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ALTIVOLE – Il prefetto dice no alla presentazione del libro Strade Morte, in programma ad Altivole.

Ma il co-autore del volume Francesco Celotto non ci sta. «Il prefetto – attacca – ci ha negato l’autorizzazione a presentare il libro. La scusa? Ritenendo il tema legato alla campagna elettorale, ha chiesto di rinviare l’evento a dopo le elezioni. Ma stiamo scherzando? Siamo ancora in democrazia? Perché – precisa Celotto – non potremmo presentare un libro che tratta degli scandali del Veneto? Forse perchè ad Altivole passa la superstrada, forse perchè l’ex sindaca di Altivole è candidata o forse perché il tema potrebbe creare imbarazzo in casa leghista?

Ma si sbagliano – conclude Celotto – se credono di tapparci la bocca. La presentazione si farà comunque in altro luogo. Poi chiederò un incontro al prefetto per capire i motivi del diniego».

 

PEDEMONTANA – Il commissario contro Povegliano e Spresiano: «Non rispettate gli accordi»

«Se i caselli di Povegliano e Spresiano-Villorba creano troppi disturbi, possiamo anche cancellarli dal progetto della Pedemontana». È questa, in sintesi, la mezza provocazione con la quale Silvano Vernizzi, commissario della superstrada, replica alla diffida siglata giovedì da 9 sindaci trevigiani.

I primi cittadini di Povegliano, Spresiano, Villorba, Ponzano, Paese, Nervesa, Giavera, Volpago e Arcade hanno chiesto di non aprire i caselli in questione senza aver prima ultimato le opere complementari, non ancora finanziate, per evitare che il traffico della Pedemontana si riversi nei centri abitati. Due su tutte: la bretella di Povegliano e la tangenziale di Spresiano. Per la prima bisogna trovare circa 8 milioni. E per la seconda almeno 5,5 milioni.

Senza queste strade, hanno messo nero su bianco i sindaci, i paesi verrebbero invasi da auto e camion con «sensibile aumento dell’inquinamento e conseguente aggravio delle condizioni di sicurezza e salute degli utenti».

Considerazioni che Vernizzi non ha preso benissimo. Tanto che subito dopo aver letto la lettera, inviata anche a Regione e ministero delle infrastrutture, ha fissato per mercoledì prossimo un faccia a faccia con i firmatari e lanciato l’aut aut.

«Nel mio ruolo di commissario non ho la funzione di reperire 8 milioni per la realizzazione di opere mai previste in alcun progetto – mette in chiaro – con il Comune di Povegliano è stato firmato un accordo di programma in cui era prevista solo la progettazione, attualmente in corso, e non la costruzione della bretella. La cosa è nota al sindaco. Se per motivi politici interni deve sostenere altre tesi, ciò esula dalle mie competenze».

Discorso simile per la tangenziale di Spresiano. Il sindaco Missiato sperava di poter contare sui risparmi della Pedemontana per realizzare almeno il primo tratto da 5,5 milioni. Niente da fare.

«Non ha senso – taglia corto Vernizzi – la Pedemontana rispetta il suo piano finanziario da 2,2 miliardi». Da qui l’idea di cancellare direttamente i caselli: «La proposta che verrà avanzata ai comuni – conclude il commissario – sarà quella di non realizzare i caselli di Povegliano e Spresiano-Villorba, viste le problematiche che gli stessi determinano secondo quanto esposto dai sindaci».

Una mossa che i firmatari della diffida certo non si aspettavano. «Faremo le necessarie valutazioni – prende tempo Rino Manzan (Povegliano) – il discorso non può riguardare solo un Comune». «Noi siamo al servizio dei cittadini – conclude Riccardo Missiato (Spresiano) – va trovata una soluzione, non fatta polemica».

Mauro Favaro

 

PAROLA DI CANDIDATO / Marco Cagnin

«Urbanistica: valorizzazione dell’esistente e dell’ambiente»

Nel 2010 era in lista con la Lega Nord, ora si presenta con i “tosiani”, come mai?
«Nel 2010 ero con la Gottardo come indipendente, mi sono avvicinato poi alla Lega Nord. Ultimamente le posizioni della Lega erano diventate per me difficili da accettare. Tosi, meno ideologico e più concreto, è più vicino al mio modo di pensare».
A Dolo si attendono molto dal nuovo sindaco: quale sarà il suo impegno?
«Le nostre idee possono portare ad una svolta per il nostro Comune e il territorio. Allo stesso modo ho però bisogno dell’impegno di tutti ai quali chiedo una attività propositiva: è giunto il momento di fare, non ci possiamo più accontentare di delegare».
Dovesse evidenziare una priorità per Dolo cosa indicherebbe?
«Cessare di essere ‘rimorchio’ e ritornare ad essere ‘motrice’. Ciò significa valorizzare il territorio e richiamare in esso i servizi che si stanno allontanando, con un ruolo importante nella nascente città metropolitana».
I commercianti sono molto amareggiati. Cosa si può fare per loro?
«Valorizzando il territorio e lanciando momenti di aggregazione, si favorisce lo sviluppo di tante attività che ora stanno segnando il passo. Cercheremo di agire sulla tassazione per favorire le attività già presenti e quelle di nuovo insediamento».
Urbanistica: quale indirizzo pensa di dare?
«L’ultimo Prg prevedeva un incremento di 6000 abitanti, realizzato per poco più della metà. Le nuove visioni urbanistiche non richiedono di aumentare i volumi edificatori ma di riorganizzare gli esistenti con un occhio attento alla gestione del territorio e alla tutela dell’ambiente».

 

PAROLA DI CANDIDATO/ Giorgio Gei

«Un fronte comune per difendere l’ospedale»

«Vogliamo creare nuove opportunità per imprenditori e commercianti»

Quanto le sono serviti gli ultimi cinque anni di esperienza come consigliere di opposizione?
«Sono stati importanti. Credo che un’esperienza di opposizione possa senz’altro aiutare a governare meglio».

I vostri detrattori dicono che siete il movimento del “No”.
«È un’affermazione che poteva esser fatta anni fa, oggi i fatti ci hanno dato ragione e molti dei nostri ’no’ sono condivisi da altre forze politiche; potremmo dire che il nostro programma è diventato patrimonio comune».

Fra i “sì” c’è quello relativo al mantenimento dell’ospedale. In caso di elezione, cosa pensa di raggiungere l’obiettivo?
«Le scelte si fanno ovviamente in Regione. Cercherò di ricostruire, con gli eletti della Riviera, un fronte comune per spostare gli equilibri a favore di Dolo e utilizzare gli strumenti urbanistici esistenti per vincolare gli stabili dismessi dell’ospedale».

Nel programma della lista si parla di lavoro e innovazione con start-up high tech.
«Vorremmo gettare le basi per dare nuove opportunità ai nostri giovani e grazie all’uso delle nuove tecnologie favorire la nascita di una nuova imprenditoria».

I commercianti si lamentano che Dolo offre poco e che le tasse sono le più alte della Riviera. Come pensa di poter rimediare?
«La crisi che stiamo attraversando non può essere risolta da un Comune.
Insieme con gli operatori vorremmo condividere un percorso che possa riportare Dolo ad essere il cuore commerciale della Riviera».

Nel vostro programma si parla di tutto tranne che di sport. Come mai?
«Nel nostro programma evidenziamo gli aspetti educativi e sociali che la pratica sportiva riveste e la necessità di valorizzare il lavoro svolto dalle tante società sportive del territorio».

 

Gazzettino – Ulss 13. Pronto soccorso antidolore.

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22

mag

2015

SANITÀ – A Mirano e Dolo il paziente viene curato anche durante l’attesa

Prevista la somministrazione di analgesici nei casi meno gravi ma comunque sofferenti

SODDISFATTI – Commenti positivi dal Tribunale del malato

Dal forte mal di denti alla lussazione di una spalla, dalla ferita profonda ad una brutta distorsione. Quanti sono i casi in cui un paziente rimane ore ad attendere in pronto soccorso pur provando un forte dolore? Tantissimi, quotidianamente. Spesso in questi casi al paziente viene assegnato solamente un codice bianco o verde: magari deve aspettare mezza giornata perché prima di lui ci sono urgenze molto più grandi, ma intanto deve starsene seduto in sala d’attesa. Soffrendo e aspettando.

Ora, proprio per tendere la mano ai pazienti che si trovano in questa situazione, l’Ulss 13 punta sul trattamento del dolore anche durante l’attesa. Cosa significa? Seguendo la normativa nazionale (e in particolare la legge 38 del 2010 sulle «Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore»), il personale del pronto soccorso di Mirano e Dolo è invitato ad effettuare già una prima terapia antidolorifica durante l’attesa.

«In passato ai pazienti non veniva somministrato nulla prima della visita, ora invece l’indicazione è quella di utilizzare analgesici e antinfiammatori per alleviare il dolore» spiega il responsabile del pronto soccorso di Dolo, Biagio Epifani.

Una linea ovviamente condivisa dal primario Pietro Pacelli: «Ci stiamo impegnando molto in questo senso, è uno dei punti forti del nostro programma annuale».

Prima del trattamento specifico per patologie o lesioni, dunque, è prevista una cura per il dolore.

Un nuovo atteggiamento che soddisfa il Tribunale del Malato della Riviera del Brenta: «Il nostro commento è molto positivo – spiega la presidente Sandra Boscolo -. È importante che già al Triage venga chiesto ad un paziente se sta accusando dolore. Pensiamo per esempio ad un bimbo a cui bisognerà mettere dei punti di sutura: un antidolorifico può sedare il dolore e togliere ansia ai genitori durante l’attesa».

In questi giorni l’associazione «Cittadinanzattiva» sta distribuendo dei questionari nei due poli di pronto soccorso, tra le tante domande ci sono anche quelle sul trattamento del dolore.

 

Il biglietto semplice per Venezia passa da 5,5 euro a 6,4. Impennata degli abbonamenti

Biglietti e abbonamenti Actv, stangata per i pendolari di Chioggia e Cavarzere.

La Provincia ha disposto, dal primo giugno, dei pesanti rincari per sostenere i costi maggiori di assicurazione e di carburante. Nessun problema per la corsa semplice: spostarsi all’interno del Comune continuerà a costare 1,30 euro; l’unico, moderato rincaro è nell’abbonamento, che passa da 30 a 31 euro. Ma per andare a Venezia, il salasso è servito e non importa se ci si ferma in terraferma o a piazzale Roma. Il costo del ticket passa da 5,5 euro a 6,4. Aumento assai sostanzioso anche per gli abbonamenti: quello ordinario mensile passa da 62 a 70 euro con un aumento del 12%. Aumentato di cinque 5 euro anche quello degli studenti, che passa da 60 a 65.

Rincari che stanno mandando su tutte le furie i pendolari di Chioggia e Cavarzere. Solo quelli che dalla città clodiense si spostano quasi tutti i giorni a Venezia, per studiare e lavorare, sono oltre mille. In Facebook nei vari gruppi dedicati ai problemi della mobilità e dei trasporti locali non si parla d’altro. Quasi tutti considerano i rincari l’ennesimo salasso ai danni di chi studia e lavora lontano da casa e non ha altra soluzione se non quella di prendere l’autobus.

«È follia pura», scrive un utente su internet. «Siamo alle solite – afferma Alessandro Penzo, che ha aperto ed è amministratore su Facebook del gruppo “Utenti sconti Actv” – da tempo sentivamo parlare di questi aumenti, ma non si sapeva di che proporzioni fossero e quando sarebbero calati. Ora è arrivata la doccia fredda. Come sempre, quando si devono far quadrare i conti, non si abbassano gli stipendi dei dirigenti o si riducono le spese pazze all’interno della società, ma si va a colpire la classe più debole: quella dei pendolari. Si va a toccare il portafogli di chi non ha scelta. Per andare a lavorare o andare all’università l’unico mezzo è la corriera».

«Ci auguriamo almeno – prosegue Penzo – che abbiano la stessa celerità nel sistemare i problemi dei pullman. Quando viaggiamo con i finestrini aperti che non si chiudono, o con l’aria condizionata rotta, passano settimane prima che qualcuno intervenga».

Molti su Facebook dànno la colpa dei pesanti ritocchi anche ai tanti “portoghesi2 che salgono sull’autobus. «Una soluzione – scrive un utente – sarebbe quella di mettere i tornelli a piazzale Roma».

Marco Biolcati

 

I 50mila euro del “Bilancio partecipato” andranno alla revisione della struttura

Mira ha scelto: i 50mila euro destinati al progetto selezionato del cosiddetto “bilancio partecipativo” andranno ad iniziative di aggregazione e informazione giovanile. Il referendum conclusosi qualche settimana fa ha visto la vittoria del progetto che prevede interventi per l’aggregazione giovanile e l’informazione istituzionale; in pratica il fondo stanziato dall’amministrazione andrà alla riqualificazione del Centro Dedalo, alla creazione di una nuova ludoteca per bambini da 0 a 3 anni in biblioteca a Oriago e all’installazione di uno schermo per le comunicazioni tra amministrazione e cittadini.

Un risultato un po’ a sorpresa, considerato che tra i sei progetti individuati dai giovani che hanno partecipato alla formulazione delle proposte c’erano anche la riqualificazione delle aree verdi e alcuni interventi nelle scuole.

«Un’esperienza certamente positiva – ha commentato il sindaco Alvise Maniero con l’assessore alla Partecipazione Francesca Spolaor che hanno seguito l’iter – che ci ha consentito di avviare un dialogo con quei giovani che hanno risposto al nostro invito e che nel corso di cinque incontri si sono confrontati tra loro e con i funzionari comunali per arrivare a proporre dei progetti concreti».

Maniero non nega qualche problema, come la scarsa partecipazione. «Ripeteremo l’esperienza con alcune migliorie – assicura – sperando in un riscontro maggiore rispetto a questo primo esperimento (198 i voti totali, di cui 122 trasmessi via e-mail e 76 espressi con schede cartacee raccolte all’Urp e in biblioteca a Oriago)».

I progetti su cui erano chiamati a esprimersi i giovani erano sei: quello vincitore ha avuto una netta maggioranza (122 voti, il 61,5%). 31 voti ha ottenuto il progetto che prevedeva la manutenzione di strade comunali, con interventi di riasfaltatura in via Sabbiona e via Valmarana; 19 gettoni sono andati alla riqualificazione del parco di Valmarana; 14 ciascuno ai progetti di scale antincendio per la scuola media “Galilei” di Gambarare e per interventi di messa in sicurezza stradale; 10 alla riqualificazione del Parco del Donatore.

 

Gazzettino – Treni, i pendolari contano le “Frecce”

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22

mag

2015

FERROVIE FVG – Dubbi dei Comitati sui soldi pubblici alle lunghe percorrenze. I Civity dal 15 giugno

La Regione paga 3 milioni all’anno per Milano e Roma: «Semmai cambieremo dopo la maxi-gara»

UDINE – I treni veloci Frecciargento e Frecciabianca che collegano Trieste e Udine a Roma e Milano finiscono nel mirino dei pendolari del trasporto pubblico locale, perché poco frequentati e, sulla tratta regionale e fino a Mestre, non così rapidi come si converrebbe all’alta velocità.

Da qui la domanda-provocazione: i numeri dei viaggiatori e i tempi di percorrenza sono sufficienti a giustificare i 3 milioni di euro l’anno (per ora fino al dicembre 2015) che la Regione mette a disposizione per garantire ai cittadini del Friuli Venezia Giulia il servizio di collegamento rapido con Roma, Milano e Torino, attraverso 4 Frecciargento (Trieste-Roma e Udine-Roma e ritorno) e 4 Frecciabianca (Trieste-Milano/Torino e ritorno)?

Il quesito, posto per avviare «una riflessione», scaturisce da un’analisi pubblicata in questi giorni (tra l’altro sul blog Comitato pendolari Alto Friuli) dal titolo «Frecce spuntate del Fvg», nella quale si elencano i tempi di percorrenza dei treni veloci e si dà qualche dato sul loro utilizzo.

Per la verità dati stringati, secondo i quali vi sarebbero «30-40 passeggeri al massimo sulla tratta Trieste-Mestre, mentre più utilizzate risultano le Frecce Udine-Roma grazie soprattutto alle fermate intermedie di Pordenone, Conegliano e Treviso».

Trenitalia non fornisce il tasso di occupazione perché considerato «sensibile» in regime di concorrenza, anche se il finanziamento regionale degli 8 Freccia da solo sta a dire che essi sono sensibilmente sotto la soglia della sostenibilità di mercato. Riescono a reggersi con le proprie forze, invece, gli altri 8 Freccia effettuati giornalmente da Trenitalia in regime di libero mercato.

Alta velocità. Sotto la lente dei pendolari non solo il numero dei passeggeri, ma anche l’alta velocità che tali mezzi dovrebbero assicurare. Dalle rilevazioni che hanno effettuato, la considerano «virtuale», poiché «i treni Frecciabianca e Frecciargento che collegano Torino-Milano e Roma a Trieste e Udine percorrono il Friuli Venezia Giulia con tempi che in alcuni casi sono superiori a quelli dei treni regionali».

Non da ultimo, sottolineano, il Friuli Venezia Giulia «è l’unica regione d’Italia che paga Trenitalia per garantirsi i collegamenti Freccia». Una verità confermata dall’Ufficio stampa di Trenitalia.

La replica. «Come avviene per il trasporto regionale, anche questi collegamenti non starebbero in piedi dal punto di vista economico e la scelta, al momento e prima della gara del trasporto ferroviario, è tra averli e non averli», replica l’assessore regionale ai Trasporti, Mariagrazia Santoro.

«Abbiamo convintamente optato per il mantenimento di questi importanti collegamenti – aggiunge -, i quali che consentono di confermare l’attrattività logistica anche per imprese che hanno la sede legale nella nostra regione e versano i contributi qui in misura nettamente superiore a quella che può essere la spesa del servizio, quindi a conti fatti conviene ai cittadini avere questi collegamenti e conviene alla Regione poter offrire al proprio tessuto economico-produttivo servizi di qualità».

Con il nuovo bando di gara, la Regione «potrà anche valutare altre possibilità di collegamento che devono però consentire una continuità nel nodo di Mestre». In generale, comunque, «il tema dei servizi in aree a bassa domanda, non si può analizzare con la sola con la logica del costo-utenti», conclude Santoro.

Nuovi convogli. Proprio ieri sera, intanto, Santoro ha confermato che il 15 giugno entreranno in esercizio i primi, sospirati nuovi treni Civity della spagnola Caf. Funzioneranno sulla Trieste-Tarvisio.

 

PEDEMONTANA – Documento condiviso

SPRESIANO – Non aprire i caselli della Pedemontana se prima non vengono ultimate anche le opere complementari per salvare i centri abitati dal traffico: su tutte, la bretella di Povegliano e la tangenziale di Spresiano. È la richiesta contenuta nella lettera siglata ieri da 9 sindaci e inviata al commissario Silvano Vernizzi, a Veneto Strade, alla Regione a al ministero delle infrastrutture.

I primi cittadini di Povegliano, Spresiano, Villorba, Ponzano, Paese, Nervesa, Giavera, Volpago e Arcade non usano giri di parole.

«Diffidiamo le autorità competenti a mettere in esercizio l’arteria stradale -hanno messo nero su bianco- e in particolare ad aprire i caselli di Povegliano e Villorba-Spresiano fintantoché non sarà realizzata anche la viabilità di adduzione e complementare con le opere necessarie a mettere in sicurezza i territori confinanti».

O si fa tutto, insomma, o non si apre nulla. Restano da trovare circa 15 milioni: 8 milioni per la bretella tra il casello di Camalò e la provinciale 55 tra Ponzano e Volpago e 5,5 milioni per il primo tratto della tangenziale di Spresiano. Per la conclusione di questa ultima, poi, bisognerebbe aggiungere altri 3,5 milioni. Così la Pontebbana, strada già intasata che taglia in due Spresiano, sarebbe al riparo dalle nuove ondate di traffico.

Rino Manzan, sindaco di Povegliano, ha detto che senza l’attesa bretella è pronto a bloccare fisicamente i cantieri della Pedemontana.

Riccardo Missiato, primo cittadino di Spresiano, è un pò più cauto. Ma la sostanza non cambia di una virgola: «Chiediamo che i risparmi sulla modifica del tracciato della Pedemontana vengano impegnati per le opere complementari -conclude- Da parte nostra auspichiamo che la tangenziale possa essere finanziata in modo completo. L’importante, comunque, è mettere in fila una serie di passi concreti». Ora si attende una risposta.

(mf)

 

DOLO – Al convegno promosso dal Comitato di difesa

DOLO – «L’ospedale di Dolo deve continuare a funzionare a pieno regime, come ospedale di rete».

È quanto emerso e promesso in varie forme dai candidati rivieraschi che si presentano alle elezioni regionali. A prendere l’impegno, al convegno promosso dal Coordinamento a difesa dell’ospedale, Vanna Baldan per Veneto Civico, Luca Fattambrini di Altro Veneto, Franco Scantamburlo del Pd, Francesco Piccolo della lista Tosi, l’ex sindaco di Chioggia Fortunato Guarnieri in rappresentanza del Sel, Denis Gennari della Lega Nord ed Andrea Zampieri di Area Popolare Veneto. Presente la candida sindaca Valentina Peruzzo di M5S che ha letto una dichiarazione.

Dopo l’introduzione di Emilio Zen, per il Coordinamento, sulle vicende che hanno visto il depauperamento del nosocomio dolese, si è acceso il dibattito con i candidati, chiamati a dare risposte sia sulla sanità veneta che sull’effettiva volontà di garantire il mantenimento della struttura. Vanna Baldan ha ricordato: «La posizione dell’ospedale è strategica ed è fondamentale che venga conservata perché serve dieci comuni e 130.000 abitanti». Luca Fattambrini ha aggiunto: «La salute è un bene che va sempre e comunque difeso». Fortunato Guarnieri ha parlato senza giri di parole: «Il problema è la presenza di lobby che condizionano le scelte politiche anche a dispetto di logiche e bisogni reali. L’ospedale di Dolo è stato penalizzato dall’assenza di effettiva volontà politica di salvaguardarlo. Un territorio come questo non è ammissibile perda l’ospedale, ma se verrà smantellata Chirurgia sarà il segnale che si va verso il depotenziamento».

Francesco Piccolo ha assicurato: «Sino al 31 dicembre non vi sarà nessuna decisione e sono certo che la partita è ancora aperta e che il polo sanitario dolese possa rimanere funzionante e migliorato». Ma Franco Scantamburlo ha replicato: «Le schede ospedaliere sono state bloccate, ma non l’atto aziendale ed intanto continuano ad essere effettuate dismissioni di servizi che portano ad un irreversibile ridimensionamento».

Alla fine Emilio Zen ha letto un documento col quale ha chiesto ai candidati di sottoscrivere l’impegno manifestato in caso di elezione.

Lino Perini

 

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