, offre ai cittadini la possibilità di acquistate acqua microfiltrata naturale e frizzante ad un prezzo calmierato: 4 centesimi al litro per la naturale e 7 centesimi per la gassata. Il distributore è diventato un punto di approvvigionamento per circa 450 famiglie che hanno acquistato le tessere prepagate nel negozio convenzionato. Il distributore è dotato anche di gettoniera per chi è senza la tessera prepagata.

Dai dati diffusi dal Comune i 58 mila litri erogati hanno fatto risparmiare oltre una tonnellata di bottiglie di plastica, corrispondenti a circa 1300 kg di mancate emissioni di anidride carbonica.

«Un buon risultato», spiegano dal Comune, «in quanto è stato messo a disposizione un servizio a costi contenuti e si è realizzata una buona pratica a favore di un ambiente più vivibile. Si è infatti contribuito a ridurre i rifiuti costituiti dalle bottiglie vuote, oltre che ridurre i consumi necessari a produrre e movimentare acque imbottigliate». Analogo progetto è stato attivato a Vigonovo.

Giacomo Piran

 

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