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Gazzettino – Treni. Giornata nera per i pendolari.

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7

mag

2015

MESTRE / SAN DONA’

I SENSORI – Troppo carico convoglio bloccato

MOBILITÀ Giornata di passione per i viaggiatori, pesanti disagi sulla linea Treviso-Venezia

Stipati sul treno dei pendolari

Odissea a bordo della “Vaca Mora”, una sola carrozza in servizio per circa 400 passeggeri

Giornata pesante per i pendolari che quotidianamente si devono recare a Venezia per lavoro o per studio. Particolarmente impegnativo l’inizio per gli utenti del treno della linea che collega Adria a Venezia, passando per Piove di Sacco, Camponogara e Mira.

Di solito il convoglio, l’ex “Vaca Mora”, è composto di due carrozze che lungo la strada si riempiono di persone. Ieri, alle 6.10 , i pendolari in partenza da Adria hanno trovato una sola carrozza automotrice e hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, sapendo ciò che avrebbero vissuto dopo.

«Eravamo stipati come in un carro bestiame – lamenta Daniele Brandolese un pendolare che ha preso il cellulare per immortalare la scena – Dopo Camponogara eravamo in circa 400 nella carrozza. Il capotreno stesso era bloccato dalla gente e impossibilitato a muoversi, tanto che è stato aiutato in un’occasione da alcuni passeggeri per abbassare le barriere nella stazione di Oriago».

La segnalazione è partita anche a Sistemi Territoriali, la società partecipata dalla Regione che tra le altre cose gestisce anche la linea Adria-Venezia. «Ora – si chiedono altri pendolari inviperiti per il disservizio – dobbiamo pensare che è stato un guasto e che domani (oggi per chi legge) troveremo le due solite carrozze oppure è una mossa politica per cercare di ottenere qualcosa? Speriamo che non sia a nostre spese».

Intanto sempre ieri a Treviso un treno di pendolari sovraccarico diretto a Venezia è stato bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. Molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo «corto» e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un «Vivalto», e invece a fermarsi al binario è stato uno «Stadler»: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Dal marciapiede sono saliti i molti pendolari. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano. Così è scattato il blocco della trazione. Per gestire la situazione sono intervenuti anche gli agenti della Polfer.

 

TRASPORTI – Il comitato scrive alla Regione: «Situazione intollerabile»

Ritardi, l’ira dei pendolari

Ieri ancora disagi nella tratta ferroviaria tra Portogruaro e Venezia

Soppressi alcuni treni. Vetture stracolme

La causa un guasto a un passaggio a livello

SAN DONÀ – Nuovi ritardi e treni soppressi, Il Comitato dei pendolari del Veneto Orientale scrive al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e all’assessore regionale ai Trasporti Elena Donazzan. Ancora disagi nella tratta tra Portogruaro e Venezia. In una nota il Comitato segnala che ieri a causare il ritardo dalle 6.40 circa sarebbe stato un guasto di un passaggio a livello tra San Stino e Portogruaro che ha provocato ritardi a catena tra i 15 e i 25 minuti a diversi treni. Segnalata inoltre la chiusura di 3 vetture, di cui poi sarebbe stata riaperta soltanto una, sul Regionale 10012 in partenza da Portogruaro alle 7.44 con arrivo a Venezia alle 8.56, «uno dei più affollati treni del mattino – spiega il portavoce del comitato Nicola Nucera – arrivato a Venezia con 21 minuti di ritardo».

All’attenzione dei vertici della Regione anche la soppressione di 3 treni avvenuta martedì 5 maggio nella stessa tratta. Si tratta dei Regionali del mattino 10001 e 10002 e 10055 delle 19,57. In seguito alla soppressione dei primi due, il Regionale 10008 era dotato di 200 posti a sedere, anziché 500. «Dimezzando i posti a sedere – continua Nucera – si sono verificate situazioni di malessere tra i viaggiatori, con segnalazioni di mancamenti. Sempre l’altro ieri si sono verificati diversi importanti ritardi: Regionale veloce 2697 giunto a Portogruaro con 40 minuti di ritardo, Regionali 10049 e 10051 giunti con 30 e 10053 con 22 minuti di ritardo».

«Da quando c’è l’orario cadenzato i pendolari segnalano un bollettino di guerra quotidiano – ha commentato l’assessore alla Mobilità di San Donà Francesca Zottis – un deciso peggioramento del servizio nel Veneto Orientale con il taglio di alcuni treni». Trenitalia conferma che le questioni, dovute a guasti tecnici e al rispetto della normativa di sicurezza, sono state seguite dalla sala operativa che ha cercato di limitare i disagi inevitabili. La puntualità sulla linea si è ridotta solo in questi due giorno dell’87 per cento contro il 95 per cento del mese di aprile, ossia dopo un periodo prolungato di puntualità elevata.

Davide De Bortoli

 

Treviso. I passeggeri restano a piedi

Treno dei pendolari sovraccarico bloccato sui binari dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso.

Il sensore ferma il treno affollato

L’ODISSEA – Pendolari come sardine costretti a scendere e aspettare l’arrivo di un’altra corsa

Treno sovraccarico: tutti a terra

Peso dei vagoni eccessivo e sicurezza a rischio: convoglio bloccato in stazione dai sensori

Treno di pendolari sovraccarico, bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio.

È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso, dove molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo “corto” e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un Vivalto, e invece a fermarsi al binario è stato uno Stadler: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Inutile dire che dal marciapiede affollato sono salite decine di pendolari, stringendosi negli scompartimenti dei quattro vagoni. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano.

E automaticamente è scattato il blocco della trazione. Di fatto, il risultato di un errore di programmazione dei treni, ma tant’è. Una parte dei viaggiatori è stata fatta scendere, e problemi grossi non ce le sarebbero stati se l’11011 seguente fosse arrivato in orario. Il caso ha voluto che per un guasto alla linea, il treno in questione portasse 20 minuti di ritardo. Con il risultato che i pendolari hanno perso quasi un’ora. A gestire la situazione sono dovuti intervenire anche gli agenti della Polfer, anche perché il problema del convoglio fermo al binario ha causato a sua volta disagi anche per le corse seguenti. Ai viaggiatori, visibilmente contrariati, non è rimasto da fare che rassegnarsi al disservizio.

Lina Paronetto

 

Treviso, il Minuetto ko per il peso eccessivo. Scoppia la rivolta: cori dei pendolari contro la Regione

TREVISO – Alla faccia dell’annuncio fatto appena due giorni fa di nuovi treni, nuovi orari, nuovi servizi sulle linee ferroviarie venete, ieri mattina in stazione a Treviso si è consumata l’ennesima passione dei pendolari. Mancavano pochi minuti alle otto quando alla banchina numero 6 è arrivato il treno da Sacile per Venezia.

Tutti aspettavano i vagoni a doppio piano, gli unici necessari a caricare la grande quantità di pendolari che a quell’ora viaggiano sulla tratta, invece al loro posto sono arrivati quattro “blocchi” di uno dei nuovi convogli monopiano ideati per il “metrò di superficie”, che offriva però meno della metà dei posti dei treni a due livelli. Risultato? Stupore generale, sfottò, e corsa ad accaparrarsi un posto. Il treno a seguire infatti viaggiava con circa 20 minuti di ritardo lasciando tutti senza alternative.

I pendolari si sono stivati dentro i vagoni come solo loro hanno purtroppo imparato a fare lasciando però sul marciapiede decine di viaggiatori che materialmente non riuscivano più a salire.

«Una situazione bestiale» racconta Romeo, uno dei pendolari rimasti a terra, «degna di un paese del terzo mondo, altro che magico Veneto». Ma i guai non erano ancora finiti. Già, perchè stavolta a voler confermare quanto possa essere vergognosa la vita dei pendolari ci si è messa la tecnologia del nuovo treno caricato oltre misura ed andato letteralmente in tilt a causa del sovrappeso. Quando tutti si aspettavano la chiusura delle porte e la partenza del treno (che sarebbe arrivato a Mogliano incapace di far salire chiunque) non si è mossa foglia per la bellezza di venti minuti; venti minuti di rabbia che saliva sempre più, caldo, nervi tesissimi. Quando erano quasi le 8.20 è arrivato il capotreno a spiegare: «Il treno non parte, troppo carico, il sistema elettronico ha bloccato tutto».

Ed è stata bagarre. I pendolari a bordo sono dovuti scendere per scaricare il convoglio e riunirsi a quanti erano rimasti in banchina e lì la rabbia è esplosa in una serie di cori e proteste contro la Regione, l’ex assessore Chisso (finito in manette per lo scandalo Mose), Trenitalia. Urla e grida fra cui «vergogna» è l’unica riportabile.

Ci sono voluti alcuni minuti – e pure il passaggio della Polfer – per riportare la calma sui binari dove nel frattempo (con ritardo) era arrivato l’altro treno per Venezia dove si sono precipitati in tanti consci che non vi fossero altre possibilità.

(f. de w.)

 

Gazzettino – Mestre. Sfmr, ripartono i cantieri.

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7

mag

2015

TRASPORTI L’ex Coveco, ora “Kostruttiva”, sostituisce l’impresa che aveva abbandonato i lavori

L’ingegner Piva: «Per fine anno terminate le stazioni di Mestre e Gazzera»

Incarico a due ditte per completare l’opera

INTERVENTO – Parte da via Olimpia e arriva alla Gazzera

Il cantiere Sfmr parte da via Olimpia, si estende lungo la ferrovia fino al cavalcavia della Giustizia e, sull’altro fronte, attraversa la Gazzera

Si riparte. Addirittura – forse – con due imprese che opereranno in contemporanea per terminare i lavori entro fine anno. Il maxi-cantiere dell’Sfmr che parte da via Olimpia, si estende lungo la ferrovia fino ai piedi del cavalcavia della Giustizia e, sull’altro fronte, attraversa la Gazzera innestandosi su via Brendole, si è rimesso in moto da un paio di giorni per portare a termine le nuove stazioni del “metrò di superficie” della Gazzera e di Mestre centro. La Coveco (ora ribattezzata “Kostruttiva”) ha dunque sostituito la Cooperativa Costruzioni di Modena che aveva abbandonato il cantiere nell’autunno scorso, evitando di far saltare l’appalto regionale che, altrimenti, si sarebbe dovuto rifare daccapo.

«In questi giorni abbiamo iniziato le operazioni di pulizia e messa in sicurezza del cantiere – spiega Michele Piva, ingegnere e direttore tecnico di Kostruttiva -, interventi preliminari al riavvio dei lavori e che vanno di pari passo con la ripresa del rapporto con la Regione Veneto. Il nostro consorzio ha individuato la nuova impresa affidataria che, molto probabilmente, sarà affiancata da un’altra ditta proprio con l’obiettivo di terminare i lavori nel più breve tempo possibile. Quando? Pensiamo anche entro la fine di quest’anno».

Una marcia a tappe forzate per un cantiere che, aperto il 3 settembre 2009, doveva consegnare le due stazioni dell’Sfmr e le strade pronte nel marzo 2012, data progressivamente slittata in avanti e attualmente non ancora messa nero su bianco. Quelli di via Olimpia e della Gazzera (stazione e parcheggi, oltre alle strade di collegamento e al by-pass che toglierà il traffico di attraversamento dal centro della Gazzera), sono infatti i due tasselli mancanti del Sistema ferroviario metropolitano regionale, tra l’altro essenziali per il nodo di Mestre, visto che dalla stazione alle spalle di via Olimpia e il parco dei Sabbioni si potrà salire in treno ed andare a Venezia.

Le nuove stazioncine dell’Sfmr, entrambe dotate di parcheggi scambiatori da circa 150 posti, saranno a marciapiede rialzato e dotate di pensilina: quella di Gazzera tra le linee Mestre-Trieste e Mestre-Treviso, mentre quella di via Olimpia sarà sulla Venezia-Trieste. Tuttavia, per i vari problemi emersi a cantiere già aperto sulle distanze tra le nuove stazioncine, tutto venne riprogettato limitando quella della Gazzera solo a servizio della linea per Udine, ed arretrando di 300 metri verso la Gazzera quella di via Olimpia.

«Il primo passo concreto che tutti i cittadini potranno notare sarà la posa di una nuova passerella ciclopedonale sul Marzenego, all’altezza dei campi da calcetto – riprende l’ing. Michele Piva -. È pronta e sarà montata nelle prossime settimane, mentre in parallelo procederemo con la costruzione delle stazioni e, una volta risolti alcuni problemi con le interferenze delle linee dell’Enel, anche con il completamento della viabilità prevista dai progetti. Ripeto, ora il nostro obiettivo è di stringere al massimo i tempi».

 

Affollamenti sulla tratta Venezia-Portogruaro. Conte: «L’orario cadenzato non funziona»

QUARTO D’ALTINO – Ritardi e sovraffollamento ieri mattina lungo la tratta Venezia-Portogruaro, tanto che il comitato pendolari ha messo in allarme i viaggiatori dalla sua pagina Facebook, per avvertirli di possibili disagi in varie ore del giorno, ma i maggiori problemi, si sono avuti al mattino.

«Prosegue il malfunzionamento della tratta», spiegano i comitati.

A intervenire sulla questione è anche il sindaco di Quarto e candidata in Regione con il Pd, Silvia Conte. «È dal dicembre 2013 che con il nuovo orario cadenzato il servizio ferroviario voluto dalla giunta Zaia-Chisso è peggiorato su alcune tratte, per esempio la Venezia-Portogruaro, ma anche la Venezia-Treviso, con la cancellazione delle prime corse del mattino, le ultime della sera, nei festivi e prefestivi. Già allora era stato promesso “gara subito”.

Nel frattempo, solo grazie alla tenacia di comitati pendolari e di sindaci e di associazioni, qualche modifica è’ stata introdotta, ma il livello del servizio è ancora molto lontano da quella metropolitana di cui parla Zaia come testimoniano le cronache».

E ancora: «Apprezzo gli sforzi di Trenitalia che per prepararsi a competere con la concorrenza sta investendo anche in Veneto. Rimane il dato che la Regione guidata dalla Lega non ha investito un euro aggiuntivo al fondo nazionale per il trasporto pubblico locale in tutti questi anni».

(m.a.)

 

Ripristinate nei weekend le prime e le ultime corse. I pendolari: «Grazie, ma non basta»

PORTOGRUARO «È una modifica che avevamo richiesto noi, per cui è un piccolo passo senz’altro positivo. Ma è evidente che non basta». Così i comitati pendolari della tratta Venezia-Trieste giudicano le correzioni all’orario cadenzato che saranno introdotte dal 17 maggio.

Le variazioni sono state illustrate da Regione e Trenitalia a margine della consegna di un nuovo convoglio Vivalto per i trasporti regionali.

Le novità più importanti riguardano i Regionali 10000 (Portogruaro 4.13 – Mestre 5.25), 10001 (Mestre 5.25 – Portogruaro 6.23) e 10005 (Venezia 6.11 – Portogruaro 7.23) che circoleranno tutti i giorni, mentre attualmente si effettuano solo dal lunedì al venerdì.

Il ripristino anche al sabato e nei festivi del primo treno del mattino verso Venezia, quello delle 4.13 da Portogruaro, era tra le principali richieste formulate dai pendolari.

«È una modifica che avevamo richiesto per cui è sicuramente positiva, perché permette di prendere al mattino la coincidenza con le Frecce per Roma e Milano, oltre a consentire di usare il treno ai turnisti che il sabato e la domenica vanno a lavorare presto», commenta Nicola Nucera, dei comitati pendolari, «ma anche con questa modifica, di domenica, nelle stazioni minori, rimane un buco di quattro ore».

Per esempio a Meolo, dopo il Regionale 10000, che transita alle 4.46, il treno successivo è alle 8.17. L’altra novità, già in vigore, riguarda lo sdoppiamento e la velocizzazione del bus sostitutivo notturno tra Venezia e Portogruaro. Una corsa (la VE807) parte da Venezia alle 0.20 e percorre diretta l’autostrada fino a San Donà per poi proseguire fermando in tutte le località fino a Portogruaro (arrivo 1.55); l’altra corsa (la VE 805) parte da Venezia alle 0.20 e ferma ovunque fino a raggiungere Fossalta di Piave (1.23). Entrambe circolano tutti i giorni.

Ma la modifica non soddisfa i pendolari, che chiedono il ripristino del treno. E comunque non assolvono la giunta Zaia: «Ha ripristinato il treno del mattino, ma non dimentichiamoci che per un anno e mezzo ha mandato le persone al mattino a lavorare in macchina».

Mentre i comitati giudicano positivo il clima instaurato con la nuova dirigenza regionale di Trenitalia. «Finalmente con Trenitalia si può parlare», conclude Nucera.

Dopo le modifiche previste dal 17 maggio, il nuovo orario estivo da metà giugno non dovrebbe segnare variazioni. Sulle altre richieste avanzate dai pendolari il confronto slitterà all’orario di dicembre.

Giovanni Monforte

 

Nuova Venezia – Ferrovia-Bus “Nel 2017 biglietto unico”

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5

mag

2015

Potenziate le linee Padova-Bassano, Mantova-Monselice, Venezia-Conegliano

Otto nuove corse stradali e sdoppiata la linea notturna fra Venezia e Portogruaro

Treni, un nuovo Vivalto

VENEZIA – A poche settimane dalla chiamata alle urne la Regione riprende in mano la patata bollente del trasporto pendolare: ieri mattina, nel palazzo Grandi Stazioni di Venezia, è stato presentato il nuovo programma del trasporto pubblico veneto, che intende unificare biglietti e tariffe di autobus, treni e vaporetti entro due anni.

Il governatore Luca Zaia, l’assessore Elena Donazzan e l’amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano hanno inoltre inaugurato un nuovo treno a due piani «Vivalto», firmato la proroga per la gestione dei servizi al gruppo ferroviario e illustrato le prossime modifiche negli orari regionali.

«Questo è un giorno importante per tutti i pendolari» ha esordito l’assessore Donazzan « il coronamento di un percorso i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: abbiamo identificato le criticità e siamo subito intervenuti, migliorando i treni, aumentando i posti e le corse. Abbiamo stanziato 52 milioni per due nuovi centri di manutenzione, investito sulle locomotive diesel e reso gratuito il trasporto per le forze dell’ordine e l’esercito, allo scopo di aumentare la sicurezza sui convogli; ora con il biglietto unico siamo al punto di non ritorno per migliorare il trasporto, è stato acquistato il sistema di interoperabilità che consentirà entro 10 mesi di utilizzare una sola tessera per caricare i ticket di autobus, treni e vaporetti ed entro due anni anche le tariffe saranno unificate».

«Non è facile occuparsi di 160mila viaggi al giorno, quanti sono quelli nella tratta veneta» ha fatto eco lo stesso Zaia «ma già con l’orario cadenzato abbiamo ottenuto grandi risultati: oggi i pendolari non devono neanche più guardare i tabelloni, possono raggiungere i binari ad occhi chiusi sapendo già quando passerà la prossima corsa. Adesso vogliamo dare risposte alle esigenze dei lavoratori che magari viaggiano la notte e che rientrano nel dieci per cento dei treni non coperti dal cadenzamento. Sono infine in arrivo 250 carrozze riqualificate e 20 «Vivalto» nuovi di zecca, per avere un parco macchine finalmente adeguato».

Regione e Trenitalia hanno poi comunicato i potenziamenti previsti nelle prossime settimane: due nuovi treni fra Bassano e Padova al sabato mattina (il primo in partenza alle 10.40 dal comune vicentino, il secondo alle 12.16 dal capoluogo patavino); saranno ridotti i tempi di percorrenza dei treni sulla Mantova – Monselice per rendere più agevole l’interscambio con i regionali veloci della Venezia – Bologna, e tutti i regionali veloci della tratta Venezia-Conegliano-Sacile fermeranno a Preganziol, che sarà quindi servita da 83 treni al giorno; i regionali 10000, 10001 e 10005, ora disponibili solo da lunedì a venerdì, circoleranno tutti i giorni, mentre i regionali 5818/9 e 5844/5 partiranno anche di sabato. Dal 14 giugno, infine, i regionali 2876, 2875, 20489, 20490 e il bus VE708 circoleranno anche nel periodo estivo. Sono inoltre state istituite otto nuove corse stradali, è stata sdoppiata e velocizzata la corsa notturna fra Venezia e Portogruaro: uno dei bus collega direttamente, via autostrada, il capoluogo lagunare con San Donà di Piave, per poi proseguire fermando normalmente in tutte le stazioni eccetto Lison.

Giacomo Costa

 

Gazzettino – Calalzo. Torna il treno diretto per Venezia.

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1

mag

2015

Una nuova corsa che collegherà la montagna alla laguna solo nei giorni festivi. Pendolari delusi

NUOVO SERVIZIO – Potrà trasportare 120 persone e 32 bici

Torna il treno diretto Venezia-Vittorio-Calalzo, ma purtroppo per i pendolari che lo vorrebbero ogni giorno sarà limitato alle domeniche e ai giorni festivi di agosto.

Regione, Trenitalia e Dolomitibus, in collaborazione con la Provincia di Belluno, hanno annunciato nei giorni scorsi l’avvio del progetto turistico «Trenobus delle Dolomiti». Esso prevede che nei giorni festivi dal 26 luglio al 6 settembre si effettui un treno da Venezia Santa Lucia a Calalzo via Conegliano-Vittorio con 120 posti a sedere e possibilità di trasportare fino a 32 biciclette alla volta. Il treno partirà dalla stazione lagunare alle 7.50 e fermerà a Mestre, Mogliano, Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto, Santa Croce del Lago, Stazione per l’Alpago, Ponte nelle Alpi e Longarone e arriverà a Calalzo alle 10.25. Qui ci sarà un mezzo della Dolomitibus per Cortina attrezzato per il trasporto delle due ruote. Da Calalzo il treno compirà il percorso inverso con partenza alle 17.15 negli stessi giorni e con fermate nelle stesse stazioni.

Da tempo i comitati dei pendolari, dopo il cambio di treno obbligatorio a Conegliano introdotto dall’orario cadenzato, chiedono almeno una corsa diretta montagna-laguna nei giorni lavorativi. Per ora è arrivata solo quella festiva ed estiva.

«Nulla osta all’istituzione del treno diretto da Venezia a Calalzo nei festivi d’estate. È una novità che può incentivare la mobilità turistica, in particolare da sud verso nord. Potrebbe essere ripetuta anche in inverno, non tanto per il trasporto delle bici quanto per raggiungere le località sciistiche» commenta il vittoriese Diego Tiozzo, portavoce del comitato “Il treno dei desideri”, che aggiunge: «Confermiamo, insieme ai pendolari del bellunese, la richiesta di una corsa diretta dalla montagna alla pianura almeno nell’ora di punta del mattino».

Tiozzo non rinuncia a una chiosa velenosa: «L’arrivo della corsa diretta domenicale dimostra che forse l’orario cadenzato non è così intoccabile come in altre occasioni si cerca di sostenere».

Il “Treno dei desideri” si dice deluso per quanto (non) fatto da Comune e Mom per potenziare i collegamenti serali tra Conegliano e Vittorio: «Ci aspettavamo davvero di più. La sospensione dei collegamenti serali in questa parte della provincia e nel bellunese hanno leso pesantemente il diritto alla mobilità dei cittadini».

Luca Anzanello

 

«Bisogna potenziare il trasporto ferroviario della tratta Treviso-Venezia se si vuole ridurre il traffico del Terraglio (circa 120mila automezzi al giorno). Siamo sempre in attesa che decolli la Metropolitana di superficie, che prevede, oltre al transito di un treno ogni quarto d’ora, anche la realizzazione della nuova fermata tra Marocco e via Gatta. Ai cittadini va offerta la possibilità del trasporto alternativo per una maggiore sicurezza e per contenere l’inquinamento ambientale». Parla Luigi Novello, presidente del quartiere di Marocco, a proposito dell’incontro che si è tenuto la scorsa settimana a Mogliano sulla situazione viaria tra il Terraglio, via Marocchesa e via Gatta.

Nella riunione c’erano l’assessore alla viabilità di Mogliano Giovanni Scognamiglio, i rappresentanti della municipalità di Mestre, dell’Anas, delle Generali Italia e i proprietari dell’area ex Veneland e dell’ex Postiglione. Si parla dell’eliminazione dei due semafori in via Gatta e in via Marocchesa a favore di un rondò. Il quartiere di Marocco intende però essere parte attiva della soluzione del problema.

«È sempre bene accettare -aggiunge il presidente Novello- ogni miglioria per la sicurezza stradale. Resta il fatto che i residenti del quartiere Sant’Antonio continuano a rischiare ogni volta che devono raggiungere la fermata dell’Actv di via Gatta perchè costretti a passare per il collo di bottiglia del ponte sul fiume Dese».

Un anno e mezzo fa era crollato un tratto della riva del Dese costringendo i pedoni a transitare a bordo del Terraglio in totale assenza di un percorso ciclopedonale. Finora sono state perse due occasioni per risolvere i problemi. Negli anni ’80 le Generali avevano proposto di costruire, a proprie spese, una bretella di collegamento tra la sede della compagnia di via Marocchesa e il casello autostradale di Villabona. Ma l’amministrazione moglianese dell’epoca bocciò il progetto. Ha fatto flop anche il progetto del grande rondò, opera complementare al Passante di Mestre finanziata con 5,5 milioni di euro.

Nello Duprè

 

APPELLO DELL’ADICO

Orario cadenzato, depotenziamento del servizio, linee spezzettate. Dal 2013 sul tratto ferroviario Venezia-Belluno la situazione per i pendolari è diventata insostenibile. Adico, associazione difesa consumatori che può contare su migliaia di soci, dopo aver incontrato in questi giorni i rappresentanti del gruppo “Il treno dei desideri”, formato dai pendolari dell’Alto Trevigiano che vivono quotidianamente le problematiche del trasporto ferroviario sulla linea Venezia-Belluno-Calalzo, lancia un appello ai candidati alla presidenza della Regione e invita gli utenti a raccontare le proprie storie anche attraverso il sito dell’associazione (www.associazionedifesaconsumatori.it).

«Chi andrà a governare la Regione – dice Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – dovrà prendere in mano subito la situazione della mobilità ferroviaria del Veneto».

 

SALZANO – Un biglietto unico per integrare i trasporti in treno, in autobus e in vaporetto. Un accordo tra Regione, Actv e Trenitalia per prevedere biglietti e abbonamenti cumulativi, sulla scia degli esperimenti positivi già adottati in molte altre zone d’Italia.

È questa l’altra grande richiesta che arriva dai pendolari, stufi di dover pagare due volte anziché una. «Quando un treno viene soppresso molti decidono di prendere un bus – racconta uno studente di Spinea -. Paghiamo già l’abbonamento del treno, ma in quel caso siamo costretti a anche a comprare un biglietto del bus. Questo non è giusto».

Anche il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin punta forte su questa soluzione: «Si parla tanto di città metropolitana, un biglietto unico integrato sarebbe un ragionamento corretto in quest’ottica».

Sulla stessa linea Bruno Pigozzo: «La Regione deve incentivare l’aggregazione tra i vari gestori del trasporto pubblico. Con un biglietto unico per treno, autobus e vaporetto si potrebbe risparmiare nettamente sulla burocrazia per poi tornare ad investire sul servizio».

In Regione l’ipotesi è stata valutata più volte, ma ai vari studi non ha ancora fatto seguito un passo concreto.

(g.pip.)

 

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