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CHIOGGIA – La “partita” sulla privatizzazione della linea 80 Chioggia-Venezia si gioca oggi a Mestre, in villa Ceresa. Sindaco, maggioranza e opposizione alle 13 saranno in via Miranese per protestare contro la decisione della Provincia che, salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe ufficializzare la messa a gara dell’unica tratta che collega Chioggia a Venezia, con il timore che il servizio subisca pesanti riduzioni che potrebbero mettere in difficoltà le centinaia di pendolari.

Spunta però una nota interna di Actv che rassicura sulla presenza di precise clausole all’interno del bando di gara. In particolare, è previsto che il nuovo fornitore dovrà attenersi ai parametri di qualità del servizio attuali. In pratica quindi, il servizio potrebbe solamente migliorare e non peggiorare rispetto ad ora, pena l’interruzione del contratto con la linea che tornerebbe ad Actv nell’attesa di una nuova gara e di un nuovo affidatario.

In base a quanto succederà oggi a villa Ceresa arriverà anche la risposta dei sindacati, quasi tutti contrari, come l’amministrazione locale, alla privatizzazione della linea 80. La possibilità che venga fatto uno sciopero del personale Actv continua ad essere più che concreta.

M.Bio.

 

Nuova Venezia – Un altro treno guasto. Pendolari in croce.

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3

dic

2014

Il Trieste-Treviso-Venezia si è fermato bloccando un binario e causando ritardi su tutta la linea

MOGLIANO – Il guasto a un treno manda in tilt la Venezia-Udine: disagi, ritardi e pendolari imbufaliti. È successo ieri, tra le 13.45 e le 15: un’ora e oltre di vero e proprio caos, con sette treni regionali che hanno accumulato ritardi variabili tra gli 11 e i 44 minuti. A causare l’ennesima giornata nera sulla linea che attraversa la Marca è stato il convoglio in partenza da Trieste alle 10.56 e diretto in laguna. Qualche problema di tipo tecnico evidentemente si è manifestato già nella tratta fra Trieste e Treviso, dato che nella stazione del capoluogo della Marca il regionale è arrivato accumulando qualche minuto di ritardo. Niente rispetto a quello che sarebbe successo pochi chilometri più avanti. È fra Treviso e Preganziol, stazione dove peraltro non doveva sostare, che i problemi si sono manifestati in tutta la loro gravità, costringendo il personale viaggiante di Trenitalia a fermarsi eccezionalmente a Preganziol. Qui il treno si è fermato senza più ripartire verso Mogliano se non dopo diverse decine di minuti, completamente vuoto. Nel frattempo, infatti, i passeggeri del regionale 2452 erano stati fatti trasbordare sul treno successivo per proseguire il viaggio verso Mogliano, Mestre e Venezia. Il tutto non senza mugugni per l’ennesimo disservizio ferroviario.

Ma non è tutto: la presenza del regionale fermo sul binario a causa del problema tecnico ha imposto a Trenitalia di riorganizzare in fretta la circolazione sulla tratta Treviso-Venezia, pena la paralisi della circolazione. Ed è così che i treni tra le 13.45 e le 15 hanno circolato su un solo binario. Un senso unico alternato non certo indolore soprattutto per quanto riguarda i ritardi accumulati via via dai treni in transito. Secondo quanto riferito da Trenitalia, si è andati da un minimo di 11 a un massimo di 44 minuti, con una media ben superiore ai venti minuti. In tutto sono stati sette i treni regionali che hanno subìto ritardi a causa del convoglio fermo alla stazione di Preganziol. A pagare i disagi maggiori, soprattutto i ragazzi che usano il treno per spostarsi da casa a scuola e viceversa, oltre ai pendolari che lamentano anche la scarsità di informazioni. Racconta una pendolare di ritorno da Venezia che il suo treno è rimasto fermo per una quarantina di minuti a Mogliano, senza che nessuno chiarisse ai passeggeri cosa stesse succedendo. Un’attesa capace di infastidire non poco i pendolari che si sentono bistrattati per un servizio spesso contrassegnato da ritardi e disagi.

Rubina Bon

 

Chioggia. Domani la decisione sulla privatizzazione, scatta la manifestazione

CHIOGGIA – Tutte le forze politiche domani a Mestre per dire “no” alla privatizzazione della linea 80. Delegazioni dei partiti di maggioranza e opposizione raggiungeranno villa Ceresa, sede dell’assessorato ai Trasporti del Comune di Venezia, dove alle 13 è in programma l’incontro per deliberare sulla privatizzazione.

Il “no” alla privatizzazione della Venezia-Chioggia sarà anche formalizzato con molta probabilità oggi con un ordine del giorno in Consiglio comunale. Due iniziative del Pd a cui hanno aderito anche i partiti di opposizione. L’ultimo atto della vicenda sulla privatizzazione si compirà domani quando l’ente di governo (formato da Provincia, Comune di Venezia e Comune di Chioggia) dovrà deliberare in via definitiva sulla privatizzazione.

«Saremo tutti lì per manifestare in modo pacifico il nostro dissenso», spiega il capogruppo del Pd Mauro Boscolo Bisto, «Vogliamo dare un segnale evidente che tutta la città è contraria. Le rassicurazioni sul fatto che il bando conterrà clausole per mantenere la qualità del servizio e i diritti dei dipendenti non ci bastano. L’intera operazione non è chiara dato che gli accordi di un anno fa erano molto diversi. Tra l’altro è una scelta che viene presa da un ente, la Provincia, che fra un mese sparirà, e da un Comune, Venezia, che è commissariato. Perché non congelare la decisione e attendere sei mesi per avere un quadro politico più definito?».

Domani a Mestre con Pd e Udc ci saranno anche le opposizioni che pure nei giorni scorsi avevano tentato una difesa d’ufficio della Provincia sostenendo che il bando di gara contiene precise garanzie per i dipendenti e gli standard del servizio.

«Non siamo favorevoli alla privatizzazione», precisa il consigliere della Lega Marco Dolfin, «auspichiamo che ci siano ripensamenti dell’ultima ora. Domani saremo anche noi a Mestre per dire “no” e appoggeremo tutte le iniziative che il Consiglio comunale vorrà prendere a tutela del servizio e della città». Fuori da villa Ceresa ci sarà anche un presidio dei sindacati che attenderanno l’esito della riunione per decidere eventuali manifestazioni. «È solo una questione politica», ribadisce Alfredo Pipino dell’Ugl, «non ci sono altri motivi per procedere con la scelta sbagliata della privatizzazione. Confidiamo che ci siano ancora margini per trovare una soluzione alternativa sedendosi attorno al tavolo».

Elisabetta Boscolo Anzoletti

 

Nuova Venezia – Chioggia. In marcia per la linea 80

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3

dic

2014

CHIOGGIA – Consiglio mobilitato per la linea 80

TRASPORTI Il Consiglio comunale si schiera contro la privatizzazione

Domani manifestazione a Mestre contro la decisione di cedere la tratta

Maggioranza e opposizione a Mestre per protestare contro la privatizzazione della linea 80 Chioggia – Venezia decisa dalla Provincia. Domani, 4 dicembre, alle 13 in villa Ceresa a Mestre ci sarà la firma dell’accordo per la privatizzazione e la città si mobilità. Una decisione, quella della Provincia che non è piaciuta, non solo alla maggioranza, ma anche alla stessa opposizione. Oggi in Consiglio comunale dovrebbe essere votato all’unanimità un ordine del giorno per ufficializzare la contrarietà alla scelta della Provincia, già ribadita lunedì pomeriggio durante la commissione consiliare.

«Tutti quanti – afferma il capogruppo del Pd Mauro Boscolo Bisto – con il sindaco in testa saremo a Mestre per esprimere il nostro dissenso. Una scelta illogica fatta contro la città di Chioggia e i suoi cittadini. Siamo la seconda città della Provincia per numero di abitanti, meritiamo più rispetto. L’intera operazione ci lascia perplessi. Viene fatta da un ente che tra meno di un mese sparisce e da un Comune che è commissariato come quello di Venezia. Actv e i suoi lavoratori non possono dormire sonni tranquilli a prescindere dalle clausole all’interno del bando. La Provincia ha ignorato la scelta più sensata di mettere a gara le linee già subappaltate».

In Consiglio comunale il dissenso è unanime: «Se lo scopo di privatizzare la linea è ridurre le spese – afferma Gilberto Boscolo del Movimento 5stelle – si cominci dall’alto, riducendo il numero di dirigenti e i loro compensi e aumentando i dipendenti operativi». I sindacati sono sempre sul piede di guerra: «I lavoratori non devono pagare lo scotto di beghe politiche – afferma Alfredo Pipino segretario di Ugl Trasporti – la linea 80 è una linea in attivo e non è possibile che venga esternalizzata. Gli enti locali e l’azienda devono costituire un tavolo tecnico assieme alle organizzazioni sindacali per affrontare e individuare iniziative, interventi e possibili soluzioni».

Marco Biolcati

 

Chioggia. La Provincia chiede di ripianare 900 mila euro. L’assessore Mantovan: «Ci stiamo accordando con l’Actv»

CHIOGGIA – Bufera anche sul trasporto locale. Entro il 31 dicembre il Comune dovrà adottare un piano che permetta di ridurre il deficit di 900.000 euro che ogni anno produce il trasporto urbano, ma al momento ha respinto due proposte della Provincia senza presentare una soluzione alternativa. Lo sostiene l’assessore provinciale ai trasporti Giacomo Grandolfo che ieri, disertando la commissione consiliare di Chioggia convocata per discutere della privatizzazione della linea extraurbana 80, ha fatto sapere che il Comune dovrebbe concentrarsi sul trasporto locale, unico di sua competenza.

Nella commissione comunale (trasporti), richiesta il 21 agosto ma concessa solo ieri, Grandolfo non si è presentato per precedenti impegni, ma con una mail ha informato tutti i consiglieri e gli amministratori sullo stato delle cose, sia per l’extraurbano che per l’urbano.

Per la linea 80 si va verso la privatizzazione, ma con un bando, sostiene l’assessore, che darà certezze sul mantenimento degli standard di qualità del servizio e sulle condizioni contrattuali per i dipendenti.

«La linea 80 non attiene alle competenze del Comune», scrive Grandolfo, «che invece è chiamato ad assumere decisioni sull’affidamento in house o con gara dei suoi servizi urbani. La I commissione di Chioggia dovrebbe quindi chiedere conto delle decisioni dell’amministrazione comunale sul trasporto urbano non più prorogabile così com’è dopo il 31 dicembre. Scelte che vanno presentate all’autorità di bacino prima dell’assemblea che si tiene entro metà dicembre. Agli amministratori di Chioggia abbiamo ribadito la disponibilità della Provincia, nell’ambito della gara per la linea 80, di inserire nel bando una maggior percorrenza chilometrica, coprendo parte del percorso urbano, o addirittura di fare un’unica gara integrando urbano e extraurbano. Proposte che ci sono state rigettate, ma senza ufficializzare un’alternativa. Sulla linea 80 le polemiche di questi giorni sono infondate: il bando darà piene garanzie ai dipendenti, secondo le clausole sottoscritte con i sindacati, e agli utenti. E’ evidente che si tratta di una strumentalizzazione solo politica».

«La Provincia non mantiene gli accordi», sostiene l’assessore ai trasporti, Mauro Mantovan, «a agosto 2013 si era stabilito che sarebbe stata privatizzata la parte di servizi extraurbani già oggi in subappalto. L’assessore Grandolfo non è venuto in commissione perché temeva il confronto. Sull’urbano stiamo lavorando in accordo con Actv per recuperare il deficit con sforzi equivalenti dell’azienda, del personale e del Comune. In appalto andranno le linee 21 e delle frazioni che già oggi sono esternalizzate».

Elisabetta B. Anzoletti

 

CHIOGGIA. Sindacati pronti a dichiarare lo stato di agitazione per la privatizzazione della linea 80. La discussione ieri in I commissione consiliare non ha modificato la preoccupazione che da giorni serpeggia e l’assenza dell’assessore provinciale ha limitato le possibilità di confronto. La maggioranza Pd-Udc ha ribadito la netta contrarietà all’esternalizzazione. Anche le opposizioni hanno espresso qualche perplessità, ma Lega, Forza Italia e civica per Chioggia sostengono che comunque il bando di gara prevede il mantenimento degli standard di qualità e di frequenza delle corse e le condizioni contrattuali attuali per i dipendenti. «Siamo fortemente preoccupati», ribadisce Valter Novembrini (Filt Cgil), «non c’è nessun valore industriale in questa ipotesi di esternalizzazione, si tratta di una decisione unicamente politica che andrà a penalizzare Chioggia e i dipendenti. Se non ci saranno dietrofront della Provincia, ci prepariamo allo sciopero che potrebbe essere proclamato anche prima di giovedì».

(e.b.a.)

 

Scontro tra gli assessori Grandolfo e Mantovan sulle corse per Venezia

Provincia e Comune ai ferri corti sulla privatizzazione della linea 80 Chioggia-Venezia.

Ieri pomeriggio si è tenuta la commissione consiliare sulla questione, ma dalla Provincia non è arrivato nessuno. «Invitato troppo tardi, avevo già un impegno», ha comunicato l’assessore provinciale ai Trasporti, Giacomo Grandolfo.

Grandolfo critica poi l’atteggiamento della giunta Casson: «La linea 80 non è un argomento di competenza del Comune. Lo è invece il trasporto urbano. I servizi attuali non sono più prorogabili oltre il 31 dicembre 2014 e, ad oggi, Chioggia non ha ancora comunicato cosa intenda fare. Durante un precedente incontro con il sindaco Casson e l’assessore Mantovan avevo ribadito la disponibilità della Provincia a perseguire due strade per ridurre il deficit con Actv, pari a circa 900 mila euro l’anno. Era possibile inserire nel bando della linea 80 la possibilità che questa si integrasse con quella urbana con un risparmio notevole in chilometraggio, oppure fare un’unica gara integrata, urbano ed extraurbano. Sindaco e assessore hanno rifiutato entrambe le proposte, seguendo la linea della Cgil rispetto al chiaro ed evidente interesse degli utenti».

Grandolfo difende ancora la decisione di privatizzare l’80: «Il bando – conclude – garantisce la qualità dei servizi e vi sono clausole di garanzia a favore dei lavoratori che, se decidessero di passare da Actv alla società vincitrice dell’appalto, verrebbero immediatamente assunti con gli stessi contratti attuali».

Ma l’assessore locale ai Trasporti Mauro Mantovan replica: «Non è venuto ieri in commissione – afferma – e ancora stiamo aspettando una nota ufficiale sulla sua volontà di privatizzare la linea 80. Per parlarci ho dovuto chiedere io un incontro a ottobre. Stiamo parlando dell’unico collegamento che la città ha con Venezia e non si è mai degnato di venire qui a comunicare le sue intenzioni o almeno di mandare il suo dirigente a parlare con il nostro. Un atteggiamento scandaloso. Per quanto riguarda l’urbano noi stiamo portando avanti con Actv un piano di risanamento che permetta di avere un servizio dignitoso».

E mentre la politica discute, i sindacati preparano lo sciopero che potrebbe essere indetto non appena sarà ufficializzata la messa a gara della linea 80, prevista per il 4 dicembre. «Mi auguro che la Provincia ci ripensi – afferma Walter Novembrini, segretario Filt Cgil Trasporti -. È una scelta illogica, e chi l’ha decisa si assumerà le conseguenze degli eventuali futuri disservizi».

 

VENEZIA – Due convogli rimasti fermi tra Mestre e Santa Lucia, la rabbia dei viaggiatori

Guasto sui binari, passeggeri “prigionieri”

Doppio guasto sui binari nella giornata di ieri tra Mestre e Venezia. I passeggeri, rimasti bloccati per oltre un’ora sul ponte della Libertà hanno manifestato la loro rabbia al personale di bordo che per motivi di sicurezza non li faceva scendere. Alcuni sono comunque riusciti a sbarcare e a proseguire a piedi. È accaduto sul regionale per Verona delle 8.12, a bordo del quale viaggiava anche il sottosegretario Enrico Zanetti. Nel pomeriggio, stesso copione sul treno da Bassano che sarebbe dovuto arrivare a Venezia alle 16.15. Tra i passeggeri bloccati qualcuno ha anche chiamato il 112 e il 113.

 

STAZIONE – Momenti di tensione ieri: due convogli fermi per oltre un’ora

Giornata decisamente no, quella di ieri, per chi viaggiava in treno. Per ben due volte nell’arco di una decina d’ore si è verificato un blocco lungo la linea del ponte translagunare che ha tenuto “prigionieri” centinaia di passeggeri per oltre un’ora.

Il primo guasto si è verificato a bordo del treno locale partito da Venezia alle 8.12 e diretto a Verona. Il convoglio si è fermato nel bel mezzo del ponte, mentre a bordo c’era già chi imprecava per la perdita delle coincidenze in partenza da Mestre. Tra questi, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, rimasto anch’egli bloccato a bordo.

«Dovevo prendere il treno delle 8.47 per Roma in partenza da Mestre, ma sono rimasto sequestrato assieme ad un centinaio di altri passeggeri sul ponte. Siamo scesi a Marghera in pochi – prosegue nella testimonianza – dopo aver litigato con il capotreno che non voleva farci scendere. Poi abbiamo raggiunto Mestre fermando gli autobus di passaggio. Cose da Terzo mondo».

Nel pomeriggio, stessa sorte ma sul percorso contrario, è toccata al treno n. 5739 che da Bassano e Castelfranco doveva arrivare a Venezia attorno alle 16.15. A causa di un guasto agli scambi, anche questo è rimasto bloccato per quasi un’ora e mezza lungo il ponte della Libertà. Inviperiti i passeggeri, anche in questo caso almeno un centinaio, che dopo aver chiesto invano al capotreno cosa diavolo stesse succedendo e se potevano eventualmente proseguire a piedi, hanno deciso di chiamare la polizia.

«Ci hanno fatto restare fermi per almeno 90 minuti in mezzo al ponte – afferma Fulvio Bettini, uno degli sfortunati passeggeri a bordo -. In molti, praticamente tutti, avrebbero preferito scendere e proseguire a piedi per Venezia, arrivando sicuramente prima di questo treno».

Oltre al ritardo, la rabbia di non aver ricevuto alcuna informazione sui motivi dello stop. In molti hanno iniziato ad urlare e ad inveire contro le Ferrovie, e più di qualcuno ha chiamato il 112 e il 113. Il treno è però arrivato a Santa Lucia solo dopo le 17.30.

 

MIRA – Sistemi territoriali pronta a modificare l’orario cadenzato della linea Mestre – Adria ed il Comune di Mira invita i cittadini a segnalare osservazioni e proposte correttive. Entro mercoledì 3 dicembre i cittadini, in particolare gli utenti che utilizzano la linea ferroviaria Venezia – Adria che prevede fermate a Stazione Porta Ovest, Oriago e Mira Buse, sono invitati a segnalare le proposte correttive a Sistemi territoriali attraverso il Comune di Mira.

«Solo in questi giorni siamo venuti a conoscenza che Sistemi Territoriali sta valutando possibili modifiche all’orario cadenzato sulla linea Venezia – Adria – spiegano dall’amministrazione comunale di Mira – e pertanto invitiamo i cittadini, anche sulla scorta degli incontri effettuati nei mesi scorsi, a segnalare proposte correttive».

Le proposte vanno inviate direttamente all’assessorato ai Lavori pubblici che si incaricherà di trasmetterle poi a Sistemi Territoriali. Suggerimenti e proposte via internet sull’orario ferroviario andranno indirizzate a: urp@comune.mira.ve.it mentre quelle cartacee dovranno essere consegnate all’Ufficio Protocollo entro il prossimo 3 dicembre.

(l.gia. )

 

Chioggia. Lunedì la commissione che dovrebbe confermare la scelta per la tratta

Il centrodestra accusa il Comune di allarmismo. M5S contro l’esternalizzazione

CHIOGGIA – Aria di sciopero per i dipendenti Actv della linea 80 Venezia-Chioggia nell’occhio del ciclone in questi giorni per l’ipotesi della Provincia di esternalizzare il servizio. Le sigle sindacali attendono l’esito della commissione consiliare trasporti convocata per lunedì, ma se non ci saranno colpi di scena clamorosi sono pronte a proclamare lo stato di agitazione. Intanto si moltiplicano le reazioni politiche e i rimpalli di responsabilità su come è stata gestita la partita. Lunedì in commissione dovrebbero essere messi sul tavolo tutti gli elementi. La certezza al momento è che la Provincia deve dare in appalto il 10% del servizio e la scelta sembra indirizzata su Chioggia. «Gli amministratori comunali e il Pd in particolare», sostengono i consiglieri Beniamino Boscolo Capon (Forza Italia), Claudio Bullo (civica Per Chioggia) e Marco Dolfin (Lega), «volutamente hanno taciuto alcune parti del confronto con la Provincia facendo allarmismo su tagli delle corse e del personale. Anche noi siamo preoccupati della possibile esternalizzazione. Dove ci sono margini di intervento faremo la nostra parte. Va detto che l’assessore provinciale Grandolfo ha dato ampie rassicurazioni su molti punti contestati. Il bando per mettere a gara prevede punteggi superiori per chi si impegnerà a migliorare la qualità del servizio, in particolare su rispetto e puntualità degli orari, mezzi nuovi, pulizia. Il capitolato d’appalto, come da accordo con i sindacati, prevede la clausola sociale per mantenere le condizioni contrattuali del personale. Per risolvere i problemi dell’urbano che produce un buco di 900.000 euro l’anno, la Provincia ha proposto di integrare i due servizi, magari con un’unica gara di appalto, ma il Comune ha declinato e non ha presentato nessuna controproposta». Contro l’esternalizzazione pure il M5S. «Questo epilogo», sostiene il consigliere grillino Gilberto Boscolo, «è figlio di scelte aziendali e latitanze dell’amministrazione di Chioggia, tra cui spicca la recente chiusura dell’officina manutenzioni Actv di Sottomarina. Era prevedibile fosse il preludio dello smaltellamento del servizio Actv per passare la mano a un privato. In mezzo ci sta poi l’immobilismo dell’amministrazione che non ha fatto nulla per evitare tutto questo». L’assessore ai trasporti Mauro Mantovan rigetta le critiche ai mittenti. «La Lega», sbotta, «meglio farebbe a concentrarsi sulla bocciatura in Regione dell’emendamento sui rifiuti. Sui trasporti l’unica certezza è che la Provincia sta venendo meno all’accordo del 2013 in cui si dovevano esternalizzare i servizi già dato in appalto, per Chioggia le linee urbane 21 e delle frazioni».

Elisabetta B. Anzoletti

 

Gazzettino – Chioggia. Verso lo sciopero per salvare l’80

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29

nov

2014

TRASPORTI – I sindacati pronti alla mobilitazione contro la privatizzazione della linea Actv

L’opposizione difende la Provincia, ma Mantovan attacca: «Disattesi gli accordi»

La privatizzazione della linea 80 diventa un caso politico e intanto i sindacati, se nulla cambierà, potrebbero annunciare lunedì uno sciopero.
In città la questione continua a tenere banco e lunedì pomeriggio è in programma una commissione consiliare, in seguito alla quale Cgil Cisl e Uil potrebbero indire una mobilitazione dell’Actv. La tratta Chioggia-Venezia è infatti utilizzata da tantissimi pendolari, ma anche dagli stessi dipendenti Actv, in gran parte chioggiotti. Il timore è che la privatizzazione porti alla riduzione delle corse e della qualità del servizio. L’opposizione locale difende però l’operato della Provincia: «Il Pd ha volutamente creato allarmismo – affermano Beniamino Boscolo Capon, coordinatore provinciale di Forza Italia, Marco Dolfin, capogruppo Lega nord e Claudio Bullo della lista civica Chioggia -. Anche noi siamo preoccupati della possibile esternalizzazione del servizio, ma l’assessore Grandolfo ha comunque rassicurato tutti su molti punti. Basta infatti guardare il bando della gara che ha come criteri il miglioramento del servizio, con tanto di penali in caso di inadempimento e mancato rispetto della “carta della qualità dei servizi”». Ma la maggioranza tira dritto e punta il dito contro la Provincia. «Una scelta incomprensibile e vergognosa che mi auguro venga rivista – afferma il segretario del Pd locale Christian Boscolo Papo -. Siamo di fronte a un fatto gravissimo che colpisce direttamente la nostra città, migliaia di pendolari chioggiotti che ogni giorno lavorano a Venezia e, non ultimi, i lavoratori Actv che rischiano pesanti ripercussioni». Anche l’assessore alla Mobilità Mauro Mantovan attacca la Provincia: “«Dopo lo schiaffo ricevuto dalla città di Chioggia e dai comuni del litorale da parte della Lega nord che ha bocciato il federalismo dei rifiuti spiaggiati, ecco un nuovo colpo sui trasporti. L’esternalizzazione del servizio va contro l’accordo sottoscritto nell’agosto 2013 tra i comuni di Chioggia e Venezia con la Provincia. Nell’intesa raggiunta c’era l’impegno di mettere a gara solo i servizi già subaffittati (nel caso del nostro comune la linea 21 e la linea delle frazioni), senza alcuna ripercussione occupazionale in Actv».

Marco Biolcati

 

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